101 cose da fare e vedere in Sardegna 2

101 cose da fare e vedere in Sardegna 2  

 

Eccovi la seconda parte delle  101 cose imperdibili da fare e vedere in Sardegna. Stavolta partiamo dalla lettera C: Chia, Coralli, Costa Smeralda, Costa Rei, Costa Verde, Domus de Janas, Dorgali, dune, falesie, Fenici, feste e sagre, fioriture, Gallura, Garibaldi a Caprera ecc. 25 punti, partendo dalla C di Chia per arrivare alla I di Isola di San Pietro. Vedi anche la prima parte dalla A alla C di Cose da fare e vedere in Sardegna.

101 cose da fare e vedere in Sardegna - parte 1

101 cose da fare e vedere in Sardegna 2 - parte 2

101 cose da fare e vedere in Sardegna 3 - parte 3

101 cose da fare e vedere in Sardegna 4 - parte 4

  1. Chia, Domus de Maria

  2. Vedere i coralli in Sardegna

  3. Costa Smeralda, dove è, perché visitarla?

  4. Costa Rei

  5. Costa Verde

  6. Domus de Janas

  7. Dorgali

  8. Dune sarde, dove ammirarle

  9. Falesie

  10. Falesie di Capo Caccia

  11. I Fenici in Sardegna

  12. Feste e sagre sarde

  13. Fioriture in Sardegna

  1. Gallura. Dove si trova e cosa vedere?

  2. Garibaldi a Caprera

  3. Il Gennargentu

  4. Gesturi

  5. Golfo Aranci

  6. Golfo di Orosei

  7. Granito sardo

  8. Grazia Deledda

  9. Grotta del Bue Marino

  10. Grotte della Sardegna

  11. Isola di San Pietro

  12. Iglesias

 

26. Chia, Domus de Maria

 

Chia SardegnaChia non dispone di un centro abitato ma è una frazione del comune di Domus de Maria. Le case qui non hanno formato un centro abitato vero e proprio, ma si estendono tutto intorno, soprattutto in forma di villaggi turistici. Le spiagge di Chia sono a solo 40 minuti di macchina da Cagliari e tutto sommato Chia è una meta ancora non invasa dal turismo di massa. Ricca di scenari naturali, incontaminati e selvaggi, conquista con il suo mare cristallino e la sua laguna popolata dai fenicotteri rosa, con il verde della macchia mediterranea e con le dune dorate, che si aprono su lunghe spiagge di sabbia finissima. Dietro al mare lo stagno di Chia a est e gli stagni di Stangioni de su Sali e di Campana a ovest, occupano la zona delle dune, davanti alle spiagge si trovano diversi isolotti, spesso raggiungibili a nuoto o camminando sul fondale basso. L'Isolotto Su Cardulinu (il più grande, davanti alla spiaggia di Porticciolo) è in realtà una penisola perché è collegato alla terra ferma da un breve istmo sabbioso, sul quale si può camminare per raggiungerlo. Sull'isolotto ci sono gli scavi dell'antico insediamento fenicio di Bithia, centro che un tempo lontano era molto importante. Legambiente nel 2016 le ha assegnato il prezioso riconoscimento delle 5 vele blu. Sono spiagge molto larghe quelle di Chia, eccone alcune, da est verso ovest: Su Cardolinu, il Porticciolo, Sa Colonia, Cala del Morto, Porto Campana, Su Giudeu, Cala Cipolla (riparata e quasi sempre affollata).


27. Vedere i coralli in Sardegna

 

Corallo SardegnaI fondali davanti al Promontorio del Giglio (Alghero) oltre che per le grotte, sono famosi per l'abbondanza di corallo rosso. Il corallo è solitamente visibile oltre 100 m di profondità, qui invece lo si trova molto più in superficie, visibile anche solo a una ventina di metri di profondità. Normalmente lo si può ritrovare all’interno di grotte o negli strapiombi. La pesca del corallo è oggi strettamente regolamentata: possono pescare corallo solo i "corallari" esperti ed autorizzati, solo in immersione e con l'uso della sola piccozza, solo nel periodo da maggio a ottobre e ad una profondità di almeno 80 m. Una volta prelevato la vita del corallo continua grazie alle mani di abili artigiani sardi che lo trasformano in preziosi gioielli di fine manifattura. Alghero, da sempre la capitale dell’estrazione e della lavorazione del corallo, offre al visitatore anche un museo specifico, il Museo del Corallo appunto. Laboratori famosi per la lavorazione artistica del corallo si trovano anche a Quartu Sant’Elena e Dorgali.

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28. Costa Smeralda, dove è, perché visitarla?

 

Costa SmeraldaLa Costa Smeralda si trova in Gallura, una regione a nord-ovest della Sardegna, poco dopo Olbia, ed è uno dei tratti costieri più noti ed esclusivi d'Europa. Si tratta di 8000 ettari, 10 km di costa, che vanno dal Golfo di Arzachena al Golfo di Cugnana, una sorta di grande dito in mare. I sardi, da sempre in fuga nella storia dalle coste verso l'entroterra, per scappare ai pirati e alla malaria, mai avrebbero immaginato di vendere i loro terreni costieri, negli anni '60, a un principe indiano che li avrebbe trasformati in oro. Così il principe di origini indiane, ma cittadino inglese, Karim Aga Khan, comprò quelle terre per pochi soldi e trasformò quei 10 km di costa nel paradiso del turismo internazionale che tutti conosciamo. Le costruzioni del progetto dovevano essere in armonia con l'ambiente naturale, a creare una sorta di villaggio mediterraneo ideale e, più o meno, questo è accaduto. La bella strada panoramica che percorre la Costa Smeralda consente una vista d'insieme meravigliosa sulla costa e sulle antistanti isole. Gli insediamenti sono sempre molto discreti, ben immersi nella natura. Un bivio sulla destra conduce alla stupenda Cala Volpe e alle spiagge del Promontorio di Capriccioli. L'hotel Cala Volpe, fu una delle prime costruzione della zona. Prima di Cala Volpe c'è un bivio che conduce alla spiaggia di Liscia Ruja. Continuando si raggiunge Porto Cervo, la località più importante ed esclusiva; altri luoghi cult della zona sono Porto Raphael e Porto Rotondo. A parte questi aspetti "mondani" c'è da dire che la Costa Smeralda offre paesaggi unici, con le enormi rocce di granito bianche, arrotondate dai millenni trascorsi, che si gettano nel mare turchese e con insenature bellissime dove la sabbia è bianca e il mare smeraldo. Le spiagge più belle della Costa Smeralda sono: Cala Capriccioli, La Cinta (la più grande), Spiaggia Ira, Rena Bianca, Spiaggia del Principe, Liscia Ruja, Romazzino, Cala di Volpe, Piccolo Pevero.

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29. Costa Rei

 

Costa ReiCosta Rei si trova lungo la costa sud-orientale dell’Isola, a circa 70 km da Cagliari e 20 km da Villasimius. Fa parte del comune di Muravera. Tutto il lunghissimo litorale sabbioso della Costa Rei è bellissimo, caratterizzato da dune e dominato dal bianco della sabbia che fa contrasto con il verde della vegetazione e l'azzurro del mare. Le spiagge numerose, larghe e spesso molto lunghe, sono facilmente raggiungibili percorrendo la Strada Statale 125 che conduce alla località di Costa Rei sulla quale sono indicati gli accessi alle diverse spiagge. Qualche spiaggia da frequentare? Ce ne sono decine! Punta Is Molentis, Cala Porceddu, Cala Pira, Cala Sinzias, San Pietro, Santa Giusta (famosa anche per lo scoglio di Peppino, un basso e largo scoglio di granito chiaro, visitato tutto l'anno dai turisti), Cannisoni, Piscina Rei con lo stagno alle spalle frequentato da aironi, folaghe e altri uccelli acquatici, Porto Pirastu con la bella pineta alle spalle.

 

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30. Costa Verde

 

Costa Verde, sud ovestÈ chiamata Costa Verde quella costa che va da Marina di Arbus fino a Capo Pecora, è una delle zone più spettacolari di tutta l'isola, con grandi complessi di dune che arrivano all'interno, punteggiate da tantissimi ginepri che assumono le forme più originali, piegati del vento. La vegetazione intensa le conferisce il nome di Costa Verde e troviamo oltre ai ginepri, il lentischio, la ginestra e il corbezzolo che scendono dalle montagne fino al mare, fra valli e dune. L’intera zona, ora parco naturale, poggia su un bacino metallifero di piombo e zinco, dove per decenni sono state attive miniere tra le più produttive d’Europa. Le località principali della zona sono: Marina di Arbus, Montevecchio Marina, Porto Palma, la spiaggia di Piscinas e il villaggio di Portixeddu. La meta naturalistica principale della zona è la spiaggia di Piscinas, il deserto della Sardegna, con le sue enormi dune di sabbia. Costeggiando il villaggio abbandonato di Ingurtosu, dopo aver percorso una sterrata, si arriva alla spiaggia bianca di Piscinas dove vi aspettano 10 chilometri di silenzio assoluto e il relitto di una nave inglese che da 200 anni riposa vicina alla spiaggia. Torre dei Corsari è uno dei rari insediamenti turistici e ricorda un passato fatto di incursioni dei popoli del mare. Nonostante il passato minerario Arbus è tra i dieci comuni italiani premiati per anni con il riconoscimento “cinque vele? di Legambiente per la qualità delle acque del suo mare.

Il territorio della Costa Verde è rimasto quasi incontaminato e pare ancora sospeso nel tempo, in mezzo al passato basato sulle  attività minerarie (soprattutto i centri di Ingurtosu, Montevecchio e Buggerru) e il presente meta di un turismo particolare. La chiusura delle attività produttive e l'abbandono del territorio da parte delle attività umane, ha reso la zona una sorta di parco archeologico industriale, e all'abbandono dell'uomo, ha fatto seguito la rivincita della natura, che si è ripresa tutto, sviluppandosi in modo spettacolare, fino a creare un ecosistema unico. Il paesaggio ricorda il Far West, tra ruderi di villaggi, gallerie abbandonate, binari arrugginiti; qui potete scoprire un volto insolito della Sardegna, scampata allo scempio delle migliaia di villette costruite in serie e vuote per 11 mesi all'anno. Per chi è curioso circa le miniere, Buggerru, il centro più grande di questo tratto di costa a nord di Iglesias, che fu un importante centro minerario già dall’inizio del XVIII secolo, ospita la Galleria Henry, una grande miniera che si affaccia sul mare; altra miniera molto famosa è quella di Masua. Purtroppo questi siti attualmente non sono visitabili ma speriamo possano esserci aggiornamenti. Visitabile e molto interessante invece la grande miniera di Serbariu a Carbonia.

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31. Domus de Janas

 

Domus de JanasLetteralmente significa “casa delle fate? o “delle streghe? ed indica delle piccole cavità scavate nella roccia usate come sepolture durante la preistoria. Le domus de janas sono chiamate anche forrus o forreddus. Ne sono state scoperte più di 2.400, circa una ogni chilometro quadrato, e molte rimangono ancora da scavare. Spesso sono collegate tra loro a formare delle vere e proprie necropoli sotterranee. Il maggior numero di domuns de Janas (36) si trova  nel complesso di Anghelu Ruju ad Alghero, al quale seguono Pani Loriga a Santadi e Sant'Andrea Priu nei pressi di Bonorva. Seguendo particolari riti, il defunto veniva trasferito dalla sua casa terrena, in un'altra "casa" eterna (in scala ridotta, circa la metà). Per questo motivo accanto ai corpi venivano deposti oggetti di uso comune, un vero corredo funerario, al quale si pensa si aggiungesse anche del cibo per il viaggio ultraterreno. Le tombe avevano decorazioni che richiamavano le case terrene, avevano forma di capanna rotonda con il tetto conico, ma anche spazi rettangolari con tetti spioventi e porte e di finestre. Le pareti venivano spesso decorate con simboli magici in rilievo, dipinti o incisi (la testa di toro, le corna di toro, spirali, motivi geometrici in genere).

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32. Dorgali

 

DorgaliDorgali è in  provincia di Nuoro ed è famosa per l'artigianato (cuoio, ceramica, oro) oltre che sede di numerose vestigia dell'epoca nuragica. Nel territorio ci sono anche Dolmen e Domus de Janas (tombe nella roccia dove venivano deposte le spoglie dei defunti). Nota per la produzione vinicola, è apprezzata sopratutto per il Cannonau, un vino rosso rubino e forte. Interessante il centro storico con le antiche case in basalto scuro e le chiesette rustiche. La via centrale e le vie adiacenti sono ricche di botteghe e negozi che lavorano la filigrana d'oro, la ceramica, le pelli. A poca distanza la splendida costa del Golfo di Orosei.

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33. Dune sarde, dove ammirarle

 

Dune di PiscinasEnormi dune caratterizzano ancora la costa dell'isola, sono dune mobili attive, che continuano cioè ancora spostarsi verso l'interno sospinte dai venti. Il vento di Maestrale con la sua lunga ed incessante azione, prima dà energia al mare per accumulare sulla costa le sabbie, poi le spinge con forza verso l'entroterra formando delle colline, ed infine le modella in continuazione. L'esempio più spettacolare è a sud ovest, le dune di Piscinas, che si insinuano all'interno per oltre tre chilometri e sono alte fino a 60 m, un vero deserto insomma. Altre dune potete ammirarle a Pistis, Torre dei Corsari e Scivu. Quello che colpisce, oltre all'altezza e all'estensione delle colline di sabbia, è la vegetazione che, seppure in condizioni estremamente ostili, riesce comunque a crescere (ginepri piegati dal vento e spettacolari nelle loro forme scolpite, lentischi e nel periodo primaverile la violacciocca, il giglio marittimo anche in estate e il papavero della sabbia).

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34. Falesie

 

Falesie in SardegnaIn Sardegna ci sono le falesie più alte d’Europa. Nel tratto di costa che va da Orosei a Santa Maria Navarrese, nella parte della costa est, a metà Sardegna, le rocce si innalzano a picco sul mare alte anche 300 metri; in questa zona troverete oltre 40 chilometri di costa calcarea, quasi sempre verticale, segnata da profonde gole scavate dall'incessante lavoro del mare. Panorami mozzafiato e senso di libertà!

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35. Falesie di Capo Caccia, le più alte del mediterraneo


Falesie in SardegnaNel nord della Sardegna, poco sopra ad Alghero, Capo Caccia offre uno dei paesaggi più belli della regione. Tutto il promontorio ha impressionanti pareti verticali sulle quali continua ad agire l'azione del mare. La falesia di Capo Caccia scende verticale in modo impressionante, ed è incredibile come la vegetazione riesca a trovare spazi per crescere, insinuandosi nella roccia. Qui trovate anche la famosa Grotta di Nettuno. Di fronte a Capo Caccia, dall'altra parte del mare, la falesia di Punta Giglio, è meno alta, ma ricchissima di grotte sommerse, un vero paradiso per gli speleosub. A Punta Giglio i sub possono a una ventina di metri di profondità ammirare i coralli.

 

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36. I Fenici in Sardegna

 

Fenici in SardegnaAlla civiltà nuragica, misteriosamente terminata, seguì, fra il 1000 e il 900 a.C., lo sbarco dei Fenici in Sardegna, attratti dalla fertilità del suolo e dalla ricchezza delle miniere  (piombo, zinco e argento). Le miniere della Sardegna sono rimaste importanti fino alla seconda guerra mondiale, quindi pensate, oltre 3000 anni fa. Inizialmente i Fenici crearono piccoli centri che utilizzavano come scali marittimi, che ben presto divennero città vere e proprie: Karalis (Cagliari), Nora, Bithia, Tharros, Sulcis (Sant'Antioco). Queste città  divennero i punti di riferimento per i traffici nel Mediterraneo che ancora non conosceva il dominio dell'impero Romano. Gli archeologi hanno stabilito che i fenici si siano stabiliti in Sardegna intorno all'VIII secolo a C. Qui vi fondarono diverse colonie, tutte sul mare per favorire i loro esercizi commerciali. Queste colonie assunsero in breve tempo lo status di floride cittadine. I fenici non aspiravano all'occupazione delle terre, a loro interessava solo l'esercizio del commercio e prediligevano la convivenza pacifica con la popolazione indigena.

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37. Feste e sagre sarde

 

Sartiglia a OristanoTerra di antiche e radicate tradizioni la Sardegna offre un gran numero di feste religiose e popolari, spettacoli folkloristici ed eventi. Le feste più spettacolari sono ad Oristano, la Sartiglia, a Mamoiada i Mamuthones, a Cabras (Oristano) la Corsa degli scalzi la prima domenica di settembre, a Cagliari la festa in onore di Sant'Efisio, e poi ancora le settimane Sante di Castelsardo, Oliena, Alghero, Sassari, Cagliari Chia, Domus de Mariano 12 giovani vestiti come pastori che indossano delle caratteristiche maschere di legno, dipinte di nero e di aspetto funesto e vanno in processione per le vie del paese con 30 campanacci sulle spalle. Li accompagnano gli Issocadores, giovani con una corda che usano per catturare chi non li guarda, indossano una giacca rossa e uno scialle colorato legato in vita. Questo tipo spettacolo si svolge ogni anno il 17 gennaio, il martedì grasso e la domenica immediatamente precedente, attirando un gran numero di turisti. Tra le feste in onore dei santi ricordiamo a Sassari la Processione dei candelieri a Ferragosto e la Cavalcata Sarda la penultima domenica di maggio; A Cagliari la festa di Nostra Signora di Bonaria a luglio, la festa di Sant'Efisio a maggio; a Nuoro la Festa del Redentore ad agosto, a Sedili la sagra di Santu Antine a luglio, a Cabras la festa di San Salvatore a settembre; a Villasimius la festa della Madonna del naufragio a luglio, ad Alghero la festa di Nostra Signora di Valverde a maggio.

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38. Fioriture in Sardegna

 

Fioriture in SardegnaIn primavera le fioriture sono impressionanti, molto appariscenti, con il giallo delle ginestre, il rosso dei papaveri, il viola della lavanda e del rosmarino; le piante endemiche sono tantissime, in ogni parte della Sardegna, anche nella costa più esposta al mare e ai suoi eventi, anche sulle cime più alte. Anche in piena estate, percorrendo le strade vedrete centinaia di oleandri colorati e camminando sui sentieri per arrivare alle spiagge, sentirete nell'aria il profumo delle piante tipiche di questa terra e vedrete tantissimi fiori colorati nati spontaneamente. Incredibile è la profumazione dolce del giglio bianco, un fiore che cresce letteralmente nella sabbia. Piante usate in fitoterapia sono il mirto, il fico d’India, il timo, l’elicriso e il rosmarino, che con le loro proprietà officinali contribuiscono al benessere dell’organismo. Dal mirto si ricava il celebre liquore sardo, che viene dalla macerazione in alcol delle bacche mature. Il fico d’India, grazie alla sua capacità di resistere al caldo e alla mancanza di acqua, ha ottime proprietà nutritive e antiossidanti. Il suo olio in particolare è ricco di vitamina E e di acidi grassi essenziali e veniva usato per curare le cicatrici, in quanto rigenera le cellule e dona elasticità.

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39. Gallura. Dove si trova e cosa vedere?

 

GalluraTradizionalmente le regioni in Sardegna sono molte, una ventina, e una di queste, nella parte nord ovest della Sardegna, è proprio la Gallura. La Costa Smeralda è in Gallura ma questa regione offre, oltre alle spiagge e al mare favoloso, anche un paesaggio di bellezza selvaggia, dominato dalle forme arrotondate delle rocce granitiche scolpite dal mare dal vento e un interno suggestivo fatto di montagne. Trai i centri principali della Gallura: Arzachena, Tempio Pausania, Olbia e Santa Teresa di Gallura. L'architettura locale è caratterizzata dall'uso del granito: con questo materiale, infatti, venivano costruiti gli stazzi (basse costruzioni rurali tipiche) ma anche le chiese e i palazzi cittadini. La Gallura ha una grande tradizione vinicola ed è il territorio più rappresentativo per la produzione del vermentino, un vino bianco dal gusto forte che si abbina perfettamente con la cucina di mare.

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40. Garibaldi a Caprera

 

Garibaldi a CapreraUn ponte sul mare (via Cellini) collega la Maddalena all'isola di Caprera, famosa per aver ospitato Garibaldi negli ultimi 26 anni della sua vita, nonché per le sue splendide coste. Dal 1980 è una riserva naturale. Superato il ponte si entra in una pineta e si raggiunge il compendio garibaldino dove si trova la Casa Bianca di Garibaldi. Qui l'eroe visse dal 1855 al 1882, anno della sua morte. Fin dal 1856 Garibaldi cominciò a costruirsi la propria casa, aiutato da pochi amici e dai figli. Fu costruita prima una casa di legno e poi la ''Casa Bianca'', un edificio quadrato in blocchetti di granito legati con calce e intonacati all'esterno e all'interno, costruita avendo come modello le case che Garibaldi aveva visto a Montevideo, con il tetto piatto e gli orli rialzati a formare una cisterna per raccogliere l'acqua piovana. Questa casa divenne la dimora della famiglia, con molte camere intercomunicanti poste intorno a un ambiente centrale senza finestre che ospitava la scala di accesso alla terrazza. Si aggiunsero poi la stalla, poi delle tettoie, un mulino per il grano e un piccolo capanno col telescopio. La casa è oggi un museo con arredi, foto e oggetti. Un sentiero, dal cortile centrale, conduce verso il piccolo cimitero di famiglia, portando alla tomba di Garibaldi e della sua ultima moglie, Francesca Armosino.

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41. Il Gennargentu

 

GennargentuSi trova in provincia di Nuoro ed è l'area montuosa più estesa dell'isola e il centro delle cosiddette barbagie, vero cuore genuino della Sardegna. Offre pascoli in quota, rifugi tra boschi di querce castagni e ospita un parco nazionale naturale di oltre 70.000 ettari. E' un vasto territorio in gran parte incontaminato e selvaggio, con profonde gole e canyon. Dal Gennargentu (che letteralmente significa "Porta d'argento") si originano i principali corsi d'acqua che come il Cedrino e il Flumendosa. Le vette più elevate sono il Bruncu Spina e Punta La Marmora (entrambe superano i 1800 metri), dalle quali è possibile godere di uno stupendo panorama a 360° sull'intera isola. La punta di Bruncu Spina è raggiungibile percorrendo la strada provinciale per Desulo 5 chilometri dopo Fonni. In prossimità di Tascusì si può anche imboccare una strada asfaltata che porta al rifugio S'Arena da cui si può raggiungere a piedi il Bruncu Spina o la Punta Lamarmora. Non si visita il Gennargentu la prima volta che si va in Sardegna, ma se si ha la fortuna di ritornare tante volte è certo una meta da segnarsi.

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42. Gesturi

 

GesturiGesturi è un paese sardo famoso per l'altipiano di basalto antichissimo con pareti scoscese, e per la parte sulla sommità dell'altipiano, la giara.  La giara si estende nei comuni di Gesturi, Genoni, Tuili e Setzu. La fama della zona è legata principalmente alla sua selvaggia e incontaminata bellezza, abitata da animali rari. Nelle sue vaste praterie pascolano difatti in libertà i celebri cavallini della giara: piccoli di statura ma assai robusti, con occhi a mandorla e una lunga criniera. I cavallini della giara vivono in piccoli branchi che si possono osservare. Oltre ai cavallini vi si trovano cinghiali, lepri, anatre, beccacce, ghiandaie ed altri animali protetti (divieto di caccia su tutto l'altopiano). Nel parco si estendono rigogliosi boschi di querce da sughero, lecci, olivastri e macchia mediterranea. La visita della giara può essere fatta in autonomia, a piedi o con le bici, si può optare anche per una visita guidata. C'è un ampio parcheggio dove poter lasciare l'auto e una struttura di accoglienza dove poter acquistare una cartina o prenotare una visita guidata. I sentieri sono ben segnalati e ben tenuti. I cavallini si vedono facilmente e non hanno paura dell'uomo.  Un'immersione nella natura insomma, da non perdere. Gesturi dista inoltre 5 chilometri da Barumini.

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43. Golfo Aranci

 

Golfo AranciA 19 chilometri da Olbia, alla base del promontorio di Capo Figari, il Golfo Aranci è un importante centro balneare con un grande porto ben collegato soprattutto con Civitavecchia. Il suo nome deriva da un'errata traduzione, infatti non vuol dire Golfo degli aranci ma dei granchi. La zona, nel suo insieme, si presenta, ricca di spiagge di sabbia bianca e fine, inoltre i variopinti fondali offrono una vacanza unica ed indimenticabile per gli amanti del mare. La costa è di grande bellezza, in particolare Capo Figari, Cala Greca, l'Isola di Figarolo. Cala Greca è un luogo suggestivo e mistico, con un piccolo cimitero denominato “degli inglesi? dove si trovano le tombe di marinai morti nei naufragi. Altrettanto bello il Golfo di Marinella che si costeggia con la strada per Porto Rotondo.

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44. Golfo di Orosei

 

Golfo di OroseiIl Golfo di Orosei è formato da decine di km di costa ed è anche parco naturale; qui le rocce della montagna si uniscono al mare ed è tutto un susseguirsi di falesie e picchi di roccia calcarea, intramezzati da calette e insenature bellissime, come Cala Goloritzè (dominata da un imponente obelisco naturale alto 114 metri, Patrimonio dell'Unesco dal 1997), Cala Sisine, Cala Mariolu, Cala Bi la foca monaca. Cala Luna è una delle spiagge e più ammirate del Golfo di Orosei (e probabilmente la più fotografata di Sardegna!), in estate è piena di turisti essendo una meta frequentata dai barconi che organizzano gite. Le acque del Golfo di Orosei sono ancora molto ricche: si trovano occhiate, saraghi, cernie, murene e aragoste.

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45. Granito sardo

 

Granito SardoIl granito è una componente fondamentale dei paesaggi costieri della Sardegna. Questa roccia forma il basamento dell'intera isola e con le sue forme levigate nelle parti emerse, realizza paesaggi magnifici. Famosissimi sono i paesaggi scolpiti dal vento di granito bianco della Costa Smeralda. Nel tempo il Granito Sardo è diventato anche un buon prodotto da esportazione. Le prime manifestazioni di utilizzo del granito sardo risalgono in realtà al periodo pre-nuragico e hanno carattere prevalentemente scultoreo-religioso. Ancora oggi, su scala mondiale, i giacimenti granitici dell’isola costituiscono una delle più cospicue riserve per ottenere materiali di pregio, ornamentali e da costruzione. Il granito sardo è stato usato fin dagli inizi del ‘900; celebre il suo uso nel basamento della Statua della Libertà e nel Palazzo della Borsa a Milano. E' stato utilizzato nella pavimentazione o nel rivestimento di importanti edifici, come il Teatro dell'Opera di Tokyo, la sede della Mercedes Benz a Stoccarda e l’aeroporto di Hong Kong. Il granito un tempo era faticosamente trasformato dagli scalpellini in conci, lastre e monoliti, e venne utilizzato per la costruzione dei nuraghi e delle Tombe dei Giganti. Già i Romani utilizzavano il granito per costruire monumenti e ville patrizie e i resti di antiche cave sono ancora individuabili in alcune località soprattutto della costa.  Da allora il settore si è costantemente evoluto e il granito sardo rappresenta più del 75% del granito estratto in Italia. I principali mercati internazionali di sbocco sono gli Emirati Arabi Uniti, la Germania, gli Stati Uniti e, in misura minore, l’Estremo Oriente.

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46. Grazia Deledda

 

Grazia Deledda"Se vostro figlio vuole fare lo scrittore o il poeta sconsigliatelo fermamente. Se continua minacciatelo di diseredarlo. Oltre queste prove, se resiste, cominciate a ringraziare Dio di avervi dato un figlio ispirato, diverso dagli altri."

Grazia Deledda è la più celebrata scrittrice sarda ed è nata Nuoro nel 1871. Testimone autentica della vita dell'anima della sua regione, racconta nei i suoi romanzi la Sardegna delle bellezze naturali e della povertà, delle tradizioni popolari e dei sogni giovanili e delle donne. Nel 1926 ottenne il premio Nobel per la letteratura. Nuoro le ha dedicato un museo allestito nella casa natale. Ricostruiti in modo esemplare gli ambienti, in particolare la cucina, ricostruita secondo le descrizioni che la Deledda fece nel romanzo Cosima. Il museo si trova in via Grazia Deledda 42. In esposizione anche ritagli di giornale, lettere, oggetti personali, mobilio. Nella Chiesa della Solitudine, salendo sul monte Ortobene, è stata sepolta la scrittrice. Tra le sue opere più famose, Canne al vento, Cenere ed Elias Portolu che più di altre opere hanno fatto conoscere la Sardegna fuori dei suoi confini.

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47. Grotta del Bue Marino

 

Grazia DeleddaLa famosa grotta del Bue Marino si trova a Cala Gonone, vicino a Dorgali ed è raggiungibile via mare e anche via strada, percorrendo un sentiero. La grotta deve il suo nome alla foca monaca, chiamata dai locali bue marino appunto, che qui si rifugiava. E' ampia, sviluppandosi per 5 km e si suddivide in due rami, vi si aprono anche laghetti al suo interno. Il ramo sud è formato da un'ampia galleria, dove penetra l'acqua del mare e dove ci sono laghetti d'acqua dolce, alimentati da fiumi sotterranei; il ramo nord è divenuto fossile perché non c'è più attività carsica al suo interno. La visita si effettua nel solo ramo sud lungo un percorso ricco di stalattiti e stalagmiti. Un elemento interessante sono i graffiti risalenti al neolitico, incisi sulle pareti. La visita dura una mezz'ora e termina nella Spiaggia delle Foche, dove la foca monaca partoriva i cuccioli.

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48. Grotte della Sardegna

 

Grotta NettunoLe grotte, come quella molto famosa di Nettuno a Capo Caccia, state originate dall'erosione provocata dalle acque piovane. Uno dei centri più conosciuti di immersione in Sardegna si trova sul Promontorio del Giglio di cui abbiamo appena parlato, davanti a Capo Caccia (Alghero) nella parte sud dove sorge un piccolo complesso turistico. Altra grotta famosa quella del Bue Marino (Cala Gonone, vicino a Dorgali), raggiungibile via mare o anche via strada, percorrendo poi un sentiero. Anche nel Golfo di Orosei ci sono spettacolari grotte, come quella del Miracolo e del Fico.

 

 

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49. Iglesias

 

IglesiasIglesias è uno dei due capoluoghi della provincia di Carbonia-Iglesias ed è anche detta la città delle miniere, per la sua vicinanza alle miniere di Monteponi e di San Giovanni Campo Pisano. La cittadina ha un bell'impianto medievale al centro del quale sorge la chiesa di San Francesco, risalente probabilmente al 1200, epoca dell'arrivo dei francescani in città. Fu un centro importante nell'antichità, frequentato per le ricchezze minerarie del territorio. Fu rifondata nel 1200 dai pisani con il nome di Argentiera, per le miniere d'argento. Il centro storico porta alla scoperta di belle case antiche con i balconi in ferro battuto e dei principali edifici sacri della città. Bella la piazza del municipio, da vedere anche la cattedrale di Santa Chiara del 1200. Interessante il museo mineralogico.

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50. Isola di San Pietro

 

Grazia DeleddaL'isola di San Pietro è stata abitata sin dall'antichità. Fu colonizzata dai Fenici e poi dai Romani ma venne abbandonata. Nel XVIII secolo il re Carlo Emanuele III vi fece trasferire una colonia di pescatori di corallo di origine ligure (di Pegli) che provenivano dall'isola di Tabarca, in Tunisia dove le loro condizioni di vita erano pessime. Nel 1738 fu fondata Carloforte, il capoluogo, così chiamata in onore del re, al quale fu dedicata la statua ancora oggi visibile nella piazza cittadina. Il centro conobbe un notevole sviluppo legato alla pesca. L'isola ha una superficie quasi pianeggiante, con coste ripide e frastagliate nella parte che si affaccia verso la Sardegna. Il faro di Capo Santa è famoso per le onde del mare ai suoi piedi, impressionanti, quando il mare è in tempesta, ma offre anche scenari stupendi quando il mare è calmo. L'interno è collinoso e verde. Dal capoluogo, Carloforte, le strade seguono il profilo della costa, attraversando le colline interne fino ad arrivare alla punta più alta, Guardia dei Mori (solo 200 mt di altezza). A nord la costa è bassa e sabbiosa. Arrivati in località La Punta si possono vedere due tonnare, un tempo elemento fondamentale per l'economia dell'isola; un'altra si trova a Isola Piana, trasformati in villaggio turistico. La spiaggia più grande dell'isola è la Caletta. Per i più avventurosi da non perdere un bagno nelle piscine naturali di Piscina di Nasca (al termine di una spettacolare scogliera a strapiombo sul mare) il cui punto di forza è il colore verde smeraldo dell'acqua e della Conca, con la grotta della Mezzaluna con le falesie che si stagliano per ben quaranta metri a picco sul mare. L'isola si raggiunge in traghetto in una mezz'ora dalla vicina Sant'Antioco.

 

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