|
101 cose da
fare e vedere in Sardegna 2
|
Eccovi la seconda parte delle
|
26.
Chia, Domus de Maria
Chia non dispone di un centro abitato ma è una frazione del comune di
Domus
de Maria. Le case qui non hanno formato un centro abitato vero e
proprio, ma si estendono tutto intorno, soprattutto in forma di villaggi
turistici. Le spiagge di Chia sono a solo 40 minuti di macchina da Cagliari e
tutto sommato Chia è
una meta ancora non invasa dal turismo di massa. Ricca di scenari naturali,
incontaminati e selvaggi, conquista con il suo mare cristallino e la sua
laguna popolata dai fenicotteri rosa, con il verde della macchia
mediterranea e con le dune dorate, che si aprono su lunghe spiagge di sabbia
finissima. Dietro al mare lo stagno di Chia a est e gli stagni di Stangioni
de su Sali e di Campana a ovest, occupano la zona delle dune, davanti alle
spiagge si trovano diversi isolotti, spesso raggiungibili a nuoto o
camminando sul fondale basso. L'Isolotto Su Cardulinu (il più grande,
davanti alla spiaggia di Porticciolo) è in realtà una penisola perché è
collegato alla terra ferma da un breve istmo sabbioso, sul quale si può
camminare per raggiungerlo. Sull'isolotto ci sono gli scavi dell'antico
insediamento fenicio di Bithia, centro che un tempo lontano era molto
importante. Legambiente nel 2016 le ha assegnato il prezioso riconoscimento
delle 5 vele blu. Sono spiagge molto larghe quelle di Chia, eccone
alcune, da est verso ovest: Su Cardolinu, il Porticciolo, Sa Colonia, Cala
del Morto, Porto Campana, Su Giudeu, Cala Cipolla (riparata e quasi
sempre affollata).
27.
Vedere i coralli in Sardegna
I fondali davanti al Promontorio
del Giglio (Alghero) oltre che per le grotte, sono famosi per
l'abbondanza di corallo rosso. Il corallo è solitamente visibile oltre 100 m di profondità, qui
invece lo si trova molto più in superficie, visibile anche solo a una
ventina di metri di profondità. Normalmente lo si può ritrovare all’interno
di grotte o negli strapiombi. La pesca del corallo è oggi strettamente
regolamentata: possono pescare corallo solo i "corallari" esperti ed
autorizzati, solo in immersione e con l'uso della sola piccozza, solo nel
periodo da maggio a ottobre e ad una profondità di almeno 80 m. Una volta
prelevato la vita del corallo continua grazie alle mani di abili artigiani
sardi che lo trasformano in preziosi gioielli di fine manifattura. Alghero,
da sempre la capitale dell’estrazione e della lavorazione del corallo, offre
al visitatore anche un museo specifico, il Museo del Corallo appunto.
Laboratori famosi per la lavorazione artistica del corallo si trovano anche
a Quartu Sant’Elena e Dorgali.
Torna su
28.
Costa Smeralda, dove è, perché visitarla?
La Costa Smeralda si trova in
Gallura, una regione a nord-ovest della Sardegna, poco dopo Olbia, ed è uno
dei tratti costieri più noti ed esclusivi d'Europa. Si tratta di 8000 ettari,
10 km di costa, che vanno dal Golfo di Arzachena al Golfo di Cugnana, una
sorta di grande dito in mare. I sardi, da sempre in fuga nella storia dalle
coste verso l'entroterra, per scappare ai pirati e alla malaria, mai
avrebbero immaginato di vendere i loro terreni costieri, negli anni '60, a
un principe indiano che li avrebbe trasformati in oro. Così il principe di
origini indiane, ma cittadino inglese, Karim Aga Khan, comprò quelle terre
per pochi soldi e trasformò quei 10 km di costa nel paradiso del turismo
internazionale che tutti conosciamo. Le costruzioni del progetto dovevano
essere in armonia con l'ambiente naturale, a creare una sorta di villaggio
mediterraneo ideale e, più o meno, questo è accaduto. La bella strada
panoramica che percorre la Costa Smeralda consente una vista d'insieme
meravigliosa sulla costa e sulle antistanti isole. Gli insediamenti sono
sempre molto discreti, ben immersi nella natura. Un bivio sulla destra
conduce alla stupenda Cala Volpe e alle spiagge del Promontorio di Capriccioli. L'hotel Cala Volpe, fu una delle prime costruzione della zona.
Prima di Cala Volpe c'è un bivio che conduce alla spiaggia di Liscia Ruja.
Continuando si raggiunge Porto Cervo, la località più importante ed
esclusiva; altri luoghi cult della zona sono Porto Raphael e
Porto Rotondo.
A parte questi aspetti "mondani" c'è da dire che la Costa Smeralda offre
paesaggi unici, con le enormi rocce di granito bianche, arrotondate dai
millenni trascorsi, che si gettano nel mare turchese e con insenature
bellissime dove la sabbia è bianca e il mare smeraldo. Le spiagge più
belle della Costa Smeralda sono: Cala Capriccioli, La Cinta (la
più grande), Spiaggia Ira, Rena Bianca, Spiaggia del Principe, Liscia
Ruja, Romazzino, Cala di Volpe, Piccolo Pevero.
Torna su
29. Costa Rei
Costa Rei
si trova lungo la costa sud-orientale dell’Isola, a circa 70 km da Cagliari
e 20 km da
Villasimius. Fa parte del comune di Muravera. Tutto il lunghissimo litorale sabbioso della Costa Rei è
bellissimo, caratterizzato da dune e dominato dal bianco della sabbia che
fa contrasto con il verde della vegetazione e l'azzurro del mare. Le
spiagge numerose, larghe e spesso molto lunghe, sono facilmente
raggiungibili percorrendo la Strada Statale 125 che conduce alla località di
Costa Rei sulla quale sono indicati gli accessi alle diverse spiagge. Qualche spiaggia da frequentare? Ce ne sono decine!
Punta Is Molentis,
Cala Porceddu, Cala Pira, Cala Sinzias, San Pietro, Santa Giusta (famosa
anche per lo scoglio di Peppino, un basso e largo scoglio di granito chiaro,
visitato tutto l'anno dai turisti), Cannisoni, Piscina Rei con lo stagno
alle spalle frequentato da aironi, folaghe e altri uccelli acquatici, Porto Pirastu
con la bella pineta alle spalle.
Torna su
30. Costa Verde
È chiamata Costa Verde quella costa che va da
Marina di Arbus fino a Capo Pecora, è una delle zone più
spettacolari di tutta l'isola, con grandi complessi di dune che arrivano
all'interno, punteggiate da tantissimi ginepri che assumono le forme più
originali, piegati del vento. La vegetazione intensa le conferisce il nome
di Costa Verde e troviamo oltre ai ginepri, il lentischio, la ginestra e il
corbezzolo che scendono dalle montagne fino al mare, fra valli e dune.
L’intera zona, ora parco naturale, poggia su un bacino metallifero di piombo
e zinco, dove per decenni sono state attive miniere tra le più produttive
d’Europa. Le località principali della zona sono: Marina di Arbus, Montevecchio Marina, Porto Palma, la spiaggia di Piscinas e il
villaggio di Portixeddu. La meta naturalistica principale della zona è
la spiaggia di Piscinas, il deserto della Sardegna, con
le sue enormi dune di sabbia. Costeggiando il villaggio abbandonato di
Ingurtosu, dopo aver percorso una sterrata, si arriva alla spiaggia bianca
di Piscinas dove vi aspettano 10 chilometri di silenzio assoluto e il
relitto di una nave inglese che da 200 anni riposa vicina alla spiaggia.
Torre dei Corsari è uno dei rari insediamenti turistici e ricorda un
passato fatto di incursioni dei popoli del mare. Nonostante il
passato minerario Arbus è tra i dieci comuni italiani premiati per
anni con il riconoscimento “cinque vele? di Legambiente per la qualità delle
acque del suo mare.
Il territorio della Costa Verde è rimasto quasi incontaminato e pare ancora
sospeso nel tempo, in mezzo al passato basato sulle attività minerarie
(soprattutto i centri di Ingurtosu, Montevecchio e Buggerru)
e il presente meta di un turismo particolare. La chiusura delle attività
produttive e l'abbandono del territorio da parte delle attività umane, ha
reso la zona una sorta di parco archeologico industriale, e
all'abbandono dell'uomo, ha fatto seguito la rivincita della natura, che si
è ripresa tutto, sviluppandosi in modo spettacolare, fino a creare un
ecosistema unico. Il paesaggio ricorda il Far West, tra ruderi di
villaggi, gallerie abbandonate, binari arrugginiti; qui potete scoprire un
volto insolito della Sardegna, scampata allo scempio delle migliaia di
villette costruite in serie e vuote per 11 mesi all'anno. Per chi è curioso
circa le miniere, Buggerru, il centro più grande di questo tratto di
costa a nord di Iglesias, che fu un importante centro minerario già
dall’inizio del XVIII secolo, ospita la Galleria Henry, una grande
miniera che si affaccia sul mare; altra miniera molto famosa è quella di
Masua. Purtroppo questi siti attualmente non sono visitabili ma speriamo
possano esserci aggiornamenti. Visitabile e molto interessante invece la
grande miniera di Serbariu a Carbonia.
Torna su
31. Domus de Janas
Letteralmente significa “casa delle fate? o “delle
streghe? ed indica delle piccole cavità scavate nella roccia usate come
sepolture durante la preistoria. Le domus de janas sono chiamate anche
forrus o forreddus. Ne sono state scoperte più di 2.400, circa
una ogni chilometro quadrato, e molte rimangono ancora da scavare. Spesso
sono collegate tra loro a formare delle vere e proprie necropoli
sotterranee. Il maggior numero di domuns de Janas (36) si trova nel
complesso di Anghelu Ruju ad Alghero, al quale seguono Pani Loriga a Santadi
e Sant'Andrea Priu nei pressi di Bonorva. Seguendo particolari riti, il
defunto veniva trasferito dalla sua casa terrena, in un'altra "casa" eterna
(in scala ridotta, circa la metà). Per questo motivo accanto ai corpi
venivano deposti oggetti di uso comune, un vero corredo funerario, al quale
si pensa si aggiungesse anche del cibo per il viaggio ultraterreno. Le tombe
avevano decorazioni che richiamavano le case terrene, avevano forma di
capanna rotonda con il tetto conico, ma anche spazi rettangolari con tetti
spioventi e porte e di finestre. Le pareti venivano spesso decorate con
simboli magici in rilievo, dipinti o incisi (la testa di toro, le corna di
toro, spirali, motivi geometrici in genere).
Torna su
32. Dorgali
Dorgali è in provincia di Nuoro ed è famosa per l'artigianato (cuoio,
ceramica, oro) oltre che sede di numerose vestigia dell'epoca nuragica.
Nel territorio ci sono
anche Dolmen e Domus de Janas (tombe nella roccia dove venivano deposte le
spoglie dei defunti). Nota per la produzione vinicola, è apprezzata
soprattutto per il Cannonau, un vino rosso rubino e forte. Interessante il
centro storico con le antiche case in basalto scuro e le chiesette rustiche.
La via centrale e le vie adiacenti sono ricche di botteghe e negozi che
lavorano la filigrana d'oro, la ceramica, le pelli. A poca distanza la
splendida costa del Golfo di Orosei.
Torna su
33.
Dune sarde, dove ammirarle
Enormi dune caratterizzano ancora la costa dell'isola,
sono dune mobili attive, che continuano cioè ancora spostarsi verso
l'interno sospinte dai venti. Il vento di Maestrale con la sua lunga ed
incessante azione, prima dà energia al mare per accumulare sulla costa le
sabbie, poi le spinge con forza verso l'entroterra formando delle colline,
ed infine le modella in continuazione. L'esempio più spettacolare è a sud ovest, le
dune di Piscinas, che si insinuano all'interno per oltre tre chilometri e
sono alte fino a 60 m, un vero deserto insomma. Altre dune potete ammirarle
a Pistis, Torre dei Corsari e Scivu. Quello che
colpisce, oltre all'altezza e all'estensione delle colline di sabbia, è la
vegetazione che, seppure in condizioni estremamente ostili, riesce comunque
a crescere (ginepri piegati dal vento e spettacolari nelle loro forme
scolpite, lentischi e nel periodo primaverile la violacciocca, il giglio
marittimo anche in estate e il papavero della sabbia).
Torna su
34. Falesie
In Sardegna ci sono le falesie più alte d’Europa. Nel tratto di
costa che va da Orosei a Santa Maria Navarrese, nella parte della costa est,
a metà Sardegna, le rocce si innalzano a picco sul mare alte anche 300
metri; in questa zona troverete oltre 40 chilometri di costa calcarea, quasi
sempre verticale, segnata da profonde gole scavate dall'incessante lavoro
del mare. Panorami mozzafiato e senso di libertà!
Torna su
35.
Falesie di Capo Caccia, le più alte del mediterraneo
Nel nord della Sardegna, poco sopra ad
Alghero, Capo Caccia offre uno dei paesaggi più belli della regione. Tutto
il promontorio ha impressionanti pareti verticali sulle quali continua ad
agire l'azione del mare. La falesia di Capo Caccia scende verticale in modo
impressionante, ed è incredibile come la vegetazione riesca a trovare spazi
per crescere, insinuandosi nella roccia. Qui trovate anche la famosa Grotta
di Nettuno. Di fronte a Capo Caccia, dall'altra parte del mare, la falesia
di Punta Giglio, è meno alta, ma ricchissima di grotte sommerse, un vero
paradiso per gli speleosub. A Punta Giglio i sub possono a una ventina di
metri di profondità ammirare i coralli.
Torna su
36.
I Fenici in Sardegna
Alla civiltà nuragica, misteriosamente terminata, seguì, fra il 1000 e il
900 a.C., lo
sbarco dei Fenici in Sardegna, attratti dalla fertilità del suolo e dalla
ricchezza delle miniere (piombo, zinco e argento). Le miniere della Sardegna sono rimaste importanti
fino alla seconda guerra mondiale, quindi pensate, oltre 3000 anni fa.
Inizialmente i Fenici crearono piccoli centri che utilizzavano come scali
marittimi, che ben presto divennero città vere e proprie: Karalis
(Cagliari), Nora, Bithia, Tharros, Sulcis (Sant'Antioco). Queste città divennero i punti di riferimento
per i traffici nel Mediterraneo che ancora non conosceva il dominio
dell'impero Romano. Gli archeologi hanno stabilito che i fenici si siano
stabiliti in Sardegna intorno all'VIII secolo a C. Qui vi fondarono diverse
colonie, tutte sul mare per favorire i loro esercizi commerciali. Queste
colonie assunsero in breve tempo lo status di floride cittadine. I fenici
non aspiravano all'occupazione delle terre, a loro interessava solo
l'esercizio del commercio e prediligevano la convivenza pacifica con la
popolazione indigena.
Torna su
37. Feste e sagre
sarde
Terra
di antiche e radicate tradizioni la Sardegna offre un gran numero di feste
religiose e popolari, spettacoli folkloristici ed eventi. Le feste più
spettacolari sono ad Oristano, la Sartiglia, a Mamoiada i
Mamuthones, a Cabras (Oristano) la Corsa degli scalzi la prima
domenica di settembre, a Cagliari la festa in onore di Sant'Efisio, e poi
ancora le settimane Sante di Castelsardo, Oliena, Alghero, Sassari, Cagliari Chia, Domus de Mariano 12 giovani vestiti
come pastori che indossano delle caratteristiche maschere di legno, dipinte
di nero e di aspetto funesto e vanno in processione per le vie del paese con
30 campanacci sulle spalle. Li accompagnano gli Issocadores, giovani
con una corda che usano per catturare chi non li guarda, indossano una
giacca rossa e uno scialle colorato legato in vita. Questo tipo spettacolo
si svolge ogni anno il 17 gennaio, il martedì grasso e la domenica
immediatamente precedente, attirando un gran numero di turisti. Tra le feste in
onore dei santi ricordiamo a Sassari la Processione dei candelieri a
Ferragosto e la Cavalcata Sarda la penultima domenica di maggio; A Cagliari
la festa di Nostra Signora di Bonaria a luglio, la festa di Sant'Efisio a
maggio; a Nuoro la Festa del Redentore ad agosto, a Sedili la sagra di Santu
Antine a luglio, a Cabras la festa di San Salvatore a settembre; a Villasimius la
festa della Madonna del naufragio a luglio, ad Alghero la
festa di Nostra Signora di Valverde a maggio.
Torna su
38.
Fioriture in Sardegna
In primavera le fioriture sono impressionanti,
molto appariscenti, con il giallo delle ginestre, il rosso dei papaveri, il
viola della lavanda e del rosmarino; le piante endemiche sono tantissime, in
ogni parte della Sardegna, anche nella costa più esposta al mare e ai suoi
eventi, anche sulle cime più alte. Anche in piena estate, percorrendo le
strade vedrete centinaia di oleandri colorati e camminando sui
sentieri per arrivare alle spiagge, sentirete nell'aria il profumo delle
piante tipiche di questa terra e vedrete tantissimi fiori colorati nati
spontaneamente. Incredibile è la profumazione dolce del giglio bianco,
un fiore che cresce letteralmente nella sabbia. Piante usate in fitoterapia
sono il mirto, il fico d’India, il timo, l’elicriso e il rosmarino,
che con le loro proprietà officinali contribuiscono al benessere
dell’organismo. Dal mirto si ricava il celebre liquore sardo, che viene
dalla macerazione in alcol delle bacche mature. Il fico d’India, grazie alla
sua capacità di resistere al caldo e alla mancanza di acqua, ha ottime
proprietà nutritive e antiossidanti. Il suo olio in particolare è ricco di
vitamina E e di acidi grassi essenziali e veniva usato per curare le
cicatrici, in quanto rigenera le cellule e dona elasticità.
Torna su
39.
Gallura. Dove si trova e cosa vedere?
Tradizionalmente le regioni in
Sardegna sono molte, una ventina, e una di queste, nella parte nord ovest
della Sardegna, è proprio la Gallura. La Costa Smeralda è in Gallura ma
questa regione offre, oltre alle spiagge e al mare favoloso, anche un
paesaggio di bellezza selvaggia, dominato dalle forme arrotondate delle
rocce granitiche scolpite dal mare dal vento e un interno suggestivo fatto
di montagne. Trai i centri principali della Gallura: Arzachena, Tempio
Pausania, Olbia e Santa Teresa di Gallura. L'architettura
locale è caratterizzata dall'uso del granito: con questo materiale, infatti,
venivano costruiti gli stazzi (basse costruzioni rurali tipiche) ma anche le
chiese e i palazzi cittadini.
La Gallura ha una grande
tradizione vinicola ed è il territorio più rappresentativo per la produzione
del vermentino, un vino bianco dal gusto forte che si abbina perfettamente
con la cucina di mare.
Torna su
40.
Garibaldi a Caprera
Un ponte sul mare (via Cellini) collega la
Maddalena all'isola di Caprera, famosa per aver ospitato Garibaldi negli
ultimi 26 anni della sua vita, nonché per le sue splendide coste. Dal 1980 è
una riserva naturale. Superato il ponte si entra in una pineta e si
raggiunge il compendio garibaldino dove si trova la Casa Bianca di
Garibaldi. Qui l'eroe visse dal 1855 al 1882, anno della sua morte.
Fin dal 1856 Garibaldi cominciò a costruirsi la propria casa, aiutato da
pochi amici e dai figli. Fu costruita prima una casa di legno e poi la
''Casa Bianca'', un edificio quadrato in blocchetti di granito legati con
calce e intonacati all'esterno e all'interno, costruita avendo come modello
le case che Garibaldi aveva visto a Montevideo, con il tetto piatto e gli
orli rialzati a formare una cisterna per raccogliere l'acqua piovana. Questa
casa divenne la dimora della famiglia, con molte camere intercomunicanti
poste intorno a un ambiente centrale senza finestre che ospitava la scala di
accesso alla terrazza. Si aggiunsero poi la stalla, poi delle tettoie, un
mulino per il grano e un piccolo capanno col telescopio. La casa
è oggi un museo con arredi, foto e oggetti. Un sentiero, dal cortile centrale, conduce verso il piccolo
cimitero di famiglia, portando alla tomba di Garibaldi e della sua ultima
moglie, Francesca Armosino.
Torna su
41. Il Gennargentu
Si trova in provincia di Nuoro ed è l'area montuosa più estesa dell'isola e
il centro delle cosiddette barbagie, vero cuore genuino della Sardegna.
Offre pascoli in quota, rifugi tra boschi di querce castagni e ospita un
parco nazionale naturale di oltre 70.000 ettari. È un vasto territorio in
gran parte incontaminato e selvaggio, con profonde gole e canyon. Dal
Gennargentu (che letteralmente significa "Porta d'argento") si originano i
principali corsi d'acqua che come il Cedrino e il Flumendosa. Le vette più
elevate sono il Bruncu Spina e Punta La Marmora (entrambe
superano i 1800 metri), dalle quali è possibile godere di uno stupendo
panorama a 360° sull'intera isola. La punta di Bruncu Spina è raggiungibile
percorrendo la strada provinciale per Desulo 5 chilometri dopo Fonni. In
prossimità di Tascusì si può anche imboccare una strada asfaltata che porta
al rifugio S'Arena da cui si può raggiungere a piedi il Bruncu Spina o la
Punta Lamarmora. Non si visita il
Gennargentu la
prima volta che si va in Sardegna, ma se si ha la fortuna di ritornare tante
volte è certo una meta da segnarsi.
Torna su
42. Gesturi
Gesturi è
un paese sardo famoso per l'altipiano di basalto antichissimo con pareti scoscese,
e per la parte sulla sommità dell'altipiano, la giara. La giara si
estende nei comuni di Gesturi, Genoni, Tuili e Setzu. La fama della zona è
legata principalmente alla sua selvaggia e incontaminata bellezza, abitata
da animali rari. Nelle sue vaste praterie pascolano difatti in
libertà i celebri cavallini della giara: piccoli di statura ma
assai robusti, con occhi a mandorla e una lunga criniera. I cavallini della
giara vivono in piccoli branchi che si possono osservare. Oltre ai cavallini
vi si trovano cinghiali, lepri, anatre, beccacce, ghiandaie ed altri animali
protetti (divieto di caccia su tutto l'altopiano). Nel parco si estendono
rigogliosi boschi di querce da sughero, lecci, olivastri e macchia
mediterranea. La visita della giara può essere fatta in autonomia, a piedi o
con le bici, si può optare anche per una visita guidata. C'è un ampio
parcheggio dove poter lasciare l'auto e una struttura di accoglienza dove
poter acquistare una cartina o prenotare una visita guidata. I sentieri sono
ben segnalati e ben tenuti. I cavallini si vedono facilmente e non hanno
paura dell'uomo. Un'immersione nella natura insomma, da non perdere. Gesturi dista
inoltre 5
chilometri da Barumini.
Torna su
43. Golfo Aranci
A 19 chilometri da Olbia, alla base del promontorio di Capo Figari, il Golfo
Aranci è un importante centro balneare con un grande porto ben collegato
soprattutto con Civitavecchia. Il suo nome deriva da un'errata traduzione,
infatti non vuol dire Golfo degli aranci ma dei granchi. La zona, nel
suo insieme, si presenta, ricca di spiagge di sabbia bianca e fine, inoltre
i variopinti fondali offrono una vacanza unica ed indimenticabile per gli
amanti del mare. La costa è di
grande bellezza, in particolare Capo Figari, Cala Greca, l'Isola di Figarolo.
Cala Greca è un luogo suggestivo e mistico, con un piccolo cimitero
denominato “degli inglesi? dove si trovano le tombe di marinai morti nei
naufragi. Altrettanto bello il Golfo di Marinella che si costeggia con la strada per
Porto Rotondo.
Torna su
44. Golfo di Orosei
Il Golfo di Orosei è formato da decine di km di costa ed è anche parco naturale;
qui le rocce della montagna si uniscono al mare ed è tutto un susseguirsi di
falesie e picchi di roccia calcarea, intramezzati da calette e insenature
bellissime, come Cala Goloritzè (dominata da un imponente obelisco
naturale alto 114 metri, Patrimonio dell'Unesco dal 1997), Cala Sisine,
Cala Mariolu, Cala Bi la foca monaca. Cala Luna è una delle
spiagge e più ammirate del Golfo di Orosei (e probabilmente la più
fotografata di Sardegna!), in estate è piena di turisti
essendo una meta frequentata dai barconi che organizzano gite. Le acque del
Golfo di Orosei sono ancora molto ricche: si trovano occhiate, saraghi,
cernie, murene e aragoste.
Torna su
45. Granito
sardo
Il
granito è una componente
fondamentale dei paesaggi costieri della Sardegna. Questa roccia forma il
basamento dell'intera isola e con le sue forme levigate nelle parti emerse,
realizza paesaggi magnifici. Famosissimi sono i paesaggi scolpiti dal vento
di granito bianco della Costa Smeralda. Nel tempo il Granito Sardo è
diventato anche un buon prodotto da esportazione. Le prime manifestazioni di
utilizzo del granito sardo risalgono in realtà al periodo pre-nuragico e
hanno carattere prevalentemente scultoreo-religioso. Ancora oggi, su
scala mondiale, i giacimenti granitici dell’isola costituiscono una delle
più cospicue riserve per ottenere materiali di pregio, ornamentali e da costruzione.
Il granito sardo è stato usato fin dagli inizi del ‘900; celebre il suo uso
nel
basamento della Statua della Libertà e nel Palazzo della Borsa a
Milano. È stato utilizzato nella pavimentazione o nel rivestimento di
importanti edifici, come il Teatro dell'Opera di Tokyo, la sede della
Mercedes Benz a Stoccarda e l’aeroporto di Hong Kong. Il granito un tempo era faticosamente
trasformato dagli scalpellini in conci, lastre e monoliti, e venne utilizzato
per la costruzione dei nuraghi e delle Tombe dei Giganti. Già i
Romani utilizzavano il granito per costruire monumenti e ville patrizie e i
resti di antiche cave sono ancora individuabili in alcune località
soprattutto della costa. Da allora il settore si è costantemente
evoluto e il granito sardo rappresenta più del
75% del granito estratto in Italia. I principali mercati internazionali di
sbocco sono gli Emirati Arabi Uniti, la Germania, gli Stati Uniti e, in
misura minore, l’Estremo Oriente.
Torna su
46.
Grazia Deledda
"Se
vostro figlio vuole fare lo scrittore o il poeta sconsigliatelo fermamente.
Se continua minacciatelo di diseredarlo. Oltre queste prove, se resiste,
cominciate a ringraziare Dio di avervi dato un figlio ispirato, diverso
dagli altri."
Grazia Deledda è la più celebrata scrittrice sarda ed è nata Nuoro nel 1871.
Testimone autentica della vita dell'anima della sua regione, racconta nei i
suoi romanzi la Sardegna delle bellezze naturali e della povertà, delle
tradizioni popolari e dei sogni giovanili e delle donne. Nel 1926 ottenne il
premio Nobel per la letteratura. Nuoro le ha dedicato un museo allestito
nella casa natale. Ricostruiti in modo esemplare gli ambienti, in particolare
la cucina, ricostruita secondo le descrizioni che la Deledda fece nel
romanzo Cosima. Il museo si trova in via Grazia Deledda 42. In esposizione
anche ritagli di giornale, lettere, oggetti personali, mobilio. Nella Chiesa
della Solitudine, salendo sul monte Ortobene, è stata sepolta la scrittrice.
Tra le sue opere più famose, Canne al vento, Cenere ed Elias Portolu che più
di altre opere hanno fatto conoscere la Sardegna fuori dei suoi confini.
Torna su
47.
Grotta del Bue Marino
La famosa grotta del Bue Marino si trova a Cala Gonone, vicino a
Dorgali ed è raggiungibile via
mare e anche via strada, percorrendo un sentiero. La grotta deve il suo nome alla
foca monaca, chiamata dai locali bue marino appunto, che qui si rifugiava.
È ampia, sviluppandosi per 5 km e si suddivide in due rami, vi si aprono
anche laghetti al suo interno. Il ramo sud è formato da un'ampia galleria,
dove penetra l'acqua del mare e dove ci sono laghetti d'acqua dolce,
alimentati da fiumi sotterranei; il ramo nord è divenuto fossile perché non
c'è più attività carsica al suo interno. La visita si effettua nel solo ramo
sud lungo un percorso ricco di stalattiti e stalagmiti. Un elemento
interessante sono i graffiti risalenti al neolitico, incisi sulle pareti. La
visita dura una mezz'ora e termina nella Spiaggia delle Foche, dove la foca
monaca partoriva i cuccioli.
Torna su
48.
Grotte della Sardegna
Le grotte, come quella molto
famosa di Nettuno a Capo Caccia, state originate dall'erosione
provocata dalle acque piovane. Uno dei centri più conosciuti di immersione
in Sardegna si trova sul Promontorio del Giglio di cui abbiamo appena parlato, davanti a
Capo Caccia (Alghero) nella parte sud dove sorge un piccolo complesso
turistico. Altra grotta famosa quella del Bue Marino (Cala Gonone, vicino a
Dorgali), raggiungibile via mare o anche via strada, percorrendo poi un
sentiero. Anche nel Golfo di Orosei ci sono spettacolari grotte, come quella
del Miracolo e del Fico.
Torna su
49. Iglesias
Iglesias
è uno dei due capoluoghi della provincia di Carbonia-Iglesias ed è anche detta la città delle miniere,
per la sua vicinanza alle miniere di Monteponi e di San Giovanni Campo
Pisano. La cittadina ha un bell'impianto medievale al centro del quale sorge
la chiesa di San Francesco, risalente probabilmente al 1200, epoca
dell'arrivo dei francescani in città. Fu un centro importante
nell'antichità, frequentato per le ricchezze minerarie del territorio.
Fu rifondata nel 1200 dai pisani con il nome di Argentiera, per le miniere
d'argento. Il centro storico porta alla scoperta di belle case antiche con i
balconi in ferro battuto e dei principali edifici sacri della città. Bella
la piazza del municipio, da vedere anche la cattedrale di Santa Chiara del
1200. Interessante il museo mineralogico.
Torna su
50. Isola di San Pietro
L'isola di San Pietro è stata abitata sin dall'antichità. Fu
colonizzata dai Fenici e poi dai Romani ma venne abbandonata. Nel XVIII secolo
il re Carlo Emanuele III vi fece trasferire una colonia di pescatori di
corallo di origine ligure (di Pegli) che provenivano dall'isola di Tabarca, in Tunisia
dove le loro condizioni di vita erano pessime. Nel 1738 fu fondata
Carloforte, il capoluogo, così chiamata in onore del re, al quale fu
dedicata la statua ancora oggi visibile nella piazza cittadina. Il centro conobbe un notevole
sviluppo legato alla pesca. L'isola ha una superficie quasi pianeggiante,
con coste ripide e frastagliate nella parte che si affaccia verso la
Sardegna. Il faro di Capo Santa è famoso per le onde del mare ai suoi piedi,
impressionanti, quando il mare è in tempesta, ma offre anche scenari
stupendi quando il mare è calmo. L'interno è collinoso e verde. Dal capoluogo, Carloforte, le strade seguono il profilo della costa,
attraversando le
colline interne fino ad arrivare alla punta più alta, Guardia dei Mori
(solo
200 mt di altezza). A nord la costa è bassa e sabbiosa. Arrivati in località
La Punta si possono vedere due tonnare, un tempo elemento fondamentale per
l'economia dell'isola; un'altra si trova a Isola Piana, trasformati in
villaggio turistico. La spiaggia più grande dell'isola è la Caletta. Per
i più avventurosi da non perdere un bagno nelle piscine naturali di Piscina di Nasca (al
termine di una spettacolare scogliera a strapiombo sul mare) il cui punto di
forza è il colore verde smeraldo dell'acqua e della Conca, con la grotta della
Mezzaluna con le falesie che si stagliano per ben quaranta metri a picco sul
mare. L'isola
si raggiunge in traghetto in una mezz'ora dalla vicina Sant'Antioco.
Copyright © Informagiovani-italia.com. La riproduzione totale o parziale, in qualunque forma, su qualsiasi supporto e con qualunque mezzo è proibita senza autorizzazione scritta.
Se questa pagina ti è piaciuta e ti è stata utile, per favore prenota con noi un hotel o un ostello ai link che trovi in questa pagina, è un servizio di Booking, non spenderai un euro in più, ma ci aiuterai ad andare avanti, per quanto possiamo e a scrivere e offrire la prossima guida gratuitamente. Oppure se vuoi puoi offrirci un caffè (ma non ci offendiamo se ci offri una pizza :) ) con una piccola donazione:.:
Paypal
☕
Dove si trova?
|
|
 |