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Cosa vedere a Milano
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Museo Poldi
Pezzoli
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Il Museo Poldi Pezzoli, inaugurato nel 1881, con
ingresso su via Manzoni a Milano (l'antica via dei
Giardini) è considerata una delle più importanti
collezioni private del mondo, divenuta pubblica per
volontà del nobile Gian Giacomo Poldi Pezzoli
che morendo, nel 1879 lasciò precise disposizioni
perché l'appartamento, una dimora nobile milanese
ottocentesca, ch'egli stesso "aveva abitato
coll'armeria, coi quadri, coi capi d'arte, colla
biblioteca e coi mobili di valore artistico"
che vi si trovavano, potessero esser costituiti in
una fondazione "a uso e beneficio pubblico" da
amministrarsi dall'Accademia di Brera cui è
succeduta poi la Città.
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Intenditore
d'arte finissimo e raccoglitore appassionato, prima di armi antiche, poi di
quadri e gioielli d'arte d'ogni genere è oltreché "scapolo d'oro" della
Milano fin di secolo, Poldi Pezzoli non sapeva di lasciare alla sua città,
oltre ai tesori delle sue collezioni, la preziosa testimonianza di un
collezionismo e mecenatismo privato che continuò a specchiarsi in quegli
ambienti nei quali neppure le radicali ristrutturazioni seguite alle
tragiche devastazioni belliche del '45 avevano del tutto fugato gli
originali elementi decorativi e l'atmosfera un po' monotona dell'eclettismo
romantico che vi si respirava.
Gian Giacomo Poldi Pezzoli possedeva capolavori di fama universale. Forse
non tutti sanno che appartengono a questo museo, ma chi non ricorda
l'immagine dello stupendo Profilo di donna evocalo con fermissimo
segno pittorico dal Pollaiolo o la scura sagoma della gondola che
fende la Laguna grigia di Francesco Guardi? Buona parte dei
loculi al piano terreno son riservati, oltre che all'armeria e alla
biblioteca, all'esposizione di rarissime stoffe antiche, mentre al piano
nobile son tra l'altro presentati i tappeti. Tra questi il più antico di
quanti nel mondo intero siano "datati", 1542 il tappeto "di caccia" Tabriz (Persia),
in lana e argento su seta. Nella sala accanto si trova la collezione di
tessuti del museo. Non meno raro e prezioso è un Ispahan anch'esso
del Cinquecento, tessuto in seta e oro con una iscrizione broccata in
argento.
Altri oggetti di grande valore comprendono porcellane di Sassonia, Sevres,
Capodimonte, Wedgwood e Cina, una collezione di antichi vetri di Murano,
smalti di Limonges, oreficerie di scavo e raccolte archeologiche, bronzi
antichi e del Rinascimento, orologi, e mobili.
Lo scalone, decorato da paesaggi di Magnasco, conduce al primo piano,
dove si trovano le salette dei Lombardi, dedicate alla pittura lombarda del
XV-XVI secolo. Da non perdere i dipinti del Bergognone (autore tra
l'altro degli affreschi della Certosa di Pavia) di Bernardo Luini e dei leonardeschi in genere, la Madonna con il
Bambino del Giovanni Antonio Boltraffio e il Ritratto di
Giovanni Francesco Brivio di Vincenzo Poppa. I Ritratti di
Martin Lutero e della moglie, di Lucas Cranach (1529), sono
esposti nella Sala degli Stranieri. Il Salone Dorato, ideato
dal fondatore e distrutto dalle bombe del 1943, fu riallestito nel 1974 da
Luigi Caccia Dominioni.
Vi si trovano il San Nicola da Tolentino di
Piero della Francesca,
la Madonna col Bambino e il Compianto sul Cristo di
Botticelli, la Madonna col Bambino di Andrea Mantegna, la
Pietà di
Giovanni Bellini e il Ritratto Muliebre
attribuito a Piero del Pollaiolo, oltre al cappuccio di piviale (XV
secolo), ricamo fiorentino raffigurante l'Incoronazione della Vergine
su disegno di Botticelli, Autoritratto in un gruppo di amici
di Francesco Hayez, la Pietà di Fra Filippo Lippi e il
Tersicore di Cosmè Tura.
Tre salette ospitano la collezione Visconti Venosta, una raccolta di
ritratti di Fra Galgario, tra cui il Gentiluomo con tricorno,
e orologi del XVI-XVIII secolo e una croce processionale del Pinturicchio.
Fra i più curiosi spiccano quelli "a crocifisso", destinati ad alti prelati.
Dal salone quindi alla sala Dorata si accede alla Saletta Nera, quindi alla Sala dei Vetri di Murano
e al cosiddetto Gabinetto Dantesco, revival neomedievale scampato
alle bombe, dove due vetrate di Giuseppe Bertini narrano episodi
della vita del poeta. Le ultime stanze, in parte aggiunte nel 1968,
accolgono una collezione di bronzetti, dipinti di Tiepolo, La
laguna grigia di Francesco Guardi e la Madonna del Ricamo
di Vitale da Bologna.
Appartiene al museo anche una collezione di oreficerie antiche, radunata nel
gabinetto degli Ori.
Museo Poldi
Pezzoli
Via Alessandro Manzoni, 12, 20121 Milano
Orari: aperto tutti i giorni dalle 10 alle 18 tranne il giorno di chiusura
che è martedì
Tel: 02 794889
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