Storia di Lucca - Avvenimenti più importanti

Storia di Lucca - Avvenimenti più importanti

Di origine etrusca e ancor prima ligure, Lucca ha una matrice romana, con cardo e decumano ancora evidenti (via San Paolino e via Fillungo). Il suo nome deriva, con tutta probabilità, da una parola celto ligure, "Luck", che significa "Luogo di Paludi". Fin dall'antichità la città è stata un nodo stradale importante, soprattutto in periodo romano essendo punto di intersezione delle strade Clodia, Aurelia e Cassia. Strategica la sua posizione vicina ai fiumi (Arno e Auser - quest'ultimo l'attuale Serchio) e ben collegata ai centri urbani costieri, come Pisa e Luni, e anche a quelli dell'entroterra (Firenze, Pistoia e Parma).

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Agli Etruschi subentrarono i Liguri, a loro volta sopraffatti dai Romani alla fine del III secolo a.C.. Proprio la dominazione romana ha lasciato numerose tracce di sé a livello urbanistico, la pianta a croce della città, il teatro, il foro e l'anfiteatro fuori dal perimetro di quelle che erano le mura romane, per gli spettacoli ufficiali. A Lucca, nel 55 a.C., si tenne l’incontro del primo triumvirato, tra Caio Giulio Cesare, Gneo Pompeo Magno e Marco Licinio Crasso, nel quale Cesare si vide prorogare per un ulteriore quinquennio il proconsolato nelle Gallie.

Eccovi anche una cronologia per orientarvi. Vi può interessare anche La Lucca del '700 di Georg Christoph Martini, il resoconto di un pittore, cronista del '700 che visse a Lucca gli ultimi 20 anni della sua vita.

Il monumento pubblico più imponente di epoca romana era proprio l’Anfiteatro, che poteva contenere oltre 10.000 spettatori. Oggi sui suoi resti sorge una bella piazza rotondeggiante, l'attuale Piazza Anfiteatro, dove si possono immaginare tempi antichi con combattimenti e gladiatori, sorseggiando una birra o mangiando una pizza.

Dalla cristianizzazione fino al Mille

San Paolino, patrono locale, cristianizzò la città 50 anni dopo la nascita di Cristo. Lucca fu prima capitale della Tuscia longobarda, poi parte del regno dei Franchi come marchesato sotto Carlo Magno. Furono i longobardi, da poco cristianizzati nella zona dal vescovo di Lucca Frediano (poi fatto santo), a organizzare la prima diocesi della città, occupandosi anche della costituzione delle Pievi, le tipiche chiese rurali nel territorio circostante. Bisognerà aspettare un paio di secoli, in concomitanza con la prima Crociata, alla quale molti lucchesi presero parte, per assistere allo sviluppo impetuoso della zona. La fama di Lucca aveva cominciato a varcare i confini italiani ed europei, soprattutto grazie ai suoi abili mercanti. La città si arricchì enormemente con la lavorazione dellaseta, il commercio di pietre preziose e l’attività di cambio valuta, con filiali in tutta Europa. L’altissima qualità dei tessuti lucchesi era dovuta alla finezza del materiale e alla bellezza dei decori creati da valentissimi artigiani. A Palazzo Mansi, si può visitare un laboratorio sulla lavorazione dei tessuti con telai antichi.
Nei due secoli successivi la città si abbellì ulteriormente di bellezze architettoniche, con la costruzione della seconda cerchia di mura e di molte chiese, tra le quali la Cattedrale di San Martino. Le case cominciarono ad assumere la forma di case-torri (come accadeva ad altre città toscane nello stesso periodo) di cui oggi rimane l'esempio scenografico della Torre Guinigi. La città divenne libero Comune nel 1161; nella seconda metà del 1200 si ampliò la cerchia delle mura, che inglobò alcune zone periferiche come San Frediano e l'Anfiteatro. La ricchezza portò anche l'inizio di cruente lotte intestine tra l'aristocrazia cittadina e la borghesia mercantile destinate a durare per secoli. Anche qui le fazioni si chiamarono Guelfi e Ghibellini, le due fazioni opposte nella politica italiana dal XII secolo fino alla nascita delle Signorie nel XIV. I primi erano sostenitori del papa, i secondi dell'imperatore del Sacro Romano Impero.

Basso Medioevo

Nel Medioevo la città crebbe notevolmente grazie alla presenza del Volto Santo, una veneratissima reliquia che rappresenta il Cristo crocifisso, custodita nel Duomo di San Martino ancora oggi. La presenza di questo manufatto sacro fece diventare Lucca una tappa fondamentale per i pellegrini in cammino da Roma a Canterbury sull’antica Via Francigena (Lucca era la tappa n. 26). La Francigena era all’epoca una delle vie di comunicazione più importanti in Europa.
Per i lucchesi la metà del 1200 fu un periodo di eccezionale sviluppo commerciale, manifatturiero e commerciale, nonostante i continui scontri con la città rivale di Pisa. Moderni banchieri e pressoché monopolisti nel commercio della seta, i lucchesi divennero così benestanti da essere in grado di prestare i loro soldi a mezza Europa, comprese molte teste coronate dell'epoca, diventando persino i "mercanti del Papa". Dopo varie vicissitudini, alla fine del 1200, la città si affermò come il secondo comune guelfo più forte della Toscana, dopo Firenze. Più tardi divenne ghibellina per volere del condottiero Castruccio Castracani, della famiglia degli Antelminelli, nato nell'attuale Piazza Bernardini, che diventò nel 1316 Signore di Lucca. Quest'ultimo attuò una politica espansionistica ai danni delle città vicine e soprattutto sfidò la guelfa Firenze, arrivando a sconfiggerla duramente nel 1325, nella Battaglia di Altopascio e a minacciare perfino di conquistarla arrivando fin sotto le sue mura. Il condottiero fece costruire, dove oggi sorge Piazza Napoleone, la fortezza Augusta come simbolo del suo potere e monito alla città. Nel 1328 il Castracani era così potente da avere il privilegio di accompagnare l’imperatore del Sacro Romano Impero, Ludovico il Bavaro, a Roma per l’incoronazione. La morte improvvisa che colpì Castruccio per febbre malarica lasciò la città nell'anarchia e il figlio Enrico non fu in grado di governare e di succedergli. Le truppe mercenarie tedesche, presenti nel territorio lucchese al soldo dell'imperatore, senza salario, si ribellarono impossessandosi del ducato lucchese, offrendolo in vendita al miglior offerente. Iniziò per la città una lunga decadenza; la zona fu oggetto di molti appetiti stranieri. Alla fine, prevalsero i Visconti di Milano e vent'anni dopo la città subì un affronto che ancora oggi brucia e viene ricordato dai lucchesi con sdegno: la sottomissione a Pisa per 27 anni, dal 1349 al 1367.
Lucca tornò libera nel 1370, per intervento dell’imperatore Carlo IV, che ricostituì la repubblica cittadina nel 1372. La nuova libertà coincise con una nuova ripresa economica, durante la quale, con un’accorta politica estera, la città riuscì a riconquistarsi una certa fama in Europa, grazie ai suoi banchieri e al commercio della seta.

La Signoria di Paolo Guinigi

Un personaggio molto importante di questo periodo fu Paolo Guinigi, Signore di Lucca nel 1400, governante illuminato e responsabile, che s'impegnò a garantire la pace e il rientro degli esuli politici e fu capace di far fiorire ancor di più l’economia. In quel tempo Guinigi era uno degli uomini più ricchi del mondo. La Torre che porta il suo nome è ancora oggi il simbolo del città e del potere che la sua famiglia raggiunse nel passato. Un edificio massiccio che s’innalza all’angolo tra via Sant’Andrea e via delle Chiavi D’Oro, conosciuto ovunque per quel ciuffo verde che si nota da lontano, per la presenza di cinque lecci sulla sua sommità, impossibile da non notare in qualsiasi punto di Lucca alzando lo sguardo. La torre fu progettata sia per far risaltare l’importanza della famiglia proprietaria, che a scopo difensivo. Era parte di un complesso chiuso, un vero e proprio rifugio urbano compatto, i cui vicoli stretti potevano essere facilmente barricati e difesi. Ai primi del Trecento, il panorama urbano di Lucca era caratterizzato da oltre 250 torri e da numerosi campanili.
Paolo Guinigi sposò nel 1403 la giovane Ilaria del Carretto, lui vedovo, lei giovane e bella. Il matrimonio venne combinato per motivi politici, com'era uso all'epoca, ma la storia d'amore tra i Ilaria e Paolo scoppiò davvero. Purtroppo, dopo soli due anni Ilaria morì dando alla luce la seconda figlia Ilaria minor. Il suo meraviglioso monumento funebre, realizzato da Jacopo della Quercia, divenne da subito un'icona della storia dell'Arte, ammirato nei secoli successivi da poeti e artisti di tutta Europa. Oggi è custodito nella Cattedrale di San Martino e suscita ancora la meraviglia di chi lo incontra. Edifici, come Villa Guinigi, dove ora si trova il Museo Nazionale e la torre Guinigi, testimoniamo ancora oggi il grande potere che ebbe questa famiglia. Una congiura pose fine al loro potere con la conseguente stipula, qualche anno dopo, nel 1438, della pace con Firenze sostenuta militarmente dai Visconti di Milano.

1500 e 1600

L'integrità territoriale della repubblica era stata compromessa dalla sua fragilità politica. La Garfagnana era stata invasa in parte dagli Estensi, Barga era passata definitivamente ai fiorentini, mentre Pietrasanta fu occupata prima dai genovesi e poi dagli stessi fiorentini. Nonostante questo, la piccola repubblica, diventata territorialmente quasi una città-stato, tornò a svilupparsi economicamente nella seconda metà del Quattrocento attraverso attività commerciali internazionali, quali la produzione di tessuti pregiati. La produzione serica entrò in crisi nel Cinquecento, per via della concorrenza di altri centri europei. La crisi causò malcontento che sfociò con il famoso episodio del 1531 passato alla storia come la "Rivolta degli Straccioni", dal nome dispregiativo affibbiato ai tessitori serici dall'oligarchia cittadina.

Attraverso i contatti che i mercanti lucchesi avevano con il nord Europa, la città accolse in parte la riforma protestante: in quasi tutte le maggiori famiglie mercantili cittadine erano presenti, tollerati e in qualche modo nascosti degli "eretici". Tuttavia, a causa degli accesi scontri in Europa tra cattolici e protestanti, alla vigilia della Guerra dei Trent'anni, per il timore di una crociata fiorentina benedetta dal Papa, molti cittadini lucchesi andarono in esilio volontario verso Ginevra e altre città del nord. La partenze di alcune delle più importanti famiglie impoverì la città di capitali e risorse umane e culturali. La Repubblica Lucchese divenne ancora più oligarchica con la riforma del Gonfaloniere Martino Bernardini del 1556. Quest'ultima rese le cariche pubbliche accessibili solo alle famiglie di più antica ascendenza. Tra fine Quattrocento e inizio Cinquecento, la città in parte cambiò volto, e molti dei palazzi dell'aristocrazia cittadina furono rinnovati secondo i canoni dell'architettura rinascimentale. Le torri medievali in abbandono furono quasi tutte abbattute in questo periodo.

Il 1600 fu un secolo abbastanza tranquillo per Lucca, infatti se si eccettuano le Guerre in Garfagnana (1604-1620) condotte con successo contro gli estensi per riconquistare i territori perduti in precedenza, la città trascorse un periodo di pace e prosperità fino all'arrivo delle truppe napoleoniche nel 1799. Con una cauta politica diplomatica, che aveva l'obbiettivo primario di mantenere l'indipendenza della città, Lucca scelse di rimanere prudentemente ai margini degli eventi politici europei, per evitare qualsiasi possibile scontro. A scopo difensivo e dissuasivo, si pensò di creare un ultimo possente sistema di mura alla cui costruzione fu destinato gran parte del bilancio statale. I lavori terminarono nel 1645. Con la fine delle guerre di religione sorsero nuovi problemi che si vennero a creare con la politica protezionistica di Francia e Inghilterra. Cercando di ovviare a questa nuova situazione, i mercanti lucchesi trovarono nuovi sbocchi commerciali nel nord e nell'est dell'Europa in paesi come la Germania, la Polonia, i paesi scandinavi e la Russia, senza tuttavia ritrovare i fasti mercantili del passato. La crisi economica non aveva scalfito la vivacità culturale della città, che mantenne una fervente attività in campo sia editoriale che teatrale. Il 14 gennaio 1675 venne inaugurato il Teatro del Giglio, punto di riferimento artistico a livello toscano. Diverse rappresentazioni teatrali si erano tenute ancor prima nelle ville private della campagna lucchese.

Trovando più difficoltà nell'investire capitali all'estero, a partire dal Cinquecento, si iniziarono a investire molte più risorse localmente nell'agricoltura, con bonifiche e coltivazioni estese a tutto il territorio della Repubblica, che si arricchì ulteriormente di ville gentilizie come la Villa Reale di Marlia. Ancora nel Settecento, Lucca era una piccola e prospera repubblica il cui buono stato delle finanze consentiva di valutare l'estinzione del debito pubblico.

Dal 1800 ai giorni nostri

Nel 1800,due donne giocarono un ruolo fondamentale per la città: Elisa Bonaparte, sorella di Napoleone e Maria Luisa di Borbone, figlia del re di Spagna. Lucca, contesa tra austriaci e francesi, riuscì a mantenere nel 1801 la sua autonomia rispetto al "Regno d'Etruria" creato per la duchessa Maria Luisa di Borbone. Lo stato lucchese si dette un ordinamento repubblicano, riuscendo ad intrattenere rapporti diplomatici con la Francia e, raggiunto un certo equilibrio politico, riuscì a introdurre interessanti progressi sociali, come l'istituzione dell'Università nel 1802, il riordino del sistema stradale e la sistemazione della rete dei canali del territorio, fondamentali per lo sviluppo agricolo. Napoleone nominò un ambasciatore francese di origine corsa, Antoine Christophe Saliceti, che riorganizzò la città, costituì una nuova struttura di governo, aprì scuole e case di assistenza e mutò l'assetto della repubblica in principato. Per il Principato la preferenza francese andò a Felice Baciocchi, marito di Elisa Bonaparte sorella di Napoleone. Baciocchi era un uomo d'armi, piuttosto che un amministratore pubblico, e cedette volentieri ad Elisa il governo dello stato lucchese. Quest'ultima dimostrò subito intelligenza e intraprendenza, circondandosi di collaboratori abili e realizzando importanti opere pubbliche. Riunì a Palazzo Ducale una corte sfarzosa e raffinata, ispirandosi alla corte imperiale di Parigi. Si comportò da mecenate con artisti e letterati e coinvolse nell'amministrazione locale e nella vita di corte i patrizi lucchesi. Elisa rimase in città un tempo tutto sommato limitato, ma nonostante questo, è rimasta nella memoria dei lucchesi come uno dei personaggi più apprezzati.
Dopo la caduta di Napoleone, a Elisa seguì Maria Luisa di Borbone, nel 1817, che instaurò in città un governo assolutistico, con effetti positivi a livello economico. Maria Luisa fece di palazzo Ducale la sua residenza, modificandolo secondo il proprio gusto e rendendolo una delle regge più ricche d'Italia, grazie all'architetto di corte, Lorenzo Nottolini. Oltre a quest'ultimo, nell'amministrazione pubblica, si avvalse di collaboratori lucchesi di altissimo livello, come Ascanio Mansi e Antonio Mazzarosa, promuovendo importanti interventi pubblici insieme alla diffusione dell'istruzione.

Per volere di Maria Luisa, le Mura divennero un parco pubblico e sugli spalti furono piantati, proprio in questo periodo, i primi alberi dei viali, che ancora oggi i visitatori possono ammirare quando passeggiano sulle Mura. Maria Luisa, cagionevole di salute, dovette allontanarsi da Lucca lasciando il potere al figlio, Carlo Ludovico, personaggio dipinto come capriccioso e bizzarro, poco incline al governo e molto di più alla vita mondana e al gioco d'azzardo. Incapace di governare, finì per cedere Lucca, nella metà del 1800, per motivi finanziari al Granduca di Toscana, Pietro Leopoldo II di Lorena, che in cambio gli riconobbe un vitalizio e l'usufrutto delle sue proprietà private nella zona. Annessa al Granducato, Lucca perse la sua secolare indipendenza.

Curiosità


Carlo Ludovico di Borbone vendette per debiti di gioco la meravigliosa Collezione Palatina di Lucca, comprendente quadri di Michelangelo, Tiziano, Guercino, Piero della Francesca, Perugino, Van Eyck (la famosa Madonna di Lucca, chiamata così proprio perché si trovava in città parte della Collezione Palatina), Van Dick, Dürer e tanti altri, che ora si trovano nei musei più famosi del mondo, acquistati in quel periodo da mercanti d'arte, soprattutto inglesi. Una perdita incalcolabile per Lucca e per l'Italia intera. Vista la passione del Duca per il gioco d'azzardo, non deve stupire il fatto che avesse aperto, proprio vicino a Lucca, a Bagni di Lucca, il primo Casinò d'Europa.

Curiosità: Cassa di Rispamio e emigrazione


La nascita della Cassa di Risparmio di Lucca, risale a questo periodo, esattamente al 1835. La sede storica della banca è in Palazzo Gigli, in piazza San Giusto. La sede della più recente Fondazione della Cassa di Risparmio, nata per la promozione della cultura e del territorio, è nel complesso di San Micheletto, vicino a Porta Elisa, in un bellissimo palazzo con annesso chiostro visitabile. La fondazione ospita spesso mostre ed eventi ad ingresso gratuito.

Come il resto della Toscana, nel 1860-1861, Lucca entrò a far parte del Regno d’Italia. La riforma amministrativa del 1865 trasformò la città, da piccola capitale, a capoluogo di provincia, portando a una sensibile decadenza economica e culturale. La grande crescita demografica del periodo costrinse molte persone ad emigrare. Fu proprio l’emigrazione a caratterizzare l’inizio del ‘900. Molti lucchesi, spinti dalla necessità partirono per lunghi viaggi verso paesi lontani come gli Stati Uniti, il Sudamerica e l'Australia; in tanti trovarono fortuna all’estero grazie alle loro capacità. L‘associazione Lucchesi nel mondo testimonia singole e appassionanti storie di uomini che cercarono di trovare una vita migliore e nuove opportunità lontani dal proprio paese e dalla famiglia. Di questo periodo troverai un bel racconto nel Museo dell'Emigrazione Paolo Cresci.

Lucca alla fine dell’800 ha avuto la fortuna di dare i natali a Giacomo Puccini, uno dei più grandi compositori di opere di tutti i tempi. Opere liriche come la Boheme, la Tosca, Manon Lescault, Turandot ecc. sono conosciute e amate in tutto il mondo.

Nel ‘900 crescono le infrastrutture cittadine e si affermano aziende di produzione agro-alimentare e tessile. Di tradizione molto antica è la fabbricazione della carta, soprattutto nella provincia, legata alla ricchezza di acqua presente nel territorio.

Curiosità: l'industria della Carta a Lucca

Una prima traccia relativa alla produzione locale della carta risale al 1307, anno in cui venne istituita la Corporazione dei Cartolai di Lucca. La prima vera cartiera lucchese nacque nella metà del '500. Alla fine del '600 le cartiere erano 8 e crebbero progressivamente fino a quando, nel 1834, l'invenzione della carta paglia (la carta gialla da imballo, fatta all'epoca con acqua, calce e paglia), fornì uno straordinario impulso alla crescita del settore. La carta paglia era facile da produrre ed economica e fece decollare la produzione: nel 1911 le cartiere diventarono ben 106 e nel 1971 arrivarono a 211. Tanta era l’importanza della carta-paglia, che nel quartiere lucchese di Borgo Giannotti, poco fuori dalle Mura, veniva stabilito il prezzo della materia prima (la paglia) e stabilito il costo di riferimento per tutta Europa. Terminato il periodo della carta-paglia è arrivata la produzione di carta per uso domestico e cartone ondulato. Alcuni marchi lucchesi (Regina, Tempo, Perla ecc.) sono conosciuti in tutta Italia e a Lucca è attivo oggi un polo cartario di importanza mondiale.

Sulla costa ad inizio '900 nasce l’industria turistica della Versilia, che si sviluppa fortemente dagli anni ‘30. Viareggio e Forte dei Marmi diventano, poco dopo, la meta preferita di tanti personaggi famosi: campioni dello sport, vip della tv e del cinema, politici. La Bussola e la Capannina diventano i locali storici del litorale.

Lucca fu risparmiata dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale, che tuttavia fece numerose vittime nel suo territorio. La storia recente è fatta di tanti turisti nazionali e internazionali, di eccellenze alimentari e culturali e di piccoli e grandi eventi, che vanno dalla storica mostra dell'antiquariato (ogni terzo fine settimana di ogni mese) a grandissime manifestazioni, come il Summer Festival (festival musicale che si tiene all’aperto nel mese di luglio) e il Lucca Comics & Games (rassegna internazionale che si tiene in autunno, dedicata al fumetto, ai giochi di ruolo, ai videogame e ai cosplayers), eventi che portano ogni anno in città centinaia di migliaia di persone.

Curiosità

Chi sono i cosplayers che invadono Lucca in autunno? Si tratta di persone che si vestono, si acconciano e si comportano come un personaggio da loro scelto tra i milioni presenti in videogiochi, fumetti, amine ecc. La parola Cosplay è un neologismo, nato dalla fusione delle parole anglofone costume (= abito, costume) + play (= gioco e recita). Se capiti a Lucca in questo periodo rischi di incontrare Darth Fener di Guerre stellari, Daenerys Targaryendarth del Trono di Spade, ma anche Lupin III, Nobi Nobita, Pikachu, pirati, ninfe, robot... Curiosi?

 

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