BATTERSEA POWER STATION

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Battersea Power Station  

Abbiamo parlato nelle scorse pagine della Tate Modern a Londra, l'immensa galleria di arte Moderna, gigante felice di Bankside. Parliamo adesso di un'altra storia, al momento sfortunata, quella di un secondo gigante di mattoni rossi, Battersea Power Station (vedi Mappa), non lontano dal Battersea Park. Quella che possiamo vedere oggi è solo lo scheletro di quella che fu la più grande centrale elettrica del suo tempo. La struttura è immensa (il più grande edificio d’Europa in laterizi) e in larga parte distrutta internamente.

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Battersea Power StationL’interno non è visitabile (occasionalmente vengono organizzate mostre nelle vicinanze); spettacolari inquadrature del dinosauro abbattuto sono registrabili dalla costa Nord del fiume Tamigi (stazioni di Pimlico, Chelsea Bridge), viaggiando sul treno da/per la stazione di Victoria, o camminandoci incontro da sud, dalla stazione di Vauxhall verso il Wandsworth Borough, il quartiere nel quale è situata. Il principale filo di collegamento fra le due centrali dismesse è il padre comune: anche Battersea, come Bankside, fu infatti progettata da Sir Giles Gilbert Scott, con interni e sculture art decò e una capienza sufficiente ad ospitare la cattedrale di St.Paul.

 

Nel 1939 il profilo della centrale di Battersea era differente da quello attuale: solo una metà, la centrale A, fu costruita in quegli anni, coi due pinnacoli bianchi delle ciminiere che salivano in corrispondenza delle estremità dell’edificio.

 

La seconda centrale, specchio della prima, fu annessa a quella precedente solo nel 1955, conferendo alla struttura la monumentale ma armonica sagoma che conserva oggi, tanto cara al popolo di Londra da essere votata, in un recente sondaggio, il secondo edificio più amato della città (nel sanno qualcosa i Pink Floyd, che l’hanno scelta come copertina per il loro album "Animals").

 

Ma quali sono le vicissitudini che hanno trascinato questo portentoso edificio verso le condizioni di degrado attuali? La sezione A fu chiusa nel 1975, dopo trentasei anni di servizio, seguita dalla centrale B nel 1983. Già nel 1980, però, l’edificio era stato classificato "Grade II Listed Building", ossia luogo di elevato interesse storico/artistico, un atto ufficiale che l’ha preservato dai molti susseguenti tentativi di abbattimento promossi da chi, invece di un opera d’arte industriale quale è, vedeva nella centrale solo l’inutile carcassa di un ecomostro. Nel 1984 ai londinesi fu promesso che la stazione sarebbe presto diventata l’involucro di un parco a tema, ma il progetto fallì per mancanza di fondi cinque anni più tardi, nel 1989.

 

Dal 1993 al 2006, la società Parkview International si fece promotrice di un piano imponente, finalizzato alla creazione di un centro commerciale con cinema e ristoranti all’intero dell’edificio, e due hotels, un teatro e strutture abitative nell’area adiacente. Il progetto era studiato per rivalutare l’intera area, con interventi previsti anche nell’adiacente stazione di Vauxhall, ma si è purtroppo protratto in lungaggini fino al novembre del 2006, quando fu annunciata l’acquisizione del lotto da parte di una nuova società, la Real Estate Opportunities.

Bankside Power Station e Battersea Power Station: due giganti dalle forme similari e impressionanti, custodi di storie quasi coincidenti, ma dalle conclusioni (almeno fino ad oggi) ben diverse. Mentre la prima, il gigante felice, ha trovato negli interventi di riqualificazione urbana messi in atto dal governo la sua salvezza e definitiva consacrazione, la seconda, deficitante della medesima fortuna, ancora aspetta che qualcuno si occupi del suo futuro, non senza il timore di una demolizione sempre dietro l’angolo.

 

Nel novembre 2006, Real Estate Opportunities ha annunciato l’avvio di un nuovo progetto di riqualificazione, affidato all’architetto uruguagio Rafael Vinoly; nel febbraio 2007 un’associazione no-profit locale, Battersea Power Station Company Ltd, ha proposto al governo di destinare l’edificio al nuovo Istituto per le Tecnologie Energetiche, impegnato nello studio e nello sviluppo di tecnologie per combattere i cambiamenti climatici. Sia che il primo o il secondo progetto vadano in porto, è importante che qualcosa finalmente si stia muovendo: i primi lavori su ciò che resta della centrale sono previsti per l’inizio del 2008, e il nuovo impulso urbanistico dato dalle Olimpiadi del 2012, proprio come la nascita del nuovo millennio fu per la sorella di Bankside, potrebbe costituire un elemento fondamentale perché i programmi non vengano disattesi. In trepidante attesa, dalle arcate sospese del Chelsea Bridge, stiamo a guardare.

 

Le ultime notizie sono del luglio 2012. La ex centrale termoelettrica è infatti passata sotto il controllo di un consorzio malese per 400 milioni di sterline e  ne investirà 8 miliardi per trasformarla in un complesso residenziale e commerciale nell'arco di 15 anni di lavori.

 

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