CORONAVIRUS

3 Farmaci allo studio

Sei qui: Articoli informagiovani > > Speciale Coronavirus >

CORONAVIRUS: 3 farmaci allo studio e una speranza

Articolo di Archivio del Marzo 2020. Da allora le cose sono molto cambiate e sono arrivati i vaccini e nuovi e sperimentati farmaci.

In attesa che venga prodotto un vaccino efficace contro il COVID-19, tutti gli esperti concordano sul fatto che ci vorrà almeno un anno (ma dipenderà da come si evolverà la situazione). Si spera che questa tempistica si possa accelerare, visto lo scoppio della pandemia mondiale certificata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità l'11 Marzo 2020. Ma intanto, tra le cattive notizie date dal diffondersi del virus e dalle sue conseguenza, una piccola speranza viene dagli studi su un possibile farmaco che stanno avvenendo in tutto il mondo, e in particolare nel nostro paese, il secondo più colpito dopo la Cina e non solo...

Gli scienziati stanno rapidamente svelato i segreti del nuovo Coronavirus. Quando nel 2002 è emersa la SARS, i ricercatori hanno impiegato circa cinque mesi per ottenere un quadro completo della composizione genetica o del genoma del virus. Nel caso del Coronavirus dopo i primi casi segnalati nello Wuhan il 31 dicembre 2019, già entro il 10 gennaio, il genoma completo del nuovo virus era disponibile ai ricercatori di tutto il mondo in database pubblici che stanno lavorando scambiandosi informazioni ora per ora come mai era accaduto prima.

Ieri 12 marzo, il quotidiano la Nazione, tra gli altri, titolava che forse ci salverà un farmaco contro l'artrite. Di cosa si tratta? L'articolo a cura di Nino Femiani, specifica che non ci dobbiamo fare facili illusioni, ma che una cosa sarebbe certa: il paziente in terapia intensiva, che era stato trattato con il tocilizumab, un farmaco anti reumatoide, oggi sarà estubato, cioè ha ricominciato a respirare da solo.

Il medicinale è usato in via sperimentale all'ospedale Cotugno di Napoli per curare il deficit respiratorio provocato dal Coronavirus. Questo tipo di approccio è stato già sperimentato dai ricercatori cinesi dove si erano ottenuti buoni risultati. La notizia dell'uso di questo medicinale era stato riportato anche dall'agenzia Reuters il 3 marzo 2020.

Il Fatto quotidiano riporta le dichiarazioni odierne (13 marzo) di Vincenzo Montesarchio  direttore dell'Unità di Oncologia dell’ospedale dei Colli di Napoli che dice che abbiamo "Abbiamo davanti giorni, non mesi" per l'uso esteso di questo farmaco.

Il farmaco è stato testato nell'ospedale napoletano su pazienti in grave crisi respiratoria e ora i risultati fanno ben sperare. Il grande auspicio è che con questo farmaco si possano ridurre gli accessi alla terapia intensiva, rendendo il sistema sanitario molto più in grado di vincere la battaglia in corso contro l'epidemia da Coronavirus.

Ma come funzionerebbe il farmaco?

Il  tocilizumab è un inibitore dell'interleuchina-6 che serve a ridurre la cosiddetta tempesta di citochine, una reazione auto immune che è potenzialmente fatale al paziente poiché provoca complicazioni respiratorie. Viene usato usato per il trattamento dell'artrite reumatoide, una malattia autoimmune. La sua funzione è infatti quella di immunosopressore, cioè interviene contro una risposta eccessiva del sistema immunitario.


Benché il protocollo con questo medicinale sia ancora in una fase sperimentale, si stanno estendendo sperimentazioni ad altri ospedali italiani (la pratica è stata estesa ai reparti dì terapia intensiva di Milano, Bergamo e Fano) in modo da avere dei risultati significativi. Al contempo sì stanno definendo le procedure per il riconoscimento del protocollo da parte dell'Aifa, l'agenzia italiana del farmaco perché finora si era utilizzato il farmaco anti-artrite come ultima spiaggia, su pazienti in fin di vita sui quali non si poteva fare molto altro. È un medicinale molto costoso e che può essere somministrato solo in ospedale ma, per il momento, non sembrerebbero esistere problemi legati al suo reperimento. In 24-48 ore la terapia, spiega l'oncologo Paolo Ascierto, ha evidenziato ottimi risultati e su 21 pazienti, 20 sono decisamente migliorati.

Secondo un articolo uscito sul quotidiano la Repubblica a firma Maria Teresa Bradascio, l'azienda che produce il farmaco tocilizumab, la Roche, ha inviato una lettera al ministero della Salute  e a tutti i Presidenti delle Regioni per rifornire gratuitamente gli ospedali che ne faranno richiesta per rifornire i casi più gravi.

Il caldo aiuta a sconfiggere l'epidemia?

Secondo il professor Guido Silvestri, ordinario di Patologia Generale alla Emory University di Atlanta, e co-promotore del Patto trasversale per la scienza insieme al virologo Roberto Burioni, il caldo potrebbe venire incontro alla lotta contro il virus. L'11 marzo durante un suo intervento dal vivo su Facebook ha commentato:

"Il fattore climatico è una cosa su cui speriamo molto. Non per ragioni scaramantiche, non perché vogliamo fare degli scongiuri, la mia professoressa del liceo ci richiamava ai gesti apotropaici. In realtà è seriamente possibile che una temperatura più alta freni la diffusione più alta del virus. Ci sono una serie di cose che stanno andando in quella direzione. Ad esempio, la difficoltà che sembra avere il virus ad andare sotto una certa latitudine o raggiungere zone con temperature più alta. Con l’arrivo della bella stagione vedremo, anche se al momento è solo speculazione".

I dati che fanno ben sperare sono il fatto certo che da Wuahn, sede del primo epicentro dell'epidemia da Coronavirus, alla Corea del Sud, all'Iran, fino all'Italia e al resto dell'Europa, ci troviamo in zone dove la temperatura è invernale. In più le del tipo Corona, come il Covid-19, in passato si sono sviluppate sempre meglio a temperature basse.

Altri fatti che potrebbero andare in contro a questa speranza sono i relativi pochi casi di infezione nei paesi asiatici a clima subtropicale (con temperature che superano i 30 e volte i 35 gradi), nonostante la presenza di una forte comunità cinese, di turisti cinesi e uomini d'affari cinesi. In Thailandia al 13 marzo i positivi al Coronavirus sono 75  (su 70 milioni di abitanti). A Singapore, dove i cinesi costituiscono il 74,2% i positivi sono 200 (su 5,5 milioni di abitanti). L'Indonesia, colosso con 270 milioni di abitanti, ha 69 casi.

Altri possibili farmaci allo studio?

Lo stesso professor Guido Silvestri, ha elencato tre farmaci che costituiscono una speranza per la scienza, includendo il Tocilizumab, a cui abbiamo già accennato e aggiungendo il Remdesivir e il Favilavir.

Il primo è il REMDESIVIR, un farmaco antivirale della società farmaceutica Gilead, usato in precedenza contro l'Ebola,  che sembra dare delle risposte positive nella cura del Covid-19  (oltre che in modelli animali di SARS e MERS). Il farmaco viene dato in casi di sintomi polmonari e sotto attenta guida medica. Test clinici con il Remdesivir sono stati eseguiti o sono in varie parti del mondo, comprese la Cina, gli Stati Uniti e l'Italia: i risultati dovrebbero essere disponibili nelle prossime settimane. Potete trovare uno articolo approfondito sul Remdesivir sul sito della Televisione Bavarese (appena possibile metteremo anche referenze in italiano).

Il secondo è il Favilavir, lo stesso farmaco che è stato il primo farmaco approvato dalla National Medical Products Administration of China. Si tratta di un antivirale che ha mostrato una buona efficacia con minimi effetti collaterali.

Clorochina

In diversi studi scientifici in giro per il mondo viene citata come possibile contro il Covid-19 anche la clorochina. Si tratta di un farmaco ampiamente utilizzato per la malaria e le malattie autoimmuni, recentemente descritto come un potenziale farmaco antivirale ad ampio spettro. Oltre alla sua attività antivirale, la clorochina ha un'attività immunomodulante che potrebbe migliorare l'attività antivirale. La clorochina è un farmaco economico e sicuro che viene ingerito in compresse. Gli studi dei prossimi giorni e delle prossime settimane diranno se è  anche essere clinicamente applicabile contro il Coronavirus. (aggiornato al 12/03/2020).

Farmaci antivirali usati per combattere l'HIV contro il Coronavirus?

Il giornale statunitense, New York Post pubblica un articolo dove si contempla la possibilità di utilizzare contro il COVID-19 gli antivirali che si usano per combattere l'HIV.  Gli esperti dicono che sono necessari molti più test, usando molta cautela sulle speranze suscitate da qualche notizia circa l'uso di questi farmaci. I medici in Cina, Tailandia e Giappone dicono di aver usato i farmaci anti-HIV lopinavir e ritonavir - a volte in combinazione con altri farmaci - in una manciata di casi di coronavirus, dove i pazienti sono riusciti a guarire. Secondo l'articolo del New York Post (vedere il link), James Cai, primo caso di Coronavirus in New Jersay, sarebbe morto se i suoi medici dell'Hackensack Medical Center non avessero contattato gli esperti cinesi sul modo migliore per sconfiggere il virus. Vedere anche l'articolo sul sito di medicina americano Medpage.

(aggiornato al 13/03/2020).

Quando sarà pronto un vaccino contro il COVID-19?

Una buona notizia arriva dalla ricerca mondiale, ma anche italiana, che sta lavorando in mondo incessante per la messa a punto di un vaccino da fare uscire al più presto. Ne ha parlato tra gli altri il quotidiano Il Messagero, citando in Italia la Irbm, società attiva nel settore della scienza biomedicale con sede a Pomezia (250 scienziati dell’Irbm Science Park), alle porte di Roma. L’amministratore delegato, Pietro Di Lorenzo ha già vinto battaglie analoghe: nei suoi laboratori è stato testato il vaccino per l'Ebola. La Irbm entro maggio farà partire la sperimentazione su cavie ed entro giugno farà partire la sperimentazione sull'uomo di un nuovo vaccino. Di Lorenzo spiega al Messaggero "Se la pandemia, dichiarata tale dall’Oms, diventa ancora più pericolosa penso che questi termini canonici saranno oggetto di una attenta riflessione da parte delle Autorità regolatorie che potrebbero anche decidere di accorciare o addirittura annullare alcuni passaggi autorizzando subito la fase di produzione su vasta scala."

Articolo in aggiornamento
 

Vedi anche:

 

Speciale Coronavirus

Coronavirus - Le linee guida dell'Organizzazione Mondiale della Sanità

CORONAVIRUS, più di 10 possibili buone notizie

101 cose da fare a casa al tempo del Coronavirus

101 frasi e aforismi contro la paura

Copyright © Informagiovani-italia.com. La riproduzione totale o parziale, in qualunque forma, su qualsiasi supporto e con qualunque mezzo è proibita senza autorizzazione scritta.

Se questa pagina ti è piaciuta e ti è stata utile a trovare qualche informazioni interessante e a farti risparmiare un po' di tempo, offrici un caffè (ma non ci offendiamo se ci offri una pizza :) ), così ci aiuterai ad andare avanti per quanto possiamo e a scrivere e offrire la prossima guida gratuitamente.:  Paypal

 

 

FacebookYoutubeScrivi a Informagiovani Italia