Basilica di Santa Maria Novella a Firenze

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Basilica di Santa Maria Novella a Firenze

La Basilica di Santa Maria Novella è un'altro dei simboli di Firenze conosciuti in tutto il mondo. Venne inizialmente edificata nel 1279 dai fratti domenicani e si caratterizza per una serie di chiostri presenti al suo interno. La facciata, completata da Leo Battista Alberti nel 1470, è semplicemente fantastica ed è considerata una delle opere più importanti del Rinascimento fiorentino.

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All'interno, i chiostri si riuniscono quasi a formare un museo a se, si ammirino infatti gli affreschi nel Cappellone degli Spagnoli su progetto di fra' Jacoppo Talenti e affrescato da Andrea Bonaiuti (1367), e chiamata 'degli spagnoli' in quanto utilizzata da Eleonora di Toledo (moglie di Cosimo I); la splendida Cappella Strozzi, con affreschi di Nardo di Cione e una vetrata molto bella disegnata da Filippino Lippi; la Trinità di Masaccio; la Cappella dei Bardi e il cimitero interno.

 

Breve storia della Basilica

 

Basilica di Santa Maria NovellaLa grande basilica domenicana eretta, insieme con l'annesso convento, tra la metà del XIII secolo e la metà del successivo, costituisce il più compiuto esempio di architettura gotica fiorentina, sul quale si innestò una vasta serie di interventi quattro-cinquecenteschi rappresentativi di tutta l'evoluzione artistica del Rinascimento toscano. La sua origine risale a una piccola chiesa dedicata alla Madonna, fuori del secondo cerchio delle mura di Firenze, tra i campi e le vigne, detta perciò Santa Maria delle Vigne e appartenente, come patronato, ai Canonici del Duomo. Nel 1221 fu concessa al Beato Giovanni da Salerno, il quale con i suoi confratelli vi continuò la sua missione di domenicano iniziata due anni prima. Lunga circa la metà della navata centrate attuale, la primitiva chiesa aveva come parete di fondo quella della odierna sagrestia. 

 

Basilica di Santa Maria NovellaIl 18 ottobre 1279 fu posta la prima pietra della nuova basilica dal cardinale fra Latino Malabranca, nipote di papa Niccolò III. I lavori furono diretti da due frati architetti, Sisto da Firenze e Ristoro da Campi, e poi da altri religiosi. Fra Jacopo Talenti terminò la chiesa nella sua struttura generale, insieme al campanile di stile romanico-gotico, verso la metà del secolo XIV.

 

Facciata e interno

 

L'ampia facciata riecheggia, nella sua parte inferiore, i motivi romanici del Battistero di Firenze e la facciata della Basilica di San Miniato a Monte. Tra le due semicolonne mediane si trova il portale di Leon Battista Alberti che disegnò anche la parte superiore della facciata a partire dalla trabeazione (la struttura orizzontale sostenuta dalle colonne). Questa reca intarsiati nel fregio le vele araldiche dei Rucellai, il nome del committente e la data 1470.

 

Ghirlandaio - Cappella Tornabuoni - Basilica di Santa Maria NovellaLa fronte della parte superiore della navata mediana, tripartita da paraste bicolori (le paraste sono pilastri che emergono solo leggermente dalla parete) emerge al di sopra di un'alta fascia ornata da riquadri, coronata dal timpano con il monogramma di Cristo e il fregio con il nome di Giovanni di Paolo Rucellai, committente dell'opera. Nel rosone si trova la vetrata con l'Incoronazione di Maria, su cartone attribuito ad Andrea di Bonaiuto. I raccordi laterali a volute nascondono gli spioventi dei tetti delle navate minori. I due strumenti astronomici nella parte inferiore furono aggiunti nel 1572 dal domenicano Egnazio Danti, astronomo di Cosimo I de'Medici.

 

Antico cimitero

 

Sulla destra della facciata ha inizio il recinto dell'antico cimitero, che prosegue sulla via laterale, con le tombe di famiglie fiorentine sulle quali sono scolpiti gli stemmi gentilizi affiancati dalla croce del Popolo. La chiesa, concepita, secondo lo spirito di questo ordine di predicatori, come un vasto spazio coperto capace di raccogliere grandi folle di popolo, aveva pareti in gran parte affrescate che costituivano una sorta di libro, aperto alle letture edificanti dei fedeli. La pianta è a T greco, con tre a navate, cappelle di testata, pilastri snelli e archi a sesto acuto di larghezza degradante verso il fondo. Originariamente la parte riservata al popolo era quella compresa tra l'ingresso e il coro dei frati, dal quale era separata da un tramezzo affrescato dal Beato Angelico e poi distrutto durante il rifacimento attuato dal Vasari tra il 1565 e il 1571. Le maggiori famiglie fiorentine scelsero questa chiesa come luogo per le loro sepolture, contribuendo generosamente alla costruzione delle relative cappelle.


Nella navata destra si trova la tomba della Beata Villana, di Bernardo Rossellino. Nel braccio destro del transetto si trova Cappella Rucellai dove si trovava la Madonna di Duccio da Buoninsegna attualmente agli Uffizi e sostituita con la statua della Madonna col Bambino di Nino Pisano. Nel mezzo del pavimento di questa cappella si trova la lastra tombale di fra Leonardo Dati, generale dei domenicani, di Lorenzo Ghiberti.

 

Crocifisso di Brunelleschi - Cappella Gondi - Basilica di Santa Maria NovellaLa Cappella dei Bardi o del Sacramento nel transetto a destra della Maggiore, apparteneva al primitivo oratorio. Ad essa segue la Cappella di Filippo Strozzi decorata con affreschi di Filippino Lippi raffiguranti Storie di San Filippo Apostolo e San Giovanni Evangelista. La tomba di Filippo Strozzi ad arcosolio (sepolcro arcato) è opera di Benedetto da Maiano.

Di particolare importanza il ciclo pittorico eseguito nella Cappella Maggiore eseguito da Domenico Ghirlandaio per Giovanni Tornabuoni e comprendente Storie evangeliche riferite in particolare alla vita di Maria, con le figure genuflesse del committente e della moglie. Sul grande altare ottocentesco si trova il Crocifisso in bronzo del Giambologna, mentre il coro ligneo retrostante e il leggio furono eseguiti da Baccio d'Agnolo e rimaneggiati dal Vasari.

Crocifisso di Brunelleschi - Cappella Gondi - Basilica di Santa Maria NovellaFilippo Brunelleschi eseguì il famoso Crocifisso ligneo posto originariamente nel braccio destro del transetto e poi trasferito nella Cappella Gondi,  a sinistra della Cappella Maggiore, rivestita da un paramento architettonico di Giuliano da Sangallo. Tra le più importanti seguono a questa la Cappella Gaddi tardo cinquecentesca e, nella testata del braccio sinistro del transetto vicina alla sagrestia, la soprastante Cappella Strozzi con gli affreschi staccati restaurati, di Nardo di Cione comprendenti il commento figurato dell’Inferno di Dante. Nell'altare si trova una tavola di Andrea Orcagna raffigurante il Redentore e Santi e tre storie nella predella. Nella terza campata della navata sinistra si trova la celebre Trinità, Maria e San Giovanni di Masaccio con le figure, del committente Lenzi e della sua compagna.

Gli interventi quattrocenteschi attuati nella chiesa e nel complesso conventuale testimoniano l'importanza assunta dall'Ordine Domenicano attraverso i suoi rapporti commerciali. Nel 1419, a spese degli operai di Santa Maria del Fiore, venne ricavato nel Convento di Santa Maria Novella un appartamento nel quale dimorarono papa Martino V, che l'anno seguente avrebbe consacrato la chiesa, e il successore Eugenio IV. All'inizio della scala d'accesso dell'appartamento pontificio disegnata dal Ghiberti venne collocato il Marzocco in pietra eseguito da Donatello, oggi al Museo del Bargello.

 

Chiostro Verde - Basilica di Santa Maria NovellaNel Cinquecento, periodo di reazione al Gotico, Giorgio Vasari, ripetendo l'intervento già attuato in Santa Croce, demolì il coro e rialzò il pavimento distruggendo le pietre tombali che lo coprivano. Imbiancò inoltre quasi tutti gli affreschi o li nascose addossando alle pareti grandi e pesanti altari in pietra, scomparsi per le successive trasformazioni ottocentesche in falso stile gotico. A sinistra della facciata della chiesa, attraverso un portale barocco, si accede al Chiostro Verde, così chiamato per il colore della "terra" impiegata per gli affreschi sovrapposti, da Paolo Uccello e dai suoi seguaci, ad una decorazione precedente di tema analogo. Le campate, concordemente riferite a Paolo Uccello, sono quelle con le Storie della Genesi e le Storie di Noè comprendenti il Diluvio Universale, considerato il capolavoro dell'artista.

 

Cappellone degli Spagnuoli - Basilica di Santa Maria NovellaNell'ampio refettorio e nell'antirefettorio, con accesso dall'ala nord del chiostro, è stato allestito recentemente un importante Museo degli arredi sacri della basilica. Nell'andito del refettorio si apre l'accesso al Chiostro Grande da cui si sale alla Cappella dei Papi affrescata dal Pontormo. Sul lato nord del Chiostro Verde si accede al Cappellone degli Spagnuoli, l'antica sala capitolare del convento costruita da Jacopo Talenti e destinata dalla duchessa Eleonora di Toledo, verso il 1540, alle funzioni religiose degli Spagnoli del suo seguito. Gli affreschi di Andrea di Bonaiuto svolgono una complessa allegoria ispirata al concetto svolto da Jacopo Passavanti nello Specchio dello vera penitenza e i cui temi principali riguardano la Passione e Resurrezione di Gesù, la Chiesa Militante e Trionfante e il Trionfo dello dottrina cattolica personificata da San Tommaso d'Aquino.
 

Basilica di Santa Maria Novella

Piazza di Santa Maria Novella

Area: Centro storico (Santa Maria Novella)

Tel: + 39 055 21 59 18

Firenze

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