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Nell'antico
Mercato del Carmine, edificio ottocentesco, si possono
acquistare prodotti tipici alimentari, artigianato e
curiosità. Una tappa per assaporare i sapori di Lucca. Entro
il 2024 dovrebbe essere completamento rinnovato e dovrebbe
diventare un luogo di aggregazione e sala concerti.
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La
costruzione del Mercato del Carmine, se comparata
agli storici edifici di Lucca, è molto recente (1933),
ma l'origine del complesso da cui sorse, che comprendeva
la Chiesa di Santa Maria del Carmine, per secoli
conosciuta come Chiesa di San Piercigoli e
dell'attiguo convento e chiostro in cui si insediarono i
carmelitani (da qui il nome) risale a circa l'anno
mille. Il tentativo degli anni '30 del secolo scorso di
dotare la città di un mercato coperto purtroppo
costarono l'abbattimento dell'antica chiesa, di cui
resta testimone solo la torre campanaria. |
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Come racconta nella sua guida di Lucca di inizio '800
Tommaso Felice Trenta (Guida del Forestiere per
la città e il contado di Lucca, 1820):
Non
è improbabile, che questa Chiesa sia quella stessa che
nel declinare dell'VIII secolo fondarono in Lucca due
coniugi con un monastero di monache sotto l'invocazione
dei SS Pietro e Gregorio; e gli avanzi della sua
primitiva architettura ci fanno conoscere una grande
antichità. Vuolsi che fosse denominata S Pier Cigoli da
una Famiglia Cigoli, che la ristaurasse. Vi passarono
nel 1342 i Padri Carmelitani della Congregazione di
Mantova dalla Chiesa di S.Maria al Corso distrutta in
quell anno stesso dai Pisani. La tavola della tribuna è
opera pregiata di Pietro Perugino. La tela
all'altare del Sagramento con i due Santi laterali sono
di
Giorgio Vasari e ne fa egli stesso menzione
nella Parte III delle sue Vite alla pagina 992.
(oggi le tre del Vasari si trovano nel
Museo Nazionale Villa
Guinigi) Nella navata che
corrisponde a quest'altare il solo quadro che meritava
attenzione altre volte, era la S. Teresa di Pietro da
Cortona. Fu questa trasportata nella villa di
Camigliano propria del patrono del suo altare la copia
che ora ne tiene le veci è del Bertani. Nella
navata a destra, il martirio di S.Lorenzo è del
Lanfranchi. I quadri del Crocifisso e di S.Maria
Maddalena sono di Gaspare Mannucci, l'ultimo porta la
data del 1638, quello di S.Caterina presenta
l'iscrizione Hieronimus Scaglia luceinsis faciebat 1667.
È pure dello Scaglia il quadro che sta sopra la porta
della sagrestia nella quale conservasi una piccola ma
graziosa Sacra Famiglia attribuita a Francesco Mazzuoli
detto il Parmigianino. Nel Chiostro contiguo il
Gherardi (Filippo Gherardi) dipinse nelle lunette
le principali azioni di S. Maria Maddalena de Pazzi .
Le
principali fasi di ampliamento e modifica della
struttura conventuale nell'area dell'attuale Mercato del
Carmine, risalgono al 1342, quando i Carmelitani
ricevettero dal vescovo Guglielmo II la chiesa di S.
Pier Cigoli e nel 1460, quando sovvenzioni pubbliche
attestano il rinnovato impegno dei religiosi ad ampliare
il convento.
Dopo la soppressione degli ordini religiosi
il convento dopo il 1866 sembrava destinato ad ospitare
varie funzioni pubbliche, quali la Pretura,
l'accettazione dei soldati di leva e un mercato coperto
dei cereali. L’inadeguatezza igienico sanitaria del
precedente Mercato delle Vettovaglie di Piazza
Anfiteatro spinse nel 1932 l'ufficio tecnico
comunale ad elaborare un progetto di costruzione nel
convento del Carmine e nella chiesa attigua di un
mercato dotato di 31 negozi, 200 banchi di vendita, 30
banchi per il pesce, 6 magazzini all'ingrosso e due vani
per la vigilanza sanitaria e l'amministrazione.
Come si può vedere da questo resoconto del Trenta, fu
abbattuta una chiesa di una certa importanza, con una
lunga storia e opere di pregio, per fare posto a un
edificio il cui stile è quello tipico del periodo
fascista, cosiddetta "razionalista".
Il 9 marzo del
1933 ebbe luogo una asta pubblica per la
concessione della costruzione e dell'esercizio del
mercato coperto. La ditta vincitrice, la Compagnia
Fiduciaria di Lucca, completò i lavori e curò la
gestione dell'immobile per 16 anni. Nel 1952, terminato
il periodo di concessione, il bene tornò nelle mani del
Comune che ne proseguì la gestione: il mercato si
mantenne fiorente fino al 1974, quando le attività
ambulanti connesse al mercato settimanale che si
svolgeva nelle vie adiacenti e nella piazza del Carmine
iniziarono a soffrire della non idoneità del contesto
urbano.
Dopo anni di colpevole abbandono da tempo (troppo tempo) si
hanno notizie circa possibili recuperi del mercato, sia
per attività alimentari, sia come spazio per attività
culturali e di spettacolo. Un vero peccato perché il
luogo potrebbe diventare le "Les Halles" di Lucca o un
nuovo
Covent Garden.
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