La morte di Cristoforo Colombo

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La morte di Cristoforo Colombo

Cristoforo Colombo morì il 20 maggio 1506 all'età di 55 anni

 

Lo scopritore delle Americhe ha avuto un forte senso di un intervento divino nella sua vita, si sentiva in qualche modo un predestinato dal cielo. Quando aveva poco più di trentanni, quando la sua nave naufragò al largo del Portogallo, riuscendo a salvarsi aggrappandosi a un remo di legno e raggiungere la spiaggia intravedendo come salvezza e punto di riferimento le collina di Sintra, Cristoforo Colombo credette di essere stato personalmente salvato da Dio, e non sarebbero mancate altre occasioni più tardi, quando vide la mano di Dio nei suoi affari.

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Con il tempo aveva completato i suoi quattro grandi viaggi transatlantici, tra il 1492 e il 1504, si era identificato con il suo omonimo, San Cristoforo, che aveva portato il Cristo-bambino attraverso un ruscello in piena, nonostante il peso enorme (simbolico e spirituale) del bambino. In tante chiese l'esploratore vide e ammirò cicli di affreschi narravano la vita del santo patrono dei viaggiatori, dei pellegrini e dei viandanti impegnati in guadi fluviali (e che guado era l'oceano!). Senza contare le imponenti figure del santo affrescate o scolpite sulle facciate delle chiese, o le sagome (come ricorda Antonio Brilli) lignee con la sua effigie che venivano erette all'imbocco dei ponti o dei guadi, così che potessero essere segnalati a grandi distanze. Colombo ritenne che anche lui aveva lottato contro tutta l'acqua dello sterminato oceano sotto il pesante fardello di Cristo e dal 1501 in un crescendo mistico si firmava Christo Ferens ('Cristo portatore'). Si era anche a lungo dedicato a un piano per la riconquista di Gerusalemme e sperò ardentemente che Gerusalemme e il Monte Sion sarebbero un giorno state ricostruite da un cristiano proveniente dalla Spagna, che sperava sarebbe stato lui medesimo.

Quando Colombo tornò in Spagna nel 1504 dopo il suo ultimo viaggio aveva 53 anni ed era in cattive condizioni di salute. Aveva una forte infiammazione agli occhi che a volte gli aveva reso impossibile leggere e soffriva anche di gotta o artrite, ma ora si sospetta che fosse affetto anche da una patologia chiamata sindrome di Reiter, una infiammazione dolorosa, forse trasmessa per via sessuale alle articolazioni, agli occhi e agli organi genitali, generalmente causata da precedenti infiammazioni dei genitali o dagli organi intestinali. L'esploratore genovese andò a Siviglia e attese invano un appello a corte. I suoi protettori e finanziatori, re Ferdinando e la regina Isabella, i re cattolicissimi, aveva dubbi sulle sue condizione mentali e non avevano alcuna intenzione di dargli alcuna posizione ufficiale, e Isabella era in ogni caso solo a tre settimane di distanza dalla sua morte.

Colombo visse la maggior parte dei suoi ultimi diciotto mesi a Valladolid, benestante e curato dalla sua famiglia, ma in uno stato sempre più disturbato di mente e di incessante agitazione per il riconoscimento ufficiale, il denaro e le prerogative che gli erano stati promessi. Riuscì ad ottenere un breve incontro con il re a Segovia nel 1505, seguendo la corte a dorso di mulo, ma Ferdinando non si pronunciò e Colombo, che era principalmente rappresentato a corte da suo figlio maggiore Diego, un membro della guardia reale, lasciò perdere.

Il 20 maggio le condizioni del navigatore genovese peggiorano improvvisamente. I suoi figli Diego e Ferdinando, suo fratello che si chiamava anch'esso Diego e un paio di vecchi compagni erano al suo capezzale, quando un prete disse messa e il grande esploratore fu sentito dire che rimetteva il suo spirito nelle mani di Dio. Dopo il funerale di Valladolid, Colombo fu sepolto nella Certosa di Santa Maria de las Cuevas a Siviglia. Il corpo fu riesumato nel 1542 e portato a Santo Domingo, nei Caraibi, dove rimase fino a quando l'isola fu ceduta ai francesi nel 1790, quando fu di nuovo traslata a L'Avana, nell'isola di Cuba. Dopo la guerra ispano-americana del 1898 e la perdita  di Cuba da parte della Spagna, i resti di Colombo furono infine riportanti a Siviglia e sepolti nella nella Cattedrale. Colombo stesso non seppe mai di aver scoperto il Nuovo Mondo, né nessun altro lo seppe in quel periodo. Tutto quello che pensava di aver trovato era una parte periferica dell'Asia.

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