Storia dell'Andalusia

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Storia dell'Andalusia

 

La storia dell'Andalusia parte da molto lontano. I navigatori fenici, che per primi scoprono le ricchezze della zona (argento, oro, stagno e rame) si stabilirono qui nel XI secolo a.C fondando diverse colonie costiere tra cui Gadir, l'odierna Cadice.  In concomitanza ai fenici i Pirenei vennero attraversati dalle prime tribù indoeuropee di ceppo celtico. Anche i greci fondarono basi commerciali da queste parti. Ai Greci e ai discendenti dei fenici, i Cartaginesi, subentrati nel VI secolo, si avvicendarono i romani che arrivarono nella penisola iberica a partire dal III secolo a.C.

 

Meraviglie di SivigliaQuesti ultimi dopo diversi secoli di dominazione, dopo che la regione diede i natali anche ad alcuni imperatori romani come Traiano e Adriano, vennero sostituiti nel dominio prima dai Visigoti nel V secolo d.C di Alarico, quindi a partire dal VII (711) secolo dagli arabi della dinastia Omayyde che, attraversato lo stretto di Gibilterra, nel 711 stabilirono qui il centro del loro emirato occidentale con capitale Cordoba. L'invasione musulmana in breve tempo si espanse riuscendo persino a superare i Pirenei, fermati solo a Poitiers dall’esercito franco di Carlo Martello. Durante il medioevo i possedimenti musulmani nella penisola iberica veniva chiamato Al Andalus, e da quella denominazione deriva il nome moderno della regione. In Andalusia il dominio musulmano duro molto più a lungo (poco meno di otto secoli) rispetto al resto della Spagna, gradualmente riconquistata dall’avanzata cristiana.  Il periodo arabo fu l'età d'oro della regione, che sviluppo un livello di sviluppo economico, sociale e culturale tra i più avanzati del mondo allora conosciuto, e dove si praticava una attiva tolleranza religiosa che permise alle sue tre culture, quella islamica, quella ebraica e quella cristiana, di convivere pacificamente.

 

L'agricoltura, la lavorazione della pelle, l'estrazione minerarie, la produzione di ceramiche e dei tessuti e il commercio godettero tutti di ottima salute e portarono con il loro sviluppo grande prosperità. Cordoba, Malaga, Granada e Siviglia, vennero impreziosite dai più grandi monumenti moreschi in Spagna, le Mezquita, cioè le grandi moschee, l'Alcazar e il Palazzo dell'Alhambra, rispettivamente, sono state celebrate come centri di arte, cultura e scienza. La dominazione araba durò fino al XIII secolo quando, con l'eccezione del regno arabo di Granada, la maggior parte della regione fu conquistata dai re di Castiglia. Anche Granada venne conquistata a sua volta dai Re Cattolici Ferdinando e Isabella nel 1492, lo stesso hanno che Cristoforo Colombo, scoprì casualmente il continente americano mentre era alla ricerca della rotta per le indie.

 

Da quel momento la prosperità andalusa andò progressivamente diminuendo, ad eccezione dei porti di Siviglia e Cadice che, commerciando con il Nuovo Mondo, continuarono a prosperare. Nel 1713 Gibilterra venne ceduta alla Gran Bretagna e nel 1833 la regione venne divisa nelle attuali otto province. L'Andalusia divenne una roccaforte del movimento anarchico durante la repubblica spagnola. Essa, tuttavia, cadde presto contro i ribelli nella guerra civile spagnola, patendo numerose vessazioni (tra tutti simbolico e terribile l'assassinio di Federico García Lorca a Granada).

 

Manifestazioni ricorrenti contro Franco si susseguirono in Andalusia durante gli anni della sua dittatura per le quali patì successive rappresaglie e repressioni. Alla morte di Franco l'Andalusia è diventata una regione autonoma della Spagna nel 1981. Da allora lo sviluppo economico e culturale è stato intenso con il culmine rappresentato dalle celebrazione per i 500 anni della scoperta dell'America con l'Esposizione Universale del 1992 a Siviglia e l'inaugurazione della linea ferroviaria ad alta velocità che unisce la capitale andalusa con Madrid e da lì con il resto della Spagna.

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