101 cose da fare e vedere in Sardegna 4

101 cose da fare e vedere in Sardegna parte 4  

 

Eccovi la quarta parte delle  101 cose imperdibili da fare e vedere in Sardegna. Stavolta partiamo dalla lettera I: Santa  Caterina di Pittinuri, ago Flumendosa, lingua sarda, Maddalena, mangiare in Sardegna, monumenti naturali, Nora, Nuoro, nuraghi, Ogliastra ecc. 25 punti, partendo dalla S fino alla V di Vini sardi. Vedi anche la prima parte dalla A alla C e dalla C alla I, dalla I alla S, di Cose da fare e vedere in Sardegna.

 

101 cose da fare e vedere in Sardegna - parte 1

101 cose da fare e vedere in Sardegna 2 - parte 2

101 cose da fare e vedere in Sardegna 3 - parte 3

101 cose da fare e vedere in Sardegna 4 - parte 4

  1. Santa Teresa di Gallura

  2. Sardegna si, Sardegna no

  3. Sassari

  4. Sinis

  5. Siniscola

  6. Spiagge del Sinis

  7. Spiagge di Cagliari

  8. Spiagge di Domus de Maria

  9. Spiagge imperdibili in Sardegna

  10. Spiaggia di Berchida

  11. Spiaggia di Brandinchi

  12. Stagni di Oristano

  13. Stintino

  1. I Giganti di Monte Prama

  2. Storia della Sardegna

  3. Supramonte

  4. Tratalias, il paese fantasma

  5. Tavolara

  6. Tharros

  7. Tombe dei giganti

  8. Torri della Sardegna

  9. Trenino verde

  10. Vermentino

  11. Villasimius

  12. Vini e liquori sardi

  13. Tiscali

 

 

76. Santa Teresa di Gallura

 

Santa Teresa di GalluraSanta Teresa di Gallura il suo nome alla moglie di Vittorio Emanuele I. La città era un borgo di pescatori molto importante per la posizione strategica. Oggi è una notissima località turistica, sul promontorio della costa settentrionale della Sardegna. Centro del paese la piazza Vittorio Emanuele. Bella la struttura ordinata a scacchiera delle strade che rivela la pianificazione dell'abitato risalente al 1800. Non lontano la Torre Longosardo eretta dagli spagnoli, dalla cui terrazza si gode uno splendido panorama sulla costa. Il porto, a fianco dell'abitato, fu frequentato sin dall'antichità. Le coste di Santa Teresa sono davvero belle e ben accessibili. A est il promontorio di Punta Falcone con la spiaggia della Marmorata, Cala Sambuco, più avanti Porto Pozzo. Andando verso ovest il promontorio di Capo Testa, con le grandi rocce granitiche, la spiaggia di Cala Spinosa e Rena Maiore, lunghissima striscia di sabbia separata dalla strada da una fitta pineta, più avanti Vignola mare località balneare.

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77. Sardegna si, Sardegna no

 

Sardegna si, Sardegna noSI: le migliori spiagge, il mare più cristallino, tempo bello e soleggiato da maggio a ottobre, i prodotti tipici della cucina sarda (tra tutti il maialino arrosto, gli gnocchetti sardi con il sugo alla salsiccia e il pane carasau), la bellissima Cagliari, feste e tradizioni, i ricami, i tappeti intessuti artigianalmente, i cestini, i costumi tradizionali pregiati, le leggende e la saggezza popolare, l'entroterra di montagne calcaree e granitiche, foreste di sughere e di lecci, eccezionali fioriture multicolori e poi ancora la civiltà nuragica, chiese e santuari medievali... NO: il costo troppo alto del traghetto, l'assenza di autostrade, il costo troppo alto delle auto a noleggio...

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78. Sassari

 

SassariLa bella Sassari assurta agli onori delle cronache sportive recentemente con la vittoria dello scudetto del basket da parte della Dianamo Sassari, vide la luce quando alcune popolazioni abbandonarono la costa nel XII per difendersi dai pericoli delle incursioni barbaresche. Come altre città dell'isola, anch'essa fu fortificata da pisani e genovesi. Si trova a 20 chilometri dal mare. Ha lottato nel tempo per affermare la propria autonomia, contro i pisani prima, poi contro gli aragonesi e da ultimo contro i Savoia alla fine del '700. In Piazza Italia, realizzata nel XIX secolo, si trova un palazzo destinato alla provincia, in stile neoclassico, tra le palme nascosta al centro della piazza, la statua di Vittorio Emanuele II. Il Duomo di Sassari nel cuore della città medievale, è stato costruito a fine del 1400 in stile gotico aragonese. Alle sue spalle il Palazzo Ducale oggi sede del municipio e poco distante la grande piazza Mazzotti...Continua a leggere su Sassari.

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79. Sinis

 

SinisIl Sinis è una penisola della Sardegna centro-occidentale, lunga 20 km e larga 4, è praticamente deserta. Si trova fra la baia di Is Arenas a nord, ed il Golfo di Oristano a sud. È una penisola che offre molto, dal punto di vista naturalistico e archeologico. Ha coste alte, lunghissime spiagge bianche e grandi stagni (Cabras, Mistras, Sale é Porcu). Da non perdere una visita all'isola di Mal di Ventre, un grande blocco di granito con stupendi fondali. Le spiagge del Sinis sono il termine della grande piana del Campidano a nord, mentre a sud del Campidano troviamo le spiagge del golfo di Cagliari. Troviamo qui anche le bellissime lagune, ambienti trasformati dall'uomo ma pur sempre in grado di mantenere la loro componente selvaggia. Qui in inverno migliaia di fenicotteri si sparpagliano in tutti gli stagni.

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80. Siniscola

 

SiniscolaSiniscola è una graziosa cittadina balneare del nuorese, con la Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista della fine del 1400. Nelle vicinanze Posada, con il Castello della Fava, il porticciolo della Caletta, con la spiaggia bianca e la torre del 1600. Si trova a poca distanza dal mare e ai piedi del Monte Albo. Il nome di Siniscola deriva etimologicamente da "Finis Sholae", che significa "fine di coorte"; in epoca bizantina il vocabolo "schola" indicava la ripartizione dell'esercito in varie coorti. Il territorio di Siniscola fu abitato sin dall'età prenuragica come testimoniano alcuni reperti rinvenuti nelle dune di Capo Comino. Gli insediamenti neolitici privilegiarono le vallate e le piane attraversate dai fiumi Cedrino e Posada. Se si fa un giro per le campagne di questa zona si incontrano numerosi nuraghi e tombe dei giganti. Nel centro del paese si trovano numeroso palazzi ottocenteschi di pregevole fattura. Da qui, un strada dritta porta a La Caletta, un porticciolo turistico con una spiaggia sabbiosa lunga ben 4 chilometri. Molto caratteristiche le dune della fascia costiera tra il mare e il Monte Albo. Tra le spiagge si segnalano quelle di Capo Comino e di Berchida. Numerose anche le grotte, importanti sia dal punto di vista speleologico che archeologico, in quanto abitate dall'uomo in età preistorica.

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81. Spiagge del Sinis

 

Spiagge del SinisDopo la scogliera di Su CRASTU BIANCU, si trova la spiaggia di SA ROCCA TUNDA, dalla sabbia finissima, riparata dai venti. Poi la spiaggia di SU PALLOSU, piccola cala molto amata dai pescatori in quanto riparata dai venti e ottimo punto di partenza per visitare la vicina isola di Mal di Ventre. CAPO MANNU, capo roccioso con torre costiera e con piccole selvagge e solitarie spiaggette, famosissimo in tutta Europa come paradiso dei surfisti. Andando verso sud troviamo MANDRIOLA, spiaggia dal fondale bassissimo ideale per famiglie. Poi PUTZU IDU, spiaggia di sabbia finissima con fondale basso. Ci sono bar e pizzerie sul lungomare, nella vicina salina ammirate i fenicotteri rosa. Seguendo troviamo S’ARENA SCOADA, borgata con piccole e incantevoli spiagge dai colori e fondali tropicali, riparate a sud dalle falesie di SU TINGIOSU. PORTU SUEDDA spiaggia dalla sabbia bianchissima e dal fondale azzurro. Poi MARI ERMI, siamo nel comune di Cabras, spiaggia bianchissima, e IS ARUTAS (nella foto) sicuramente la spiaggia più conosciuta nell’oristanese, chiamata spiaggia dei “chicchi di riso? per i suoi bianchi granelli di quarzo levigati dal mare. TORREGRANDE è la più importante località costiera nella provincia di Oristano, vicinissimo alla città, prende il nome dalla più grande torre costiera. Ha un grandissimo lungomare molto frequentato, bar, pizzerie, ristoranti, chioschi, bancarelle, sport e musica ne fa il salotto estivo degli oristanesi.

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82. Spiagge di Cagliari

 

Spiagge di CagliariLe Spiagge di Cagliari si estendono ad est della città e formano un litorale sabbioso largo, lungo molti chilometri che si estende fino alla vicina Quartu Sant'Elena. Il Poetto, la grande spiaggia cittadina si divide proprio in Poetto di Cagliari e poeta di Quartu. La Marina al termine della spiaggia è un luogo ideale per il relax e il divertimento notturno. Come abbiamo già accennato, nella provincia di Cagliari, sul golfo omonimo, a destra e a sinistra della città, spostandosi sul litorale per qualche chilometro è possibile incontrare alcune località turistiche molto conosciute, come Pula, Chia e Villasimius. Ci sono spiagge per tutti i gusti: per chi ama la natura e cerca delle spiagge libere e tranquille in cui rilassarsi lontano dalla massa, fino a spiagge attrezzate con tutti i servizi necessari.

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83. Spiagge di Domus de Maria

 

Spiagge di Domus de MariaLe Spiagge di Domus de Maria si trovano nella Sardegna sud ovest, in un fantastico tratto costiero. Da segnalare le spiagge di Chia, lunghissime e larghissime, dominate dall'omonima torre secentesca. Sotto alla torre si trovano le rovine di Bithia, un importante porto fenicio del VII secolo avanti Cristo. Fantastiche nella zona alle spiagge di Tuerredda e Su Giudeu (nella foto). Vedi anche la voce Chia.

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84. Spiagge imperdibili in Sardegna

 

Spiagge imperdibili in SardegnaLe spiagge della Sardegna sono sempre ai primi posti nelle classifiche sulle spiagge più belle d’Italia e del mondo. Eccovene 10 favolose (leggi anche 101 spiagge migliori in Sardegna): Porto Giunco (nella foto) e Punta Is Molentis a Villasimius, racchiusa tra il mare e lo stagno salato di Notteri, nel Sud-Est della Sardegna; Su Giudeu (Domus de Maria ? Chia); Tuerredda (Teulada); La Pelosa, a Stintino, nel Nord-Ovest della Sardegna; Cala Mariolu, Baunei, nella splendida cornice del Golfo di Orosei; Cala Brandinchi, esotica, sul promontorio di Capo Cavallo; Berchida (Siniscola); Cala Luna (Baunei/Dorgali).

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85. Spiaggia di Berchida

 

Spiaggia di BerchidaLa Spiaggia di Berchida è una delle spiagge più belle di tutta l'isola e anche in agosto non è affollata, dista 5 Km da Capo Comino e si trova a pochi km da Siniscola, a 6 km dal bivio per Cala Ginepro. Il suo aspetto non delude mai nessus visitare. Dal fondale basso, è costituita da sabbia candida, dune, macchia mediterranea e un piccolo stagno alla foce del rio Berchida, con uno scoglio molto seggestio che attira molti fotografi chiamato S'incollu de sa Marchesa. A breve distanza (1,3 Km) è possibile visitare l'insediamento nuragico di Conca Umosa e il villaggio di Rempellos (a 1,9 Km).

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86. Spiaggia di Brandinchi

 

Spiaggia di BrandinchiLa Spiaggia di Brandichini si trova nella parte nord a di San Teodoro, alle pendici del promontorio di Capo Coda cavallo. È una delle spiagge più belle del Nord Sardegna, con fondale basso, cristallino e banchi di sabbia modificati costantemente dal mare circondato da dune e pinete. Il contesto è quasi paradisiaco, con il promontorio ricco di vegetazione di macchia mediterranea verdissima che fa da sfondo perfettamente con l'azzurro chiaro del mare. Può essere molto affollata nei mesi di luglio e agosto, ma vale in ogni caso la visita. Il parcheggio è molto caro ( 2,5 euro all'ora) senza possibilità di tariffa giornaliera. La spiaggia si si raggiunge percorrendo la SS125 da Olbia in direzione sud: si prende la deviazione per Capo Coda Cavallo, dopo 900 metri si svolta a destra in una strada sterrata (un po' disastrata) che dopo circa 1,5 chilometri porta alla spiaggia.

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87. Stagni di Oristano

 

Stagni di OristanoGli Stagni di Oristano fanno parte di diverse zone umide del territorio, tra cui la zona del Sinis. In ognuno di essi si trovano riserve naturali di grande importanza ambientale e sono considerate un paradiso del birdwatching, dove tra tutti spiccano i bellissimi Fenicotteri Rosa. Gli straordinari e graziosi volatili che, in determinati periodi, si possono vedere sostare nelle zone umide in provincia di Oristano. Gli Stagni nella zona di Oristano comprendono zone palustri come lo Stagno di Cabras, la Laguna di Mistras, lo Stagno di Sale 'e Porcus, lo Stagno di Santa Giusta e poco più avanti la bellissima oasi faunistica di S'Ena Arrubia (proprio dietro l'omonimo campeggio).

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88. Stintino

 

StintinoStintino è una tra le località turistiche più rinomate, nella costa nord della Sardegna, di fronte all'Asinara. Fu fondata dagli abitanti dell'Asinara, alla fine del 1800, costretti ad abbandonare la loro isola destinata a colonia penale. La strada da Stintino porta verso nord a Capo Falcone alla lunga spiaggia de La Pelosa (nella foto), famosa per la sua sabbia fine. La città possiede due porti, il porto minore e il porto vecchio di recente costruzione ed è una rinomata località turistica.

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89. I Giganti di Monte Prama

I Giganti di Monte PramaIn Sardegna ci sono storie di guerrieri, nuraghi e strane cose. Ci sono luoghi misteriosi che dal passato più remoto sono arrivati fino ai giorni nostri. Sono arcieri, pugili, sacerdoti. Giganti. Si dice che la storia del Mediterraneo si stia riscrivendo e potrebbe davvero essere così. Mont'e Prama è la parola chiave: un appezzamento di terra arida del Sinis, costa centro-occidentale dell'isola, e più precisamente nella provincia di Oristano.  Un luogo situato in posizione strategica, poco lontano da un'altra zona archeologica di più recenti testimonianze (l'area archeologica di Tharros)...Continua a leggere sui Giganti di Monte Prama.

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90. Storia della Sardegna

 

Storia della SardegnaLa Storia della Sardegna è antichissima e comprende un'origine remota, grandi civiltà e ripetute dominazioni straniere. Pensate, l'isola poggia su un basamento di granito che risale a circa 300 milioni di anni fa. Che si tratti di rocce antiche lo si desume dall'assenza di montagne di di altezza rilevante. Il Gennargentu, il massiccio più alto, con i suoi 1800 metri, ha anch'esso forme arrotondate e levigate dal tempo. Le sue forme sono più quelle di colline che di montagne. Ci sono insediamenti all'interno della Sardegna risalenti a circa 15.000 anni fa, nelle grotte, ci sono necropoli scavate nella roccia, chiamate Domus de Janas, e cavità naturali in Gallura, scavate nel granito, usate per accogliere le sepolture. Con le tante insenature e i tanti approdi la Sardegna è stata la frequentata da greci, fenici, etruschi e romani. Possiamo partire dalla civiltà nuragica che prende il nome dalle caratteristiche architetture, i nuraghi, eretti in pietra un po' su tutta l'isola nei luoghi di miglior controllo del territorio ben 1500 anno a.C.. I popoli nuragici eccellevano nella lavorazione dei metalli, come testimoniato dalle numerose statue trovate nelle tombe dei giganti. Le tombe dei giganti sono sepolture collettive costruite con pietre tanto grandi che la tradizione popolare le ha attribuite a un popolo di giganti. Intorno al 1000 arrivarono i Fenici dapprima pacificamente ma in seguito imponendosi con la forza. Fondarono i diversi centri tra cui Nora, Cagliari e Tharros. Subentrarono i cartaginesi, che sconfitti nella prima guerra punica, cedettero l'isola ai romani. La popolazione cercò di resistere per più di due secoli. Alla caduta dell'impero romano la Sardegna fu preda dei Vandali, dei Visigoti e dei Bizantini fino a subire gli attacchi della pirateria araba che ne causarono lo spopolamento a livello di centri costieri. La popolazione locale si rifugiò verso l'interno. Intorno al 1900 vennero costituiti quattro regni autonomi, detti giudicati, con a capo un giudice (o una giudichessa). Le decisioni più importanti venivano presi da una sorta di parlamento dei rappresentanti del popolo. Ogni regno era autonomo ed aveva esercito, leggi, lingua diversa. Il periodo dei giudicati corrisponde a una fioritura civile dei economica. A lungo disputata tra le repubbliche marinare di Pisa e Genova, nel 1297, per porre fine a questa situazione la Sardegna fu ceduta da Papa Bonifacio VIII agli aragonesi. Il dominio durò oltre quattro secoli, durante i quali le condizioni della popolazione peggiorarono. Nel 1700 l'isola passò gli austriaci e fu ceduta ai Savoia nel 1718 in cambio della Sicilia. Da allora la Sardegna entrò a far parte delle vicende italiane e divenne nel 1948 regione a statuto autonomo, vive oggi di terziario. Il turismo è molto importante anche se la stagione turistica resta legata ai mesi di luglio ed agosto.

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91. Supramonte

 

Storia della SardegnaIl Supramonte è un vastissimo altopiano al centro della Sardegna (si estende su una superficie di circa 350 km² con una altezza media di 900 metri s.l,), in territorio di Oliena che attraverso i monti di Dorgali, Orgosolo e Urzulei e si affaccia sul mare con le falesie del grande Golfo di Orosei. Le località situate lungo la base delimitano i confini dell'altopiano. Queste frontiere naturali seguono verso settentrione l'alto corso del fiume Cedrino e, verso meridione, il corso del rio Olai. L'azione erosiva, condotta sulle rocce calcaree dai fiumi ha creato, nel corso dei millenni, stupefacenti gole e voragini molto profonde che arrivano fino al mare, come la Grotta del Bue Marino, o risorgive come Su Gologone.

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92. Tratalias, il paese fantasma

 

TrataliasSiamo nel Sulcis, nel sud della Sardegna, una terra ricca di storia e tradizioni. Qui, a poco più di 1 ora di distanza da Cagliari c’è un borgo incredibile, Tratalias, chiamato anche il paese fantasma, perché è disabitato. O meglio, è stato abbandonato per il pericolo causato dalla costruzione di una diga, e ricostruito in un altro posto, ma oggi vive in qualche modo una seconda vita. Il paese in pratica si svuotò ma gli edifici restarono intatti e in tempi recenti è stato "recuperato", "riportato a nuova vita", con l'apertura di laboratori e negozi artigianali che ripropongono i vecchi mestieri, oltre a un bel ristorante. Da visitare!

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93. Tavolara

 

TavolaraL’Isola di Tavolara si trova nel nord della Sardegna, non distante da Olbia e vicino a San Teodoro. Si erge per oltre 500 metri spuntando dal mare e dominando tutto il Golfo di Olbia. Tavolara si raggiunge con un piccolo traghetto da Porto San Paolo in 15-20 minuti ed è un'eccezione nel panorama di granito della Gallura, fatta com'è da rocce calcaree a picco sul mare. La parte che guarda l’isola di Molara ha degli scogli a pelo d’acqua che sono il paradiso per chi fa snorkeling. E' oggi parco nazionale, informatevi con una guida ambientale per l'accesso.

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94. Tharros

 

TharrosLa città di Tharros, abitata dai punici era una delle città mediterranee più importanti dell'antichità. I suoi templi, gli edifici, le strade erano imponenti. Si trova sulla punta meridionale della penisola del Sinis e fu molto importante in età romana, all'inizio del medioevo e fu anche Vescovato. Fu abbandonata per le incursioni del mare dei pirati saraceni...Continua a leggere su Tharros.

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95. Tombe dei giganti

 

Tombe dei gigantiLe Tombe dei Giganti, sono le tombe megalitiche della civiltà nuragica. Si tratta di sepolture collettive, formate da un corridoio che immette in una cella circolare o rettangolare; sulla facciata esterna sono presenti le grandi stelle monolitiche che la credenza popolare ha attribuito a giganti. Alcune leggende  di quelle che ci appassionano tanto nell'infanzia raccontano che si tratta delle tombe dei giganti che in un lontano passato hanno camminato sulla Terra. Inoltre,  per aggiungere un po' di sogno in più, si dice che le lapidi sarebbero resti del leggendario continente perduto di Atlantide.

 

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96. Torri della Sardegna

 

Torri della SardegnaSe siete già stati in Sardegna vi sarete accorti che il suo panorama è costellato di torri. Oltre alle migliaia di Nuraghe ancora presenti e ben visibili, la Sardegna ha molte torri di avvistamento a presidio dell'intero sistema costiero. Famose e ben visibili sono le torri spagnole; addirittura a fine 1500 Filippo II di Spagna istituì la Reale Amministrazione delle torri per gestirle, tanto erano numerose!

 

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97. Trenino verde

 

Trenino VerdeIl Trenino Verde è il più celebre treno sardo che conduce in parecchie ore di viaggio in giro per la Sardegna su ponti arditi, passaggi a ridosso delle pareti rocciose, attraversa lunghe gallerie e paesi, tra vigneti e filari di fichi d'India. Le tratte sono poche: Mandras/Arbatax 160 km attraverso il Gennargentu e i borghi della Barbagia, passando tra nuraghi, valli e laghi fino ad arrivare al mare; Isili/Sorgono, passando tra i nuraghi del Sarcidano, i boschi di leggi e i borghi della Barbagia; Nulvi/Palau percorrendo la Gallura, terra di rocce di granito, boschi di sughere e mare, ammirando dolmen; Planargia/Macomer/Bosa, fino al mare. Tutte le stazioni di partenza sono raggiungibili con i mezzi pubblici.

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98. Vermentino

 

VermentinoTra gli ottimi vini di Sardegna, di certo non potete perdervi un calice fresco di Vermentino, un vino bianco, color paglierino, dal gusto deciso, fruttato, prodotto soprattutto nella Gallura. Ottimo come aperitivo, ne esistono di tipi frizzanti oppure più fermi e secchi, ma viene servito sempre fresco e si sposa molto bene con il pesce arrosto, primi a base di pesce, crostacei e formaggi freschi. Servire alla temperatura di 8-10 °C.

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99. Villasimius

 

VillasimiusIl promontorio con la Torre del Giunco, segnala l'inizio delle lunghissime spiagge di Villasimius. Alle spalle della spiaggia del Giunco si trova lo stagno di Notteri. Una lunga striscia di sabbia divide il mare dalle acque dello stagno, uno spettacolo imperdibile. Villasimius è oggi un noto centro turistico sulla punta sud est della Sardegna. La strada che porta a Capo Carbonara permette l'accesso a diverse belle spiagge, tra le quali spiccano Simius, Timi Ama e la spiaggia di Porto Giunco dominata dalla Torre e con lo stagno di Notteri alle spalle...Continua a leggere su Villasimius.

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100. Vini e liquori sardi

 

CannonauTra i principali vini sardi ricordiamo il Cannonau di Sardegna, il Nuragus di Cagliari, e Vermentino di Gallura, la Vernaccia di Oristano. Jerzu ? In Sardegna è conosciuta come la "città del vino", ed è già un tutto dire. Il paese è costruito su più livelli ed è circondato da vigneti che crescono sulle colline circostanti. In questa zona si produce il Cannonau rosso DOC. Le mete consigliate per gli amanti del Cannonau sono: Tortolì che ha una grande tradizione enogastronomica, legata al mondo dei pastori e dove vengono prodotte diverse qualità di vino Cannonau, da tavola, da aperitivo e da dessert; Oliena che produce un Cannonau di grandissima qualità, tanto da essere ricordato da Gabriele D’Annunzio in una sua lettera e Mamoiada. Il liquore più tradizionale è il mirto, che può essere bianco o rosso, a seconda se viene ricavato dalla macerazione in alcol delle banche mature o dalle bacche verdi e dalle foglie del mirto. Il mirto si beve come digestivo ma anche come aperitivo consumandolo in questo caso freddo. Famoso è anche il Filu u ferru, una grappa gradazione molto elevata che deve il suo nome al filo di ferro che contrassegnava la bottiglia nascosta sotto terra quando la produzione della grappa illegale.

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101. Tiscali (Villaggio nuragico Sardegna)

CannonauDel villaggio archeologico di Tiscali, in Sardegna, non si sapeva niente fino all'inizio del Novecento, quando nel 1910 venne visitato da Ettore Pais, studioso di storia dell'antichità e grande conoscitore dell'isola, di cui era anche originario. Venne poi fotografato nel 1927 da Antonio Taramelli, archeologo friulano.

* iniziamo con il dire che qui non stiamo parlando di Tiscali - gestore informatico internet di Renato Soru, ma di tutt'altro, e che ha infatti preso il nome dall'antico villaggio situato nel centro più interno della Sardegna.

Il sito archeologico si posiziona in una piccola altura, una dolina (come viene chiamata solitamente la cavità di una valle carsica), situata in quella parte dell'isola che possiamo distinguere come compresa tra il Supramonte (di cui è anche parte) e la costa orientale del Golfo di Orosei ed esattamente parte del comune di Dorgali (provincia di Nuoro) da cui dista una 40 di minuti tra auto e inerpicata a piedi. Il piccolo villaggio nuragico è oggi uno dei siti archeologici più importanti d'Italia e del Mediterraneo, visitabile attraverso degli itinerari appositamente guidati, data la inaccessibilità del luogo. É infatti situato all'interno di una piccola grotta con la volta sprofondata e si compone di una serie di  resti di due nucleo abitati costruiti tra il II e il I millennio a.C.

Nel corso della sua storia, il villaggio è rimasto pressoché invisibile, tanto che fu probabilmente uno degli ultimi baluardi della resistenza delle popolazioni nuragiche agli invasori Romani; e infatti nel  tempo il sito è apparso come una “formidabile fortezza naturale?, per usare le stesse parole di Ettore Pais nel momento in cui lo visitò. In effetti pochi erano a conoscenza dell'esistenza di questo piccolo nucleo abitato, sito in un territorio così impervio da essere quasi fuori dal mondo e considerando che i resti archeologici ritrovati (comunque esigui) poco spiegano dei motivi che hanno spinto il popolo di allora ad insediarsi in un luogo nascosto a tutti.

Qualche tempo prima della visita del Pais, il villaggio venne casualmente scoperto dai carbonai che disboscano la valle di Lanaittu, nel Supramonte, e da allora ha saputo imprimere un non so che di sacro e leggendario per il popolo sardo. Un luogo misterioso, senza dubbio, costruito per rimanere nascosto da eventuali intrusioni, nonché invasioni provenienti dal mare, e composto da due agglomerati di capanne interamente costruite lungo le pareti interne della roccia e non visibili dall'esterno. Il lato nord della parete rocciosa è caratterizzato dai resti di una quarantina di capanne circolari in pietra, che appaiono dislocate come su un pendio; il lato della parete sud-occidentale è composto da circa una trentina di abitazioni, questa volta quadrate o rettangolari. Al centro della cavità è presente una folta vegetazione di lecci e lentischi. Gli studiosi ritengono che la tecnica edilizia utilizzata per la costruzione delle capanne e dei punti di congregazione, differisca da quella nuragica, tanto che probabilmente il sito potrebbe avere origine pre-nuragica. Sicuramente fu poi ripopolato e abitato – forse fino anche all'Alto Medioevo – considerando la particolare posizione e i sistemi di raccolta dell’acqua piovana rinvenuti; ma risulta poco probabile che, data l'assenza di sorgenti naturali che potessero permettere l'approvvigionamento idrico, gli stessi  stanziamenti umani siano stati permanenti.

Nel 1995 ha inizio un primo progetto di recupero e salvaguardia del sito e nel 1999- 2000 vennero effettuati i primi scavi (e finora unici) per conto della Soprintendenza per i beni archeologici per le province di Sassari e Nuoro.

Come arrivare a Tiscali

A Tiscali si accede tramite un servizio di visite guidate a pagamento, mentre a Dorgali è possibile visitare il Civico Museo Archeologico.

Per maggiori informazioni:

Coop Ghivine del G.r.a. (telefono: 0784 927200/36 - 0784 96721 - 338 8341618 - 349 442552/3/4/8)

In auto da Nuoro:

. prendere la strada per Dorgali. Fare circa 6 km lungo la strada che porta alle fonti di Su Gologone.

. prima del piazzale di sosta, girare a destra e arrivare fino alla valle di Lanaittu.

. fare circa 8 km e in direzione sud si arriva ai piedi del monte Tiscali.

. a piedi verso la mulattiera e inerpicarsi verso il costone (tracciato faticoso).

 

* A causa del territorio impervio e della possibile mancanza di orientamento, si sconsiglia dal raggiungere la località senza una guida locale attrezzata e preparata.

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