Hospital de Tavera - Toledo

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Hospital de Tavera - Toledo

Fuori delle mura cittadine di Toledo il cinquecentesco si trova Hospital de Tavera (aperto tutti i giorni 10.30-13.30 e 15.30-18; ingresso a pagamento) custodisce di El Greco La Sacra Famiglia e il Battesimo di Cristo, nonché diverse rappresentazioni di santi. uno dei pochi interni rinascimentali che si sono conservati intatti e ospita una importante collezione di dipinti, tra cui opere di Caravaggio, Tiziano, Tintoretto, Ribera e Luca Giordano, oltre ad una vasta collezione di mobili e arazzi fiamminghi.

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Jusepe de Ribera. Donna barbutaSi trovano qui inoltre la tomba del Cardinale Tavera, opera del Berruguete in marmo pregiato di Carrara, e una cripta con una sorprendente acustica. La farmacia (fondata nel 1541) si dice sia la più antica della Spagna. L'Hospital de Tavera ospita anche uno dei quadri più singolari della Storia dell'Arte Donna Barbuta anche conosciuto come Maddalena Ventura con il marito e il figlio, di Jusepe de Ribera. L'incredibile somma che, secondo l'amministratore dell'Ospedale, Pedro Salazar de Mendoza, si era spesa fino al 1599 per la costruzione dell'Hospital de Tavera, mezzo milione di ducati, quando ancora occorreva costruire gran parte della Chiesa, la rende una delle più splendide costruzioni dell'epoca, forse comparabile unicamente, secondo il parere dello Storico dell'Arte Fernando Marías, al Monastero di San Lorenzo de El Escorial.

La facciata

Hospital de Tavera - FacciataL'accesso all'edificio avviene tramite la sua facciata meridionale formata da tre segmenti realizzati in pietra granitica: il più basso con bugnato rustico, che il secondo livello mostra solo negli angoli. Tutti e tre sono adornati da vani incorniciati da spesse bugne di splendida fattura, rettangolari nel livello inferiore e semicircolari in quello superiore; esse ordinano e mettono in relazione i due livelli scambiandosi di posto alle estremità della facciata. L'entrata, progettata nel 1760 dall'architetto Pedro Martínez Moralez, si compone di tre segmenti, l'ultimo sormontato da una nicchia con l'effige del patrono dell'Ospedale, San Giovanni Battista.

I patii

Hospital de Tavera - PatiiNel complesso monumentale spiccano i patii gemelli che, stando all'opinione del professore ordinario di Storia dell'Arte, Fernando Marías, "costituiscono uno dei chiostri più solenni, seri e complessi di tutta la nostra architettura moderna". È rinascimentale in maniera ortodossa grazie alla perfezione delle sue trabeazioni e alla sovrapposizione di ordini, propria dell'antichità classica: troviamo il dorico nelle colonne della galleria bassa e lo ionico in quella alta; entrambi sono moderni e italianizzanti in quanto dotati di volte di arista e, soprattutto, sono impressionanti per la superba ricchezza spaziale ottenuta grazie alla divisione dello spazio tramite una galleria centrale diretta alla Chiesa-Pantheon, la quale, contemplata da angolazioni differenti, moltiplica visivamente il numero di arcature e colonne in uno straordinario gioco di prospettive, proporzioni e simmetrie.

La farmacia

Hospital de Tavera - FarmaciaLa farmacia è l'unica area del complesso ospedaliero che conserva la stessa funzione che le fu data da Alonso de Covarrubias sin dalle prime piante del 1540, vicino alle antiche infermerie e nell'ala opposta a quella dei servizi non clinici, come la cucina e la dispensa. Tra la completissima dotazione di questa farmacia, dotata di albarelli, giare, mortai, spatole, pesi e misure, ecc., spicca il gruppo di giare in vetro e in ceramica di "Talavera della Regina", "Alcora" e "Puente" dell'Arcivescovo dei secoli XVI e XVII e un armadio del XVII secolo, riccamente policromato, al cui centro due ante, conosciute come "l'occhio del farmacista", adornate con lo scudo del Cardinale Tavera, si aprono su sedici cassettini che custodivano i farmaci più rari: granati, smeraldi.

Il sepolcro del Cardinale Tavera

Hospital de Tavera - Sepolcro Cardinale TaveraUltima opera di Alonso de Berruguete, è una delle più importanti dell'arte funeraria spagnola. Fu commissionata nel 1552, stando a un contratto dove si propose come modello il monumento funerario del Cardinale Cisneros, e conclusa nel 1561, poco prima del decesso dell'autore, avvenuto nella torre dell'orologio dello stesso Ospedale. Presiedono ai lati San Giovanni Battista e l'apostolo San Giacomo il Maggiore; quest'ultimo allude al periodo passato dal Cardinale Tavera come Vescovo di Santiago (San Giacomo) de Compostela. Di fronte, La Carità e San Ildefonso, che evoca l'Arcidiocesi Primaziale a cui capo fu il Cardinale nei suoi ultimi undici anni di vita. Circondano il letto mortuario le Virtù Cardinali. Il volto del Cardinale presenta un'espressione cadaverica, fedele trasposizione della maschera mortuaria che servì da modello all'autore e che ancor oggi si conserva nel museo.

Il retablo della Chiesa

Hospital de Tavera - Retablo ChiesaDon Pedro Salazar Mendoza, amministratore dell'Ospedale, nel 1608 commissionò a El Greco "le sculture, l'assemblaggio, la doratura e lo sgraffito dei retablo", seguendo un'iconografia che Salazar decise di impostare attorno al battesimo e alla penitenza, al fine di trasmettere agli infermi l'idea della purificazione e della salvazione tramite i sacramenti. Non era il primo incarico ricevuto dall'artista, dacché già prima aveva realizzato una tela di San Pietro in lacrime e un tabernacolo per l'altare maggiore che ospitava Cristo risorto, entrambi oggi esposti nel Museo. Alla sua morte nel 1614, lasciava tre opere di grande mole quasi terminate: L'Annunciazione (rubata nel XIX secolo), Il Quinto Sigillo dell'Apocalisse e Il Battesimo di Cristo, che tuttora si può contemplare in uno dei retablo laterali progettati da El Greco. Le sculture del retablo centrale dovettero essere commissionate a Giraldo de Merlo nel 162.

La Sagrestia

Hospital de Tavera - SagrestiaCollocata nella fiancata dell'epistola del transetto, questa sala è opera di Nicolás de Vergara il Giovane, il terzo architetto che assunse il ruolo di capomastro del cantiere dell'Ospedale. Nell'opera di Vergara, al quale si devono anche gli alzati della Chiesa, si odono gli echi, anziché l'imitazione, del classicismo che Juan de Herrera utilizzò per l'opera ecclesiastico-funeraria dell'epoca: El Escorial. In questa sagrestia, la prima della serie da lui costruita a Toledo, veniamo sorpresi dall'eloquente riduzione dell'architettura classica alla sua essenzialità: sobrietà e coerenza delle proporzioni. Oggi, dentro questa sala è ospitata una magnifica collezione di pittura religiosa di origine italiana.

La cripta

Hospital de Tavera - CriptaLa Chiesa dell'Ospedale fu iniziata con la costruzione di questa cripta circolare sotto il transetto, opera progettata da Hernán González de Lara e conclusa nel 1572. La perfezione della volta produce un riverbero acustico che sorprende il visitatore in un luogo concepito per il riposo eterno dei primi patroni della Casa di Malagón e, dopo l'alienazione ottocentesca, della Casa di Medinaceli, quando questi si videro obbligati ad abbandonare il loro secolare pantheon nel Monastero Reale Cistercense di Santa María de Huerta.

Il museo

Hospital de Tavera - MuseoVerso il 1940 la Duchessa Viuda de Lerma, con l'approvazione e l'aiuto del nipote il XVII Duca di Medinaceli, restaurò una parte del monumento per esporre l'eredità di collezione di opere d'arte accumulate dal defunto marito, il XIV Duca di Lerma, Fernando Fernández de Córdoba y Pérez de Barradas, e composto sostanzialmente dal lotto che questi aveva ereditato nel 1886 dalla favolosa pinacoteca dei genitori, i Duchi di Medinaceli. Per perpetuarne il ricordo, creò e dotò del suo patrimonio artistico la Fondazione Duca di Lerma, oggi fusasi con la Fondazione Casa Ducale di Medinaceli, la quale ha arricchito la raccolta di questo museo con altre opere provenienti dalla medesima collezione. Questo museo, che intende ricreare un ambiente palatino dei secoli XVI e XVII, esibisce, pertanto, una ricostruzione parziale della originaria collezione Medinaceli, composta da un'importantissima serie di mobili e arazzi fiamminghi del Secolo d'Oro e da una formidabile pinacoteca che unisce opere di El Greco, Luca Giordano, Tiziano, Zurbarán, Pantoja de la Cruz, Carreño de Miranda, Sánchez Coello, Jacopo Bassano, Jusepe de Ribera, etc

Storia dell'Hostal de Tavera

Hospital de TaveraL'Hospital de Tavera venne realizzato nel XVI secolo con una duplice funzione: luogo di cura per "i colpiti da differenti infermità" e pantheon del suo fondatore, il Cardinale Juan Pardo Tavera. Con la sua edificazione venne dato avvio, nel 1540, al programma di rinnovamento architettonico e urbanistico immaginato dal circolo di umanisti della Corte dell'Imperatore Carlo V, per adeguare l'immagine di Toledo al suo ruolo di Capitale Imperiale.

La costruzione dell'edificio ebbe inizio nel 1541, su incarico del Cardinale don Juan Tavera, in un contesto ideologico e artistico particolare ed effimero. Ciò rende necessario distinguere fra il progetto concepito dal fondatore e l'edifico ed istituzione ospedaliera effettivamente realizzato. Infatti, protraendosi i lavori per più di settantacinque anni, il risultato finale è stato frutto non tanto delle decisioni del cardinale, quanto piuttosto di quelle assunte (in contesti intellettuali e artistici differenti) dagli esecutori delle sue volontà.

Secondo la versione tradizionale, il Cardinale Tavera intendeva emulare il mecenatismo di alcuni dei suoi predecessori nel seggio arcivescovile di Toledo e nel governo del Regno di Castiglia: in particolare, con riferimento a quanto compiuto dal Gran Cardinale Mendoza con l'Ospedale della Santa Croce. Il Cardinale Tavera concepì l'ospedale come un monumento alla sua memoria, ma al contempo volle legarlo a un'istituzione organizzata in conformità alle nuove idee sociali che circolavano nella corte dell'Imperatore Carlo V: le quali - sulla base di una nuova concezione della sanità, della mendicità e della carità - intendevano riservare le istituzioni ospedaliere esclusivamente alla cura degli infermi, dispensandole dalla loro funzione medioevale di albergo dei poveri.

Quando il Cardinale concepì l'idea di edificare un ospedale era già un uomo di sessant'anni, che era appena stato nominato Inquisitore Generale e aveva lasciato - con l'illusorio proposito di dedicarsi alla sua diocesi di Toledo - la Presidenza del Consiglio di Castiglia (istituzione che Carlo V definiva "la colonna dei miei regni"). Dopo aver percorso tutti i gradini del cursus honorum civile ed ecclesiastico, aveva raggiunto la vetta del suo potere. Scomparsa l'Imperatrice Isabella nel maggio del 1539, l'Imperatore, nell'annunciare che abbandonava nuovamente la Castiglia per soffocare la ribellione di Gand, lasciò la reggenza formale a suo figlio Filippo ma - essendo questi all'epoca solo un fanciullo di dodici anni - affidò il potere effettivo alla figura più importante della Corona dopo il Re: l'Inquisitore Generale. Questi, ricevette istruzioni e poteri simili a quelli di cui, anni addietro, era stata investita come reggente l'Imperatrice.

All'epoca, nessuno in Castiglia aveva maggiore conoscenza o potere di lui per affrontare un problema antico ma che, dall'inizio del XVI secolo, aveva raggiunto nuove dimensioni: la capacità delle città di assorbire il flusso di persone che le periodiche crisi agrarie espellevano dai campi. Nel secolo XVI, il problema della povertà era soprattutto una questione cittadina, che preoccupava specialmente il patriziato delle grandi città. Come Presidente delle Corti, il Cardinal Tavera era stato molte volte testimone della ricorrente sollecitudine con cui i procuratori di quelle tentavano di stabilire misure di controllo della mendicità e del vagabondaggio.

I cattivi raccolti del 1539 avevano aggravato il problema. Nel marzo del 1540, il Cardinale comunicava all'Imperatore che "in tutto il paese vi è poco pane è in alcune province non ve n'è affatto" e nell'estate successiva gli inviava un memoriale relativo alle misure che avrebbero dovuto essere prese a Madrid per offrire sostegno ai poveri. Carlo V rispose approvando quanto realizzato ed esortandolo a superare le "difficoltà" che sarebbero sorte con l'introduzione nel regno di nuove misure di assistenza sociale, analoghe a quelle che nel ventennio precedente si erano diffuse per le città europee, da Norimberga (1522) a Genova (1539). Alcune di esse, come quelle di Ypres, erano state qualificate dai teologi della Sorbona "pie e salutari" e avevano rappresentato un modello per l'Editto Imperiale del 1531, che estendeva tali misure a tutte le città dei Paesi Bassi.

L'incoraggiamento dell'Imperatore fu di impulso e di sprono per il Cardinale. E così questi, in qualità di governatore, promulgò una legge sui poveri (nota agli storici come Legge Tavera), la quale - senza proibire la mendicità - la restringeva e, soprattutto, mirava a proteggere l'infanzia emarginata e ad eliminare "la mendicità per mezzo della retta amministrazione delle rendite delle istituzioni di beneficienza". Al contempo, nelle vesti di arcivescovo di Toledo, mise in pratica le nuove idee di assistenza sociale nella sua arcidiocesi ed in particolare nella stessa capitale imperiale, Toledo. In tale progetto, nel quale la sua contabilità ci informa che investì - nel solo anno 1540 - 45.000 ducati e 33.000 stàia di grano, si inserisce la sua idea di ospedale generale.

Una volta individuato il terreno, il progetto venne affidato ad Alonso de Covarrubias, Capomastro della Cattedrale di Toledo e Architetto dell'Alcázar, che ebbe l'occasione di mettere in mostra il suo talento. Per la prima volta, infatti, aveva a disposizione un vasto spazio non edificato, senza alcun limite all'infuori della sua conoscenza e e della sua immaginazione. Non vi era nessuna costruzione preesistente e nemmeno un modello architettonico di riferimento: dal momento che le concezioni sociali che avevano dato origine alla pianta cruciforme - introdotta dalle Maestà Cattoliche nei loro ospedali generali - erano, ancorché solo temporaneamente, cambiate.

Covarrubias comprese da subito, come dimostra il suo primo progetto conosciuto, che il modello che meglio si adattava ai propositi del Cardinale era la grande casa privata romana con doppio cortile descritta da Vitruvio, che egli conosceva grazie ad un'incisione di Fra' Giocondo da Verona. Coerentemente con questo ritorno ai modelli classici, rinunciò alle elaborate decorazioni dello stile cosidetto plateresco per esaltare le proporzioni e la simmetria del progetto. Ebbe così inizio l'elaborazione di uno stile architettonico disadorno, che troverà in seguito compimento nelle sobrie linee dell'Escorial e che ha valso a questo monumento la qualifica di primo edificio del Rinascimento in Castiglia.

 

C / Cardenal Tavera, 2
fa Lunedì al Sabato 10 alle 14:30 e 15 alle 18:30 pm.
Domenica: 10 alle 14:30 h.
Ingresso Intero 6 €.
Ingresso parziale (cortili, chiesa e sacrestia) .: 4 €

Visite di museo e farmacia è fatto in gruppi accompagnati e dura circa 45 minuti secondo il seguente orario: 10:15-11:00 - 11:45-00:30 - 13:30 - 15:15-16:00 - 16:45-17:30.

 

Dove si trova?

 

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