CADICE

CADICE : INFORMAZIONI E PICCOLA GUIDA

 

Chi è stato a Cadice , la città dell'Andalusia bagnata dall'Oceano Atlantico, dice che è una "fiesta" continua. E già questo dovrebbe essere un ottimo motivo per visitarla. Si ha il senso che l'oceano abbracci tutto e sia sempre presente. Non è un città molto grande ma è considerata chic. Tutto sembra sempre in eterna salamoia, con il mare che cerca di riconquistare questo lembo di terra da cui partiva per il suo secondo viaggio Cristoforo Colombo in cerca dell'ignoto (a noi) con le sue caravelle. 

 

Cadice tramontoCadice sorge su un promontorio roccioso proteso tra il golfo omonimo e l'Oceano Atlantico, collegato alla terra ferma da un sottile istmo lungo una decina di chilometri. Poco più a sud, a Capo Trafalgar venne combattuta l'omonima battaglia dove vinsero gli inglesi segnando la l'inizio della fine dei Napoleone e il suo sogno di invadere l'Inghilterra, ma dove morì anche Nelson, l'ammiraglio più famoso di tutti i tempi. Cadice e i suoi dintorni hanno un fascino veramente notevole. Una delle prime impressioni è l'intensità luminosa da cui si viene colpiti, quasi che prima si stesse in una stanza buia, riverberata dai palazzi e dalle case per lo più bianche.

 

Qualcuno paragona Cadice a una scimitarra curva sulla baia e scintillante di luce africana. In realtà è un promontorio a forma di pugno che si protende in un golfo che ha visto l'innalzarsi e il declinare della Spagna e del suo impero coloniale. Le fantastiche spiagge della Costa de la Luz sono praticamente alle porte della città che prende vita durante le sue numerose feste religiose e civili, la più famosa delle quali è il carnevale di febbraio. In estate i centri della vita notturna girano intorno ai chiringuitos (bar sulla spiaggia) che costeggiano Playa de la Victoria. Le estati sono calde ma indimenticabili, si ammira un tramonto dalla spiaggia dove il sole ti entra nel cuore, e poi si prosegue verso il Barrio de la Viña, il vecchio  quartiere dei pescatori e si assaggia qualche tapas in uno dei tanti baretti sulle strade che portano ad antiche chiese e piazze scrostrate dalla salsedine.

Conosciuta già dal 1100 a.C. come importante emporio fenicio con il nome di Gadir, fu conquistata prima da Annibale, che vi risedette lungamente, e nel I secolo a.C. dai romani, che ne fecero la terza capitale dell'Impero con il nome di Julia Augusta Gaditana. Dopo secoli di decadenza sotto il dominio arabo, che inizialmente neanche la Reconquista poté arrestare, ritornò all'antico splendore con la scoperta dell'America, grazie al porto, che entrò in aperta concorrenza con quello di Siviglia. Il primato di Cadice divenne assoluto nel XVIII secolo, quando il porto rivale si insabbiò e la città ebbe il monopolio degli scambi con il Nuovo Mondo.

Cadice - SpagnaIl declino economico arrivò però di lì a poco con il tramonto dell'Impero coloniale spagnolo, ma a quel punto la città divenne il baluardo della cultura liberale, presa ad esempio anche dai patrioti italiani, quando promulgò la famosa Costituzione di Cadice nel 1812. Da allora vanta una radicata tradizione liberale non tradita neppure nel corso della guerra civile, durante la quale si schierò apertamente dalla parte repubblicana. La visita della città può cominciare con una bella passeggiata lungo i bastioni seicenteschi, circa 5 km, che la circondano completamente, proteggendola dalla furia del mare. L'Avenida è il lungomare del porto che termina nell'ampia Plaza de Espana, caratterizzata dal monumento del 1927 dedicato alle Cortes che vararono la costituzione.

Prima di raggiungere il Parque Genovés e il Castillo de Santa Catalina, a pianta stellare, si incontrano i due viali più eleganti della città, l'alameda de Apodaca e l'alameda Marqués de Comillas.  Dopo la bella spiaggia sabbiosa, proseguendo lungo campo del Sur, si incontrano prima la Catedral Nueva (1722-1838), un imponente edificio neoclassico dov'è conservata la Custodia de la Plata, portata in processione durante il Corpus Domini, e poi la Catedral Vieja (XIII secolo), ricostruita nel ‘600. Altri interessanti edifici religiosi sono il Barocco Hospital de Nuestra Senora del Carmen (1879), con un San Francesco di El Greco; la barocca Chiesa di San Felipe Neri, il cui altare maggiore ospita un'Immacolata di Murillo; l'Oratorio de la Santa Cueva (XVIII secolo) che presenta due cappelle: una sotterranea molto sobria, ottenuta in una cava naturale, e una sovrastante molto elaborata la cui cupola è ornata da tre affreschi di Goya. Proprio al centro della città si trova il Museo de Cádiz, con una sezione di archeologia sulla storia della città (conserva tra l'altro un'enorme statua di Traiano), una di belle arti e una di etnografia, che presenta un'esauriente panorama delle tradizioni folcloriste dal ‘700 in poi.

Cadice estateGli abitanti di Cadice hanno sempre amato la musica: qui è nato Manuel de Falla, elegante autore di musica operistica e sinfonica, e qui un canonico della cattedrale chiese a Haydn, di comporre spartiti per i cori e per l'organo. Ancora oggi a Cadice, si tramanda, con la stessa cura riservata ai vini (come lo Sherry), la severa tradizione del Cante Jondo (Canto Profondo), l'antenato nobile del Flamenco che, a differenza di quest'ultimo, non prevede il ball, né l'uso delle nacchere e delle chitarre: è un canto che si eleva a piena voce, a gola spiegata, con profondi echii, lungo le volte delle cantine.

Buona Cadice!

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