STORIA DI MADRID

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STORIA DI MADRID

 

Nel XV secolo, dopo diversi conflitti interni alla corona spagnola, relativi alle successioni al trono, il re Felipe II fece di Madrid la capitale del suo regno. Quest'ultimo fu un secolo particolarmente florido per la Spagna e la corona spagnola, tanto da essere conosciuto nella storia come il ‘Siglo de Oro’ (il Secolo d’Oro): notevole lo sviluppo culturale, con le arti e la letteratura rappresentata da artisti come il Ribera, El Greco e Velázquez, o ancora Tirso de Molina e Santa Teresa de Jesus, solo per citarne alcuni; da un punto di vista architettonico si assistete all’edificazione di importanti monumenti come il Monastero Reale di El Escorial.

 

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Lo sviluppo culturale fu accompagnato anche da un ovvio sviluppo economico, ma dalla stagnazione demografica e sociale, tanto che la popolazione diveniva sempre più povera e il divario tra il nobile e il popolo sempre più marcato.  La questione sociale rimase invariata anche nei secoli successivi tanto da divenire di difficile controllo dal parte del regno. Nel 1706, Felipe V della casata dei Borboni, ebbe la visione di portare Madrid al rango delle grandi città reali europee attraverso l’edificazione di nuovi edifici come il Palazzo Reale e l’Aranjuez; ma fu solo con Carlos III, benvoluto dal popolo madrileno, che la città raggiunse una propria posizione nel panorama dell’Europa imperiale.

Agli inizi del XIX secolo, il suo successore Carlos IV, non ebbe gli stessi fortunati emeriti, tanto che dovette combattere contro il popolo in rivolta nei disordini di Aranjuez. Tali disordini furono inoltre guidati dal Principe Fernando VII che, a tradimento, costrinse il padre Re ad abdicare a suo favore. In breve il nuovo governo del nuovo Re venne quindi assoggettato al volere delle truppe Napoleoniche, che tuttavia caddero sotto la potente ribellione del popolo madrileno; nel 1814, dopo la Guerra d’Indipendenza spagnola, Fernando VII riprese infine possesso del suo trono, riconoscendo, con non poche difficoltà, la nuova Costituzione liberale.

Nella seconda metà del XIX secolo, la regina Isabella II venne spodestata dal trono con l’ennesima rivoluzione popolare, a cui seguì la prima Repubblica della Spagna, che tuttavia non ebbe lunga vita vista la sua soppressione nei due anni successivi con la proclamazione a Re di Alfonso XII. La perdita delle lontane colonie spagnole confermarono l’indebolimento della casata reale, mentre la sempre crescente questione sociale portò nuovi malesseri tra le secolari differenze di classe; il tutto portò a nuove tendenze culturali e politiche come quelle marxiste. Il passo ad una nuova nuova rivoluzione sociale e alla dittatura fu breve. Durante il 1936 e il 1939, Madrid fu uno dei luoghi maggiormente colpiti dalla Guerra Civile spagnola, fu pertanto facile porre le speranza di risoluzione ai problemi del dopo guerra nelle mani di coloro che promettevano lo sviluppo sociale ed economico. Sotto i primi anni della dittatura del Generale Franco, Madrid fu testimone di un forte incremento demografico, causato dallo sfollamento delle vicine zone agricole verso la nuova industrializzazione della capitale. Alla morte del generale Franco nel 1975, Madrid ritrovò la figura simbolica di Juan Carlos I come nuovo monarca della Spagna, mentre con le prime elezioni parlamentari avvenute nel 1979 la città divenne testimone di una nuova Era costituzionale e democratica, oggi emblema della crescita economica e sociale della Spagna intera.

 

 

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