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Basilica di
San Lorenzo e Cappelle Medicee
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La Basilica di San
Lorenza è stata la chiesa di famiglia dei de' Medici, situata in quello che oggi
è il quartiere San Lorenzo, una zona che ha detta di
molti porta ancora i segni del carattere e genio di Cosimo
il Vecchio, a tanti secoli di distanza. Il cupolone della
grande chiesa potrebbe essere confuso con quello del Duomo,
di poco più grande: la Cappella dei Principi, come viene
chiamata, è alta quasi 60 metri e il suo diametro ottagonale
è di 28 metri e venne progettata da Matteo Nigetti e oggi
si presenta riccamente decorata in marmi e pietre preziose.
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A
Michelangelo si deve la struttura delle Tombe della
famiglia de' Medici e il progetto della Biblioteca Medicea
Laurenziana (1524), così come anche la Scalinata
che porta alla biblioteca, poi realizzata da Bartolomeo Ammannati.
All'interno sono presenti importanti opere pittoriche e scultoree,
tra le quali il Martirio di San Lorenzo del
Bronzino,
i monumenti scultorei delle Tombe medicee di
Michelangelo,
la Pala del Sacramento del Settignano, i Pergami e
il sarcofago della famiglia Martelli di Donatello,
la Tomba di Giovanni e Piero de' Medici del
Verrocchio,
la Pala d'altare della bottega del Ghirlandaio, l'Annunciazione di Filippo Lippi, lo
Sposalizio della Vergine di Rosso
Fiorentino e tanti altri. Si noterà anche la presenza di
tre organi, uno del 1502 del Vantaggini, uno del
1864 dei fratelli Serassi e uno del 1952 della ditta
Tamburini. All'interno della chiesa si visitino anche la
Sacrestia Vecchia e la Sacrestia Nuova, la prima
del Quattrocento, la seconda del Cinquecento. Nella Sacrestia
Nuova è custodita la tomba di Lorenzo de' Medici;
Cosimo
il Vecchio riposa invece di fronte all'altare maggiore, sotto
una lastra nel pavimento.
La chiesa attuale sorge sull'area dell'antica basilica
paleocristiana, già fuori le mura, consacrata nel 393 da
Sant'Ambrogio. Ampliata e ristrutturata in stile romanico,
venne interamente ricostruita a partire dal 1420. San Lorenzo è
il primo edificio religioso improntato alle nuove teorie
prospettiche rinascimentali; con la
Basilica di Santo Spirito costituisce una delle
più importanti realizzazioni architettoniche del Brunelleschi.
La nuova costruzione, anche per la necessità di utilizzare ai
fini di culto la chiesa preesistente, ebbe un periodo di
esecuzione molto lungo, tanto da costituire quasi un cantiere
sperimentale per il Brunelleschi e i suoi successori, primo dei
quali l'allievo Antonio Manetti.
Con l'impegno assunto da Cosimo il Vecchio de' Medici nel
1437 a proseguire a sue spese i lavori iniziati da suo padre
Giovanni di Bicci nel 1420 con la costruzione della
sagrestia sotto la condizione che il patronato della Cappella
Maggiore restasse a lui e ai suoi successori, la Basilica di
San Lorenzo divenne la chiesa dei Medici, testimone degli
eventi familiari e politici della più importante casata
fiorentina. L'impianto della nuova basilica, pur rifacendosi
a modelli preesistenti, presenta profonde innovazioni quale
l'introduzione delle cappelle lungo le navi minori con una
soluzione che sarà definita ulteriormente in Santo Spirito.
La veduta esterna, rialzata da un'ampia e agevole scalinata,
consente di apprezzare l'intero complesso nel quale si
evidenziano la rustica facciata incompiuta. Il fianco della
chiesa che degrada nelle navi superiori con la loggia
sovrastante la cupola della crociera.
L'interno è diviso in tre navate con copertura piana al centro
archi a tutto sesto su colonne con capitelli corinzi, gravati da
pulvini dal profilo classico. Arcate minori definiscono le
cappelle laterali soprelevate rispetto al piano della navata
centrale, creando nel complesso un particolare effetto
prospettico, accentuato dalla riduzione progressiva delle arcate
e dei vani e dalla soluzione inconsueta del soffitto a lacunari
bianchi con rosoni dorati.
I rilievi architettonici in pietra serena furono eseguiti nelle
botteghe di Antonio Rossellino e Pagno di Lapo
Portigiani. Desiderio da Settignano realizzò, attorno
al 1461, il ciborio, rimontato arbitrariamente in epoca moderna
sulla parete della navata destra. Tra gli elementi che lo
compongono spiccano il Bambino Gesù benedicente e il
rilievo con il Cristo in Pietà. Dal sesto decennio del
Quattrocento fino alla sua morte (1466) Donatello lavorò
con gli allevi Bertoldo di Giovanni e Bartolomeo
Belano ai bassorilievi in bronzo per i due pulpiti a foggia
di arche su colonne marmoree. Montati provvisoriamente nel 1515
in occasione della visita di papa Leone X, furono completati con
pannelli e figure in legno bronzato e collocati nella sede
attuale tra il 1616 e il 1637. I bassorilievi con Scene dello
passione di Cristo e il Martirio di San Lorenzo
costituiscono l'opera estrema e fondamentale nella quale
Donatello applica la tecnica del "non finito".
Nella Cappella Maggiore si trova il ricco altare con
pannelli figurati in pietre dure, eseguito nel 1787 da
Gaspare Maria Paoletti secondo la tradizione cinquecentesca
del commesso fiorentino, con il Crocifisso ligneo di
Baccia da Montelupo. Le tre grate in bronzo ai piedi dei
gradini dell'altare corrispondono alla tomba di Cosimo il
Vecchio posta nella cripta sottostante. Sull'altare della
Cappella Martelli, nella testata sinistra, si trova l'Annunciazione
con Storie di San Niccolò nella predella, eseguita da
Filippo Lippi, verso il 1440, per la cappella preesistente
alla ricostruzione brunelleschiana. Nella stessa cappella si
trova il bizzarro sarcofago marmoreo di Niccolò de' Medici
attribuito ad ambito donatelliano e realizzato a imitazione di
una grande cesta.
Nell'attigua navata sinistra si trova il grande affresco del
Bronzino con il Martirio di San Lorenzo (1565-1569). Dal
transetto si accede alla Sagrestia Vecchia, eseguita tra
il 1420 e il 1429, prima compiuta espressione della concezione
architettonica del Brunelleschi e tra le più importanti
realizzazioni del Rinascimento. È distinta nel nome dall'altra
Sagrestia eseguita successivamente da Michelangelo e
detta perciò Nuova.
A pianta quadrata, con piccola abside, anch'essa quadrata, ha la
forma di un cubo sormontato da una cupola emisferica. Per questo
ambiente Donatello eseguì tra il 1435 e il 1443, i quattro
bassorilievi in stucco policromo raffiguranti Storie di San
Giovanni Evangelista, inclusi nei pennacchi della cupola, i
quattro tondi con gli Evangelisti posti alla sommità dei
lunettoni e i bassorilievi centinati con i SS. Cosma e
Damiano, protettori della famiglia Medici, e i SS.
Lorenzo e Stefano. Appartengono a Donatello anche i battenti
bronzei suddivisi in venti riquadri dedicati agli Apostoli e ai
Martiri cristiani; su suo disegno furono inoltre eseguite le
transenne marmoree a traforo dell'abside e l'altare.
La porta bronzea di sinistra immette in un piccolo ricetto nel
quale si trova un lavabo in marmo, dalla complessa decorazione
vegetale e animale, ritenuto opera giovanile di Andrea del
Verrocchio il maestro di
Leonardo da Vinci. Sulla
parete di sinistra della sagrestia si trova la tomba di Piero
e Giovanni de' Medici, ideata ed eseguita dal Verrocchio tra
il 1469 e il 1472. Nell'arcata chiusa in modo originale con una
rete in bronzo a finte maglie di corda, è inserito il sarcofago
di porfido con zampe leonine e ricche di ornamenti in bronzo. Al
centro, sotto la tavola marmorea, si trova il sarcofago di
Giovanni Bicci de' Medici e Piccarda Bueri,
genitori di Cosimo il Vecchio, opera di Andrea
Cavalcanti, realizzata nel 1434.
Dall'interno della chiesa o direttamente dalla piazza a sinistra
della facciata, si accede al chiostro di stile brunelleschiano
eseguito da Antonio Manetti tra il 1457 e il 1462. Nella
loggia superiore si trova l'ingresso alla Biblioteca
Mediceo-Laurenziana di grande interesse sia per
l'architettura dovuta a Michelangelo, sia per la preziosa
raccolta di codici e manoscritti miniati, iniziata da Cosimo il
Vecchio e accresciuta da Lorenzo il Magnifico. Nel
vestibolo dall'aspetto solenne, scandito dal risalto delle
membrature in pietra serena sulle pareti bianche, si trova
l'estroso scalone a tre rampe eseguito dall'Ammannati su un
modello di Michelangelo.
La lunga sala rettangolare è di sobria architettura incentrata
sulla scansione delle alte lesene che includono in basso le
finestre rettangolari e in alto finestre cieche di forma
quadrata. Il pavimento a intarsio, in cotto bianco e rosso
eseguito da Santi Buglioni su disegno del Tribolo,
ripete gli scomparti del bellissimo soffitto ligneo finemente
intagliato da Battista del Tasso e Antonio Carota
su disegno dello stesso Michelangelo. Sui banchi con leggio
intagliati da Ciapino e Battista del Cinque sono esposti
alternativamente codici più importanti. Sulla destra si trova la
Tribuna d'Elci eretta da Pasquale Poccianti per
custodirvi il nucleo di incunaboli provenienti dalla donazione
del conte Angelo Maria Elci. Proseguendo dopo il salone
di Michelangelo ci sono altre cinque salette adibite
all'allestimento di mostre temporanee.
La Sagrestia Nuova e le Cappelle Medicee sono
collegate direttamente alla chiesa dalla porta che si apre nel
transetto. Si possono visitare dall'accesso esterno aperto sulla
vasta cripta buontalentiana della Cappella dei Principi,
alla quale si arriva attraverso i sotterranei della chiesa. La
sfarzosa architettura della cappella fu eseguita su disegno di
don Giovanni de' Medici, figlio naturale di Cosimo I
e vincitore di un concorso indetto nel 1602 da Ferdinando I.
I lavori, iniziati due anni dopo da Bernardo Buontalenti,
vennero proseguiti dopo la sua morte da Matteo Nigetti.
L'ambiente a pianta ottagonale, di ispirazione barocca contenuta
nella misura propria della tradizione artistica fiorentina, è
interamente rivestito di marmi di tonalità cupe e di pietre dure
lavorate in maniera raffinata dall'opificio granducale.
I sei grandiosi sarcofagi che si riferiscono ai granduchi
medicei sepolti nei sotterranei sono sormontati da edicole e
nicchie con le statue in bronzo dorato dei granduchi. La cupola
è affrescata con Storie bibliche di Pietro Benvenuti,
eseguite nel 1828. Dalla porta opposta all'ingresso si accede
alla Sagrestia Nuova, commissionata a Michelangelo dal cardinale
Giulio de' Medici e dal papa Leone X quale
mausoleo della loro famiglia. Con quest'opera, nella quale
raggiunse la perfetta integrazione tra architettura e scultura,
Michelangelo, che l'eseguì limitatamente alla struttura
architettonica, tra il 1521 e il 1524, esemplificava una nuova
concezione architettonica basata essenzialmente su valori
plastico-volumetrici.
L'ambiente ha pianta quadrata con pareti scandite da pilastri,
lesene e architravi aggettanti che inquadrano finte finestre con
timpano curvo e mensole a volute e, al centro, i monumenti
funerari di Lorenzo duca di Urbino e Giuliano duca di
Nemours raffigurati nelle statue poste nelle nicchie
soprastanti. Al di sotto, sui sarcofagi sormontati da un timpano
curvo e spezzato, giacciono le figure allegoriche del Crepuscolo
e dell'Aurora, del Giorno e della Notte. Ispirate
nell'iconografia alle antiche divinità fluviali e, nelle forme,
ai nudi michelangioleschi della
Cappella Sistina. Contro
la parete opposta all'altare, sopra un sarcofago a forma di
cassone, la semplice tomba di Lorenzo il Magnifico e del
fratello Giuliano, è il gruppo michelangiolesco della Madonna
col Bambino tra le statue dei SS. Cosmo e Damiano,
eseguite da Angelo Montorsoli e Raffaello da Montelupo.
Per l'approfondimento sulle cappelle medicee vedere l'articolo
dedicato:
Cappelle Medicee.
Basilica di San
Lorenzo
Piazza di San Lorenzo, 9, 50123 Firenze
Orari: aperto tutti i giorni tranne domenica dalle 10 alle 17
Tel: 055 216634
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