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Guglielmo il Conquistatore - La ribellione del Maine e l'Harrying del Nord
La ribellione del Maine e l'Harrying del Nord
Il periodo tra il 1069 e il 1071 si sarebbe rivelato uno dei più
problematici durante il primo regno di Guglielmo come re. C'era un problema
di manutenzione delle terre del nord, con un amministratore dopo l'altro che
si rivelava un problema. Il primo magnate del nord, tale Copsi, conte
di Northumbria, rimase in carica
per meno di cinque settimane prima di essere ucciso dal suo immediato
successore, un certo Osulfo. Entrambi gli uomini erano, a un certo punto, fedeli al
regime di Aroldo II ed entrambi avrebbero subito la stessa sorte,
dato che Osulfo fu assassinato non molto tempo dopo. Al suo posto subentrò il
cugino Gospatric, l'uomo che si sarebbe unito a Edgardo il Fidato in una nuova
ribellione contro il re normanno. In sua sostituzione, il regime nominò un
normanno di nome Roberto di Comines.
I ribelli che sostenevano la riaccesa pretesa al trono di Edgardo iniziarono a
razziare le terre del nord. Roberto di Comines decise di affrontarli
all'inizio del 1069 e cavalcò fino a Durham, ma sia lui che i suoi uomini
furono massacrati senza pietà. I ribelli, incoraggiati dai loro successi,
presero il castello di York, ma non lo tennero a lungo. Guglielmo, che in
quel momento si trovava in Inghilterra, raggiunse rapidamente la città e
scacciò i ribelli, uccidendone un gran numero. Le forze di Edgardo fuggirono
in Scozia.
Una serie di piccole ribellioni nelle Midlands e nel sud (Shrewsbury, Dorset
e Devon) costrinse Guglielmo a spostare la sua attenzione dal nord. Egli
radunò le sue truppe nelle Midlands, mentre i suoi conti si occupavano delle
altre aree. A questo punto, re Sweyn II di Danimarca inviò navi e truppe a
sostegno di Edgardo. Le forze combinate degli inglesi e dei danesi
riconquistarono York ma, ancora una volta, con il ritorno di Guglielmo, la
riconquista della città fu rapido, anche se questa volta non fu
necessario muovere guerra: i ribelli fuggirono da York, mentre Edgardo partì
nuovamente per la Scozia, alla corte di re Malcolm. Secondo alcune
fonti, Guglielmo saccheggiò comunque York e poi fece portare la corona da
Winchester. Egli avrebbe indossato la corona tra le rovine di York,
notoriamente una città norrena, a partire dal nome (da Jórvík) come
dimostrazione della sua vittoria sui danesi.
I danesi sconfitti, stanchi e alle prese con il rigido inverno del nord,
giunsero a un accordo con Guglielmo, un accordo che potremo definire,
ironizzando, tra "vichinghi". Questi avrebbe pagato al loro
comandante, il conte Osbjorn, una grossa somma di denaro e gli avrebbe
permesso di razziare alcune terre locali per ottenere rifornimenti, a
condizione che i danesi abbandonassero l'Inghilterra e non combattessero più
contro la Corona. L'evento ebbe luogo all'inizio del 1070 e sarebbe stato
seguito da una delle peggiori atrocità della storia inglese medievale mai
attribuite a Guglielmo.
Con la scomparsa dei danesi, Guglielmo si concentrò sui ribelli del nord.
Divise il suo esercito in piccoli reggimenti e li fece razziare a tappeto
nella regione con alcuni degli atti più vili che si possano immaginare. Gli
uomini di Guglielmo uccisero migliaia di persone, sia quelle colpevoli di
essersi ribellate sia quelle che non c'entravano nulla. Oltre agli omicidi,
gli sfollamenti erano comuni e alcuni dei rifugiati di queste azioni
finirono fino alle Midlands occidentali, vicino al Galles. Interi villaggi
furono rasi al suolo, razziati o fatti a pezzi in modi spietati. Il bestiame
fu macellato e i depositi di cibo furono decimati o rubati. Era l'inverno
del 1070, quindi il cibo era già scarso, ma le truppe di Guglielmo si
assicurarono che non rimanesse nulla, in modo che i ribelli (e chiunque
altro, in realtà) morissero di fame. Si dice addirittura che gli abitanti
del luogo ricorsero al cannibalismo a causa della carestia che ne derivò,
una carestia che avrebbe causato la morte di circa 100.000 persone. Gli
effetti di questo evento, noto come Harrying of the North (in
italiano Devastazione dell'Inghilterra settentrionale) si fecero
sentire per decenni durante il regno di Guglielmo e anche dopo la sua morte.
Gli studiosi trattano questo evento come un genocidio, citando la potenziale
sfiducia di Guglielmo nei confronti degli inglesi, sfiducia che si sarebbe
rafforzata dopo la serie di ribellioni che ebbero luogo fino a quella di
York. Tuttavia, Guglielmo si dimostrò indulgente con gli inglesi che si
sottomettevano al suo dominio, nonostante avesse dato tutte le contee a
persone provenienti dal continente (una pratica che sarebbe stata applicata
su larga scala una volta che Guglielmo fosse tornato nel sud).
Durante il soggiorno di Guglielmo in Inghilterra, anche nel Maine si verificò una
rivolta, molto probabilmente orchestrata da Goffredo di Mayenne, un vecchio
nemico del re. Mentre la maggior parte dei membri più importanti dell'élite
del sovrano si trovava in Inghilterra per consolidare il potere, i ribelli, che
godevano di un grande sostegno da parte della popolazione del Maine,
cacciarono tutti i sostenitori di Guglielmo da Le Mans e vi si stabilirono.
I collaboratori di Mayenne durante questa ribellione furono Alberto Azzo
II d'Este, capostitipe dell'omonima dinastia e, all'epoca marchese di Milano,
che era sposato con sua moglie Gersenda del Maine e il loro figlio Ugo, in
seguito conosciuto come Ugo V. Sebbene l'unità di questo fronte fosse
discutibile e si sarebbe presto disgregata, riuscirono a prendere il
castello di Le Mans quando nessuno dei principali uomini di Guglielmo era
presente per proteggerlo. Gli abitanti del Maine
proclamarono Ugo come loro conte, ma egli si dimostrò un leader inefficace,
cedendo la sua posizione al cugino Elia I nel 1092.
Leggi gli altri capitoli della biografia di Guglielmo il Conquistatore.
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