El Escorial

Monastero e Palazzo Reale e Pantheon dei re di Spagna

Monastero e Palazzo Reale e Pantheon dei re di Spagna

 

Apoco più di quaranta chilometri da Madrid, nelle montagne del Guadarrama, si trova San Lorenzo de El Escorial, località nota per la presenza del monastero omonimo, originariamente Geronimico, ma occupato dal 1885 dagli Agostiniani. Il Monastero Reale di San Lorenzo de El Escorial, dal 1984 Patrimonio dell’Umanità UNESCO, è un vasto complesso e rappresenta il più importante monumento architettonico del Rinascimento spagnolo.

El EscorialSi dice che il re di Spagna Filippo II abbia eretto questo monastero dopo aver accidentalmente distrutto una chiesa dedicata a San Lorenzo durante una battaglia. La vera ragione della costruzione sta più nella pietà del re e nel suo desiderio di creare un pantheon reale. Anche il motivo politico è predominante: garantire l'autorità della casata asburgica in Spagna (poi come si sa verranno i Borboni, con l'interregno di Giuseppe Bonoparte, il fratello di Napoleone).

Filippo II voleva un monastero a El Escorial come luogo di sepoltura di tutti i sovrani spagnoli; tutti sono stati sepolti lì, ad eccezione di Filippo V, Ferdinando VI.  Il progetto concepito dallo stesso re Filippo II, oltre a luogo di sepoltura reale, a cominciare da suo padre, l’imperatore del Sacro Romano Impero, Carlo V, doveva essere allo stesso tempo un monastero e un palazzo. I primi lavori furono affidati all’architetto Juan Bautista de Toledo, che progettò il piano terra utilizzando uno schema a graticola, in memoria della graticola sulla quale San Lorenzo, patrono del palazzo, fu martirizzato. La costruzione iniziò nel 1563 e terminò nel 1584.

Dopo la morte di Juan Bautista Toledo, i lavori furono assegnati a Juan de Herrera, che proseguì l’opera ispirandosi agli stili di Giacomo Barozzi da Vignola e di Sebastiano Serlio. L’enorme costruzione, coperta di lastre di ardesia blu, è lunga 208 metri e larga 162 metri. Severa nelle sue linee, venne edificata utilizzando granito grigio-bruno. L’intero complesso è formato 88 fontane, 15 chiostri, 16 cortili, 86 scaloni, oltre 1200 porte, 2600 finestre e 2000 stanze.

Gli interni del Escorial vennero decorati da molti importanti artisti spagnoli e italiani del Sedicesimo e del Diciassettesimo secolo. I primi a realizzare gli affreschi nell’edificio furono Federico Zuccari e Pellegrino Tibaldi. Gli edifici principali sono: la Casita del Principe, il Panteón de los Reyes, il Palacio de los Austrias, la Basilica e la Biblioteca. La Sedia del re, Silla del Rey, si trova poco distante, ed era il luogo da dove Filippo II si sedeva per osservare dall’alto i lavori che venivano effettuati per la realizzazione della costruzione. Da visitare nei pressi anche la Casita de Arriba, piccola residenza del principe Juan Carlos I di Spagna. Oggi ventotto Agostiniani rappresentano l’anima del Monastero Reale di San Lorenzo de El Escorial, sempre fedeli alle linee guida stabilite da Filippo II: verificare tutta l’armonia tra ragione e fede, cultura e religione.

Dopo l'ingresso, si attraversa un cortile prima di arrivare alla basilica. Da notare, entrando, il soffitto piatto del coro che sembra stranamente privo di sostegno e il Cristo in marmo bianco di Benvenuto Cellini. Questa è una delle uniche cose che è permanentemente illuminata nel freddo e nell'oscurità della basilica. La decorazione a lato è opera di artisti italiani: le sculture sono attribuite a Leone e Pompeo Leoni (padre e figlio), così come i due gruppi che rappresentano Carlo V con la sua famiglia e Filippo II con tre delle sue mogli (si noti che Maria Tudor è esclusa).

Si può anche fare una passeggiata in alcuni dei cortili del monastero; i più degni di nota sono senza dubbio il Claustro Grande, ornato da affreschi raffiguranti la vita della Vergine del Tibaldi, e il giardino dei Fraili. La sacrestia e le salas capitulares (sale capitolari) contengono la maggior parte dei tesori religiosi conservati nel monastero, tra cui una serie di dipinti di Tiziano, Velázquez e José de Ribera.

Sotto la sacrestia, una scala conduce al Panteon Real (Pantheon reale), dove riposano per sempre tutti i re spagnoli fin da Carlo V con le eccezioni, come già menzionato, di Filippo V e Ferdinando VI. Alfonso XIII, morto in esilio a Roma, è stato recentemente restituito ai suoi antenati. I monarchi defunti giacciono in sontuose tombe di marmo: i re (e Isabella II) da un lato, le loro mogli dall'altro.

Proprio accanto all'ingresso si trova la Pudreria, una camera isolata dove i corpi dei defunti si decompongono per circa vent'anni prima che i loro scheletri vengano puliti e collocati nel Pantheon. I figli dei monarchi, morti nell'infanzia, sono nel Panteón de los Infantes. Proseguendo la visita, si arriva alla biblioteca (2° piano), una grandiosa sala circondata da scaffali realizzati da Herrera, in armonia con l'architettura, e da affreschi attribuiti a Tibaldi e ai suoi collaboratori, raffiguranti le Sette Arti. Tra le numerose opere vi sono il Codex Albeldensis, il quaderno personale di Santa Teresa d'Avila, alcuni manoscritti arabi riccamente decorati e un planetario fiorentino del 1572 che illustra il corso dei pianeti secondo i principi di Tolomeo e Copernico. I resti della collezione di opere d'arte del monastero, che non sono state trasferite al Museo del Prado, sono conservati in una serie di stanze chiamate "Nuovi Musei".

Ci sono opere di Van der Weyden, El Greco, Tintoretto, Velázquez, Veronese, Bosch, Zurbaran, Gerard David, Dürer, Tiziano e altri artisti italiani quali Annibale Carracci, Luca Giordano, il Domenichino, Corrado Giaquinto.

Infine, ci sono gli appartamenti reali, pieni di tesori, che dovrete visitare in gruppo o non visitarli affatto. In nessun caso si deve perdere l'alloggio di Filippo II, comprese le Maderas Finas, e gli interni in legno di sublime fattura.

 

 

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