Edgard Wallace

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Edgard Wallace - Biografia e opere

 

Oltre che l'autore più letto al mondo durante la sua epoca, Edgar Wallace fu anche rivenditore di giornali, medico, poeta, corrispondente di guerra, giornalista, drammaturgo, amante dell’ippica e proprietario di un cavallo da corsa, quindi regista, candidato parlamentare e sceneggiatore… in poche parole un uomo dalle molte risorse. Scrittore di letteratura gialla e in particolare maestro del poliziesco, è l'autore di oltre 175 romanzi e 24 opere teatrali. Nella prima metà del 1900 era molto più apprezzato di Conan Doyle e Agata Christie, suoi contemporanei. Il suo libro,  I quattro giusti, è considerato il primo romanzo prototipo degli odierni thriller. La sua scrittura cattura subito il lettore,  una scrittura svelta, poco manierata, agile e efficace.

Ecco i punti salienti della sua vita. Nacque a Greenwich, sobborgo di Londra, il 1 aprile 1875, fu affidato dalla madre a una famiglia e lasciò la scuola all'età di 12 anni. Lasciò la casa dei genitori adottivi a 15 anni e si arruolò a 18 anni nell'esercito. Fece molti lavori e lasciò Londra per il Sudafrica, cominciando a scrivere thriller per vivere. Scrivere gli veniva facile e serviva a pagare i debiti accumulati. Fu uno scrittore molto prolifico, arrivando a produrre talmente tanti racconti, da non scriverne più, ma dettandoli alla segretaria (e facendoli trascriver alla segretaria). Nel 1921 firmò con la case editrice Hodder e Stoughton e divenne un autore di fama internazionale. Dopo aver tentato di candidarsi come deputato liberale a Blackpool nel 1931, Wallace si trasferì a Hollywood, dove iniziò la sua carriera di sceneggiatore. È noto oltre che per i tantissimi gialli, per la co-sceneggiatura di "King Kong" e fu una sua idea quella di dare all'enorme gorilla tratti umani. Tra i polizieschi i più famosi sono quelli della serie del detective JG Reeder, che risolve i casi ragionando come un criminale, e di Green Archer,  il giustiziere, da cui sono state tratte diverse serie tv. Più di 160 delle sue opere sono state trasformate in film. Ebbe due mogli e 5 figli, due dei quali seguirono le orme del padre nel campo della scrittura.

Oggi, la sua figura è stata quasi persa di vista. Quando si passa accanto, di tutta fretta, lungo la Fleet Street a Londra, all’angolo con Ludgate Circus, in pochi notano la targa a lui dedicata, che lo ricorda con tanto apprezzamento. Sicuramente, i suoi contemporanei, come Conan Doyle e Agata Christie, sono molto più famosi di lui. Ci piace presentarvelo e ridare all'autore l'attenzione che merita.

Wallace era il figlio di due giovani teatranti. La madre era Mary Jane Blair (nota come Polly Richards), una giovane vedova (suo marito era capitano di una nave mercantile, morto in mare nel 1868), originaria di Liverpool e di famiglia cattolica irlandese. Il padre era Richard Edgar Marriott (o Walter Wallace, come scritto nel certificato di nascita), già sposato e padre di tre figli. La madre di Wallace non potendo accudire il figlio, lo affidò per cinque scellini alla settimana al signor Freeman, pescivendolo di Billingsgate, e alla moglie, che già avevano altri dieci bambini. Fu un affidamento fortunato, l'infanzia di Wallace fu piuttosto felice e un ruolo importante ebbe la sorellastra Clara, che si prese cura di lui in modo amorevole. Quando la madre naturale non poté più pagare per le cure di Edgar, i Freeman lo adottarono.

Wallace rimase fino all’età di 15 anni con la famiglia Freeman, ricevendo una buona educazione. Andava a scuola nel quartiere di Peckham, nel sud-est di Londra, dandosi da fare per guadagnare qualche soldo come rivenditore di giornali, proprio a Ludgate Circus, nella odierno centro finanziario della capitale inglese, la City di Londra. Svolse anche altri lavoretti, come il fattorino del latte, il commesso in un negozio di scarpe e l’aiuto stampa. Fin da giovane fu attratto dalle corse dei cavalli e gli piaceva scommettere. A 15 anni andò a lavorare su un peschereccio, un lavoro che odiava e che infatti lasciò, non prima di aver rubato un paio di stivali per rientrare a Londra, percorrendo ben oltre 143 miglia a piedi.

Si fidanzò con una ragazza del vicino quartiere di Deptford, la giovane Edith Anstree, che lasciò presto per arruolarsi, poco più che diciottenne, nel 1896, nel reggimento del Royal West Kent, servendo l'esercito anche come aiuto medico in Sudafrica alla vigilia della guerra boera. Durante questa esperienza, scrisse delle poesie, ispirate ad uno scrittore suo contemporaneo, che ammirava ed aveva incontrato a Cape Town nel 1898, Rudyard Kipling (già noto all'epoca per romanzi come Il libro della giungla, Kim o Capitani coraggiosi).

In Africa, quando aveva 21 anni, durante la seconda guerra boera, uscì dall'esercito e divenne corrispondente di guerra per la Reuters e per il Daily Mail. Fece un grande scoop, annunciando la firma del trattato di pace, 24 ore prima dell'annuncio ufficiale. Questo comportamento fu condannato e considerato come una violazione della deontologia della professione di giornalista e gli fu tolto l'incarico di corrispondente di guerra. Nel frattempo, pubblicò una sua collezione di ballate, La missione fallita!

Nel 1900, ancora in Sudafrica, sposò la giovane Ivy Mauded Caldecott (un'avida lettrice dei suoi lavori) con molte difficoltà, considerato che i genitori di lei si opposero fortemente al matrimonio. Ebbe con Ivy la prima figlia, Eleanor ma nel 1903 la bambina morì a causa della meningite a soli 2 anni. Wallace smise di lavorare e fece rientro a Londra con la moglie, che voleva allontanarsi dal Sudafrica, e in grossi guai finanziari. I suoi resoconti dalle zone di guerra continuarono anche dopo il rientro nel Regno Unito, dove iniziò a lavorare per il giornale The Mail, scrivendo – nel tentativo di guadagnare velocemente un po' di soldi – anche racconti di genere poliziesco.

Nel 1903 accadde un fatto sconvolgente per lui,  si rifece viva la madre naturale, Polly, malata e ridotta in povertà. Il riavvicinamento, motivato dalla speranza di ottenere da Wallace un aiuto economico, fece avere a Polly qualche soldo ma non avvenne nessuna riconciliazione. Polly fu scaccaiata da casa e morì pochissimo dopo. La moglie Ivy, venuta a conoscenza della cacciata dalla madre Polly, condannò il comportamento di Wallace e lo indusse a riconsiderare la situazione, purtroppo nel frattempo Polly era già morta. Questo episodio. il rimorso per quanto fatto, resterà fortemente inciso nella mente di Wallace.

Nel 1904 nacque il figlio Bryan; anch’egli diventerà uno scrittore di discreto successo. Divenne inoltre diretto testimone, come corrispondente, della guerra russo-giapponese (1904-05), durante la quale apprese informazioni riservate da spie e diplomatici che gli furono d'ispirazione per i suoi romanzi.  Tornò in Gran Bretagna con già in testa l'idea di I quattro giusti (1905).

Il lavoro come giornalista andò incontro ad altri problemi, per la segnalazione di alcune inesattezze nei suoi scritti e per accuse di diffamazione e così Wallace venne licenziato, non prima di essersi recato in Congo, e aver riferito delle atrocità commesse contro i congolesi dal governo di re Leopoldo II del Belgio e dalle compagnie di gomma belghe. In Congo all'epoca furono uccisi circa 15 milioni di congolesi. I suoi articoli sul Congo trovarono molta opposizione e finirono spesso per non essere pubblicati per il contenuto scottante e "politicamente scorretto".

Fu nel 1905 che Wallace comprese appieno che i gialli potevano essere la via d'uscita ai suoi problemi economici. Il primo vero successo letterario arrivò nello stesso anno, 1905, con il romanzo I quattro giusti, che riuscì a pubblicare con una sua propria casa editrice, la Tallis Press. Questo romanzo è considerato il prototipo degli odierni thriller. Purtroppo anche se il romanzo andò bene Wallace non seppe monetizzare e non risolse i suoi problemi economici.

Venne assunto dalla rivista Weekly Tale-Teller. Da allora, per 27 anni, scrisse centinaia di opere di successo (175 romanzi, 15 opere teatrali e innumerevoli articoli e bozzetti recensiti positivamente in diversi giornali).

Nel 1908 nacque la figlia Patricia, la moglie Ivy nel frattempo era riuscita a conoscere la situazione finanziaria familiare precaria e il loro matrimonio si stava lentamente distruggendo. Ancora una volta Edgar trovò una nuova opportunità lavorativa, ricevendo l'incarico da una rivista minore di scrivere una serie di romanzi aventi lo stesso protagonista. Nacque così nel 1909 il personaggio di Sanders, il crudele governatore di una colonia in Africa, che non esitava ad utilizzare la forza bruta per imporre il dominio britannico.

Il secondo importante successo arrivò nel 1911, con Il Grande fiumeSanders of the River (1911), che narrava le avventure africane e affrontava tematiche come l'ideologia imperialista vittoriana britannica dell'epoca. Durante la Prima guerra mondiale, Wallace divenne ufficiale speciale per l'ufficio di guerra.

Il periodo dal 1908 al 1932 fu il più prolifico della sua vita: scrisse tra i tanti, L’oro di Satana – Angel Esquire (1908), Il duca dei sobborghi – The duke in the Suburbs (1909), I vampiri della borsa – The Nine Bears (1910), La dama grigia – Private Selby (1912), Il quarto flagello – The fourth Plague (1913), L’uomo che comprò Londra – The man who bought London (1915), I falsari – the debt discarged (1916), La dimora segreta – the Secret house (1917), Il mistero della candela ritorta – The clue of the twisted candle (1918), La regina dei ladri – Kate plus ten (1919), Il libro del dominio – The Book of all Power (1921), L’angelo del terrore – The Angel of Terror (1922), Il cerchio rosso - The Crimson Circle (1922), La valle degli spiriti – The valley of ghosts (1922), Il mistero Walton – The missing Million (1923), L’arciere fantasma / verde – The green archer (1923), Il signor Reeder investigatore  - Room 13 (1924), Il mistero delle tre querce – The Three Oak mistery (1924), Il pugnale di vetro A King of Night (1925), L’Abate nero – The Black Abbot (1926), La squadra volante - The Flying Squad (1928) e Paura - The Terror (1930) e tanti tantissimi altri.

Il suo ultimo lavoro fu la sceneggiatura di King Kong, poco prima della sua morte. Wallace è stato co-sceneggiatore di questo capolavoro in cui all'enorme e feroce gorilla viene attribuita a personalità umana. Quest'idea del mostro feroce, che in realtà nasconde tratti umani, è stata (è) un pilastro della letteratura di genere fantasy-horror-thriller. Il film King Kong ebbe la regia di Merian C. Cooper e Ernest B. Schoedsack, (1933).

Wallace perse durante la sua vita molti soldi nelle corse di cavalli e nel gioco d'azzardo, e nonostante il suo successo, spese ingenti somme tenendo uno stile di vita stravagante che non poteva permettersi.

Dopo aver divorziato dalla prima moglie, Ivy, nel 1918, sposò nel 1921 la sua fedele segretaria, Violet King, di ventitré anni più giovane di lui. Ebbe da lei una figlia, Margaret Penelope June (nota come Penny Wallace), anch’essa scrittrice, che portò molta felicità allo scrittore e rafforzò il matrimonio.

Nel 1923, Edgar Wallace divenne il primo giornalista sportivo radiofonico britannico, quando pubblicò un rapporto su The Derby per la BBC. Nel privato, continuava ad essere un forte fumatore (pare 80 sigarette al giorno) e un avido bevitore di the, che prendeva abbondantemente zuccherato e diluito con il latte. Lavorava tantissimo, sempre seduto alla sua disordinata scrivania, sin dal mattino presto, dormiva solo poche ore per notte, teneva spesso gli abiti della notte. Aveva accumulato diversi debiti durante gli anni in Sudafrica, e tali debiti continuarono a perseguitarlo per tutta la vita, nonostante i suoi alti guadagni professionali.

Nel 1926 pubblicò un articolo controverso nel Daily Mail, sulla pedofilia e il mondo dello spettacolo. Ancora una volta Wallace denunciava una realtà sommersa e spietata, portando alla luce il marcio, incontrando per questo la disapprovazione di diversi colleghi e persone potenti. Sempre nel 1926 morì Ivy, la prima moglie, assistita dal figlio Bryan. Fu un duro colpo anche per Wallace che, ironia della sorte, iniziò a navigare in acque finanziarie migliori dal 1926 in poi, grazie ai lavori come commediografo, piuttosto che come romanziere.

Negli anni ’30 divenne attivo nel Partito liberale britannico e si candidò nella sezione di Blackpool, ma non venne eletto; comprò il giornale Sunday News, in cui scrisse di pugno per qualche mese una colonna teatrale. Nel frattempo, viaggiò spesso in Svizzera, ma scelse Hollywood come sede preferita dal 1931. Qui, scrisse diverse sceneggiature e adattamenti per le maggiori case di produzione cinematografica, come la Gainsborough Pictures e la RKO. Quest'ultima gli assegnò la sceneggiatura di King Kong (1932). Nello stesso periodo gli fu diagnosticata il diabete, a cui si sovrappose una polmonite, queste condizioni lo condussero alla morte in poco tempo. Morì il 10 febbraio 1932, nella sua casa di Beverly Hills.

Le sue spoglia riposano nel cimitero di Little Marlow, nella località di Fern Lane, nel Buckinghamshire, in Inghilterra, poco lontano dalla sua casa di campagna. La giovane moglie, Violet, sopravvisse al marito 14 mesi. Morì improvvisamente nel mese di aprile 1933, a 33 anni, mentre la situazione finanziaria era sempre pesante.

La figlia avuta con Violet, Penelope, ha sposato George Halcrow nel 1955 e i due hanno continuato a seguire la tenuta di famiglia e hanno curato la gestione di patrimonio letterario del padre, creando nel 1969 la Edgar Wallace Society.

Wallace lasciò una vasta produzione letteraria, più di 160 film e diversi adattamenti radiofonici (oltre quelli cinematografici) furono realizzati sulla base del suo lavoro. Londra, lo ricorda in Fleet street e in molti altri luoghi: un pub porta il suo nome in Essex Street, una traversa della più grande via che da Trafalgar Square arriva fino ad Aldwich, lo Strand.

Per approfondire potete leggere l'articolo sui 10 tra i romanzi più conosciuti di Edgar Wallace.

 

 

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