Museo delle belle Arti a Lione - Musee des Beaux-Arts de Lyon

Museo delle belle Arti a Lione - Musee des Beaux-Arts de Lyon

 

I due fiumi, Rodano e Saona, alla confluenza dei quali millenni fa sorse l'antica città di Lione (sito UNESCO sin dal 1998), continuano silenziosi ad osservare il via vai della gente della place des Terreaux. Lo fan sin dal Seicento, da quando l'edificio dell'odierno Musée des Beaux-Arts de Lyon ospitava a quei tempi monache e giovani badesse, e di passaggio, le più alte personalità del regno.

Museo delle belle Arti di Lione Il grande museo, oggi tra i più importanti della Francia e dell'Europa intera, è situato nel cuore del centro storico di Lione, Presqu'Île, in un edificio antico e un tempo usato per l'appunto come abbazia reale, la Abbaye des Dames de Saint-Pierre. Nel Seicento a Lione vi fu la completa ristrutturazione di uno dei più antichi monasteri medievali della Gallia. La struttura che oggi si sta visitando è infatti antica di secoli, la presente venne eretta durante il regno di Luigi XIV, ma originariamente è del periodo medievale (di cui purtroppo si hanno poche notizie). Affiancate alle case delle monache sorgevano due chiese, quelle di Saint Saturnin e di Saint Pierre, ampliate nella metà del Seicento ed incluse nell'abbazia reale delle Dames de Saint Pierre per volere dell'allora badessa Anne de Chaulmes.

In poco più di un secolo l'abbazia divenne una delle più prestigiose di tutta la Francia. L'impronta del chiostro centrale di allora è ben visibile ancora oggi, così come le aree più interne della struttura odierna: è il caso per esempio dell'attuale Sala dei vasi greci, un tempo parte degli appartamenti privati della badessa. Della chiesa di Saint Pierre, la struttura più antica, è possibile notare lo stile romanico conservatosi nel portico e in esso le decorazioni scolpite a bassorilievo visibili nella scalinata. Dal Seicento in poi la chiesa subì profonde modifiche, arricchendosi di una conformazione barocca non più visibile oggi. La presente conformazione è il risultato di varie modernizzazioni, che un tempo includeva il refettorio in stile Barocco (oggi area di accoglienza per le visite di gruppo) e la scalinata monumentale progettata da Thomas Blanchet, a cui venne affidata la ristrutturazione dell'abbazia.

Museo delle belle Arti di Lione Durante la Rivoluzione Francese le comunità religiose vennero soppresse e le poche monache rimaste furono costrette ad abbandonare il convento, che venne presto ceduto all'amministrazione cittadina. Nel 1792 l'edificio venne scelto come luogo per il deposito dei tesori e delle opere d'arte trafugate dalle case degli aristocratici, e ben presto si fece avanti l'idea di un museo che potesse mantenere viva la memoria dell'antica Lione capitale della Gallia romana, e allo stesso tempo ispirare culturalmente le future generazione.

La storia del museo delle Belle Arti di Lione inizia nel 1803, anno di apertura al pubblico. Nello stesso anno alle opere già presenti se ne aggiunsero numerose altre, provenienti dalla confische effettuate dalle truppe napoleoniche durante la campagna militare in Europa. Venne fondata la scuola imperiale di disegno, la Camera di Commercio e la biblioteca civica (Palais du commerce et des Arts), con l'obiettivo di formare i progettisti necessari alle fabbriche delle seta di Lione. Nella seconda metà dell'Ottocento, l'edificio subì una serie di nuove modernizzazioni con l'intento di adattare la struttura alla nuova funzione.

Museo delle belle Arti di Lione Ci si chiede, cosa rende un museo più importante di un altro? Sono forse solo le opere d'arte in esso custodite? Forse, a distinguersi, è anche la simbiosi che il tempo crea tra l'arte rappresentata e la struttura che lo ospita. L'anima trova rifugio nel corpo e in questo si conserva nel tempo. Il Museo delle belle arti di Lione di anime ne raccoglie tante: come in pochi altri luoghi, qui arte e storia si trovano in simbiosi. La sua notorietà non è mutata nel tempo e attualmente il museo continua ad essere indicato come uno tra i più prestigiosi del mondo, contribuendo alla conoscenza artistica ed archeologica di chiunque lo visiti.

Dall'entrata principale lo sguardo segue il grande cortile interno, per poi arrivare alle collezioni acquisite di recente: ci soffermiamo in particolare su una di queste, nel 1997 grazie ad un lascito di Jacqueline Delubac (collezionista d'arte nativa di Lione) il museo delle Belle Arti di Lione si arricchisce di una straordinaria collezione di opere d'arte, tra cui la tela ad olio, carboncino e pastello di Pablo Picasso, 'Donna seduta sulla spiaggia'. Era il 1937, l'anno di Guernica (forse il dipinto più noto del maestro spagnolo, oggi custodito al Museo Reina Sofia di Madrid), e soprattutto l'anno delle sperimentazioni del padre fondatore del Cubismo e uno degli artisti più influenti del XX secolo. Nella tela viene ripreso il tema delle 'bagnanti': ne è rappresentata una nuda e ricca di rotondità femminili, quasi esagerate, a volerne forse evidenziare una naturale normalità, che l'artista aveva già sviluppato un decennio prima e che successiva riprenderà esclusivamente nella scultura.

Nel complesso, il museo è organizzato in diverse sezioni: pittura, scultura, arte antica, oggetti d'arte, medagliere e monete, arte grafica:

Pittura: è la collezione più vasta del museo delle belle arti di Lione, circa 700 opere suddivise in 35 sale e organizzate in ordine cronologico dal XIV al XX secolo (e in collaborazione con il Museo d'Arte Contemporanea di Lione). Importanti le opere d'arte in collezione, che comprendono noti maestri d'arte italiani come il Tintoretto, il Canaletto, il Tiepolo, il Perugino o il Veronese. La scuola spagnola regala opere dei primi artisti della storia dell'arte, come El Greco o de Ribeira, per poi proseguire con i maestri più recenti come Picasso. La pittura olandese e fiamminga in genere presenta importanti opere di Cranach il Vecchio, Rembrandt (Lapidazione di Santo Stefano), Rubens, Van Dyck, e diversi altri. La collezione di pittura francese si concentra in particolare sul XIX secolo e le opere di artisti come Delacroix, Courbert, Manet, Monet, Degas, Gauguin, Cézanne, Moreau, Redon, a cui si affiancano per corrente artistica i vari Sisley, Pissarro, Van Gogh, Severini, Miró, de Chirico, Ernst, Dufy, Modigliani, Chagall, Bacon, alcuni dei nomi presenti nella sezione della pittura del primo Novecento.

Scultura: le opere di artisti italiani sono anche in questo settore ben presenti. Da Canova a Modigliani, a Mino da Fiesole. Di Rodin il museo ospita una vastissima raccolta, tra le più grandi esistenti (si apprezzano in particolare quelle del giardino del chiostro), e poi ancora Renoir, Antoine Bourdelle (sua la scultura centrale del giardino interno), Pablo Picasso, Arman e diversi altri. Pradier è presente con la sua L'Odalisca (1841), Étex con Caino e la sua razza maledetta da Dio (1832-1839), Bartholomé con Monumento ai morti (1895-1899), ancora Bourdelle con Eracle arciere (1908-1909), Chinard con Ritratto di Juliette Récamier (1804-1808), Daumier con Le Caricature (1832-1833). Tra aiuole e zone d'ombra, particolarmente piacevoli nelle calde giornate estive, si possono ammirare un gruppo di sculture originali in bronzo: due grandi opere di Rodin servono come introduzione ad altre sculture dell'artista all'interno del museo, L'Âge d'airain (1876) e L'Ombre (1902).

Arte antica: sono presenti in esposizione oltre 14.000 reperti provenienti dall'antico Egitto, dall'Oriente antico, dall'antica Roma, Grecia antica e civiltà Etrusca. Si presti particolare attenzione alla teca dei sarcofagi egiziani (tra cui quello di Anou-Iker datato circa 2400 a.C.), oppure il frammento di architrave del tempio di Sesostris I, o il sarcofago in legno di Isetemkeb, figlia di Ankhsyeniset e il frammento delle pareti dello scalone di un palazzo di Persepoli. Nella sezione antica Roma si distingue la statuetta in bronzo di Mercurio (I secolo), divinità venerata nella Gallia romana.

Oggetti d'arte: tesori antichi che dal Medioevo arrivano fino al Novecento. Reparto ricco di elementi sorprendenti e dettagli importanti. Tra questi merita particolare attenzione il bel Trittico duecentesco francese in avorio dipinto 'Cristo giudice, la Vergine e il Bambino', un incredibile pezzo di stile e raffinatezza attribuito alla bottega del Maestro del Dittico di Soissons: il Cristo viene rappresentato al centro, nella parte completamente in avorio, mostra le stigmate ed è seduto sul trono tra due angeli. A sinistra è presente l'Annunciazione, la Visitazione ed i Re Magi, mentre a destra è rappresentata la Natività e la Presentazione al Tempio. Il tutto emerge attraverso delle lamine dorate su due registri. In questa sezione si ammirano anche il Salone della Norenchal (XVIII secolo), l'alabastro 'La Vergine e il Bambino (XIV secolo), e una splendida collezione delle arti dell'Islam.

Arte grafica: migliaia di opere tra stampe e disegni. Di particolare interesse troviamo per esempio opere di artisti come Filippino Lippi, Parmigianino, Fra Bartolomeo, Leonetto Cappiello, Poussin, Lorrain, Le Brun, Boucher, Ingres, Géricault, Delacroix, Corot, Daumier, Courbet, Redon, de Chavannes, Rodin, Degas, Matisse, Dufy, Léger e anche Albrecht Dürer.

Medagliere e monete: la collezione di medaglie del Museo delle Belle Arti di Lione è una delle maggiori in Francia, seconda dopo quella esposta alla Bibliothèque nationale de France (BnF) di Parigi.

**Si consiglia: anche un buon caffè (se non un pasto leggero) alla caffetteria-ristorante alla Les Terrasses Saint Pierre, con 120 posti a sedere nel periodo estivo (circa 70 durante il periodo invernale).

Direzioni:

Musée des Beaux-Arts de Lyon

20 place des Terreaux

69001 Lyon

(Ingresso delle mostre : 16 rue Edouard Herriot)

 

Accesso: a pagamento

Orario di apertura: lunedì, mercoledì, giovedì, sabato 10:00-18:0018, venerdì 10:30-18:00

Come arrivare: in metro (linee A e C, fermata stazione 'Hôtel de ville - Louis Pradel'), in bus (linee 1, 3, 6, 13, 18, 19, 44), in auto (parcheggio Terreaux, 'Hôtel de Ville - Louis Pradel'), in treno (Stazioni ferroviarie di Part-Dieu e Perrache), in bici (si vedano i punti Vélov 1001, 1020, 1021, 1005 mappa sito ufficiale Vélov).

 

 

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