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CORONAVIRUS: Utrecht, trovata possibile
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Articolo di Archivio del Marzo 2020. Da allora le cose sono molto
cambiate e sono arrivati i vaccini e nuovi e sperimentati farmaci.
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Conta 10 premi Nobel l'Università di
Utrecht (Paesi Bassi), importante centro di studi da dove, insieme ad altri ricercatori olandesi, si è arrivati ad una possibile potenziale cura contro il Coronavirus Covid19. La scoperta porta il nome dell'anticorpo "47D11",
come viene chiamato dai ricercatori, il quale
impedirebbe al Coronavirus di portare avanti
l'infezione.
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Lo studio è un primo vero passo verso un possibile farmaco specializzato nell'aggredire il nuovo Coronavirus. Senza suscitare false aspettative, si tratta di una prima promettente cura. Secondo quanto specificato dagli istituti di ricerca, ci vorrà comunque
un po' tempo prima che il farmaco sia disponibile in quanto deve affrontare la lunga serie di dovute sperimentazioni.
I risultati della ricerca sono stati pubblicati sul sito BioRxiv dal gruppo dell'Università olandese di Utrecht guidato da Chunyan Wang e colleghi e messi a disposizione della comunità scientifica internazionale (qui in link il documento intero in lingua inglese:
Studi di ricerca anticorpo monoclonale SARS-CoV2).
Quelli che arrivano dai ricercatori olandesi sono i primi passi compiuti dalla comunità scientifica internazionale contro il Covid19, studi che vanno ad aggiungersi a diversi altri portati avanti in tutto il mondo, inclusi quelli provenienti dalla Cina e anche dall'Italia: arriva da Napoli e dalle sperimentazioni iniziate nell'ospedale Cotugno e portate avanti dalla collaborazione tra l'Azienda Ospedaliera dei Colli e Istituto Nazionale Tumori Irccs Fondazione Pascale, la possibilità di bloccare l'infiammazione provocata da Covid19 tramite il farmaco anti-artrite Tocilizumab (leggi anche
Coronavirus, 3 farmaci allo studio e una
speranza).
Viene specificato come il "47D11" sia un anticorpo monoclonale capace di bloccare l'infezione sia del SARS-CoV, che potenzialmente anche del Covid19 per l'appunto. I ricercatori dell'Università di Utrecht, insieme ai colleghi ricercatori dell'Università Erasmus MC di Rotterdam (Erasmus University Medical Center) e della società biotecnologica Harbour BioMed, hanno sviluppato un anticorpo umano che sarebbe in grado di inibire il nuovo Coronavirus (SARS-CoV-2). Viene specificato che “gli anticorpi monoclonali che colpiscono i siti vulnerabili sulle proteine della superficie virale sono riconosciuti come una classe promettente di farmaci contro le malattie infettive e hanno mostrato efficacia terapeutica per un numero di virus. In particolare, è stato scoperto che l'anticorpo 47D11 inibisce potentemente l'infezione da Covid19.
I ricercatori spiegano che l'uso di anticorpi è uno dei possibili metodi di trattamento che si sta studiando contro il COVID19. Secondo quanto riferito dal dipartimento di virologia di Erasmusmc:
"Quando qualcuno è infetto e si ammala, il corpo inizia una reazione di difesa, in cui vengono prodotti gli anticorpi. Questo succede solo dopo una o due settimane. Potendo quindi produrre tali anticorpi in laboratorio, questi potrebbero essere somministrati anticipatamente e quindi aiutare il corpo a superare l'infezione". Lo studio di ricerca conclude che l'anticorpo 47D11 sarà utile per lo sviluppo di test di rilevazione dell'antigene e test sierologici mirati alla SARS-CoV-2 (altro nome scientifico del nuovo Coronavirus Covid19) e che quindi gli anticorpi neutralizzanti possono alterare il decorso dell'infezione nell'ospite infetto o proteggere un ospite non infetto all'esposizione del virus.
La ricerca è parte di uno studio non riferibile esclusivamente al Coronavirus Covid19, in quanto si tratta di un metodo studiato per le più importanti malattie come indicate dalla OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità).
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