Storia di Urbino

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Storia di Urbino 

Uno dei primi luoghi di visita di Urbino è il Palazzo Ducale definito da il critico storico Sir Kenneth Clark come "Il più bel edificio di tutto il Rinascimento". Il Palazzo Ducale è ricordato in un famoso documento del XVI secolo di Baldassarre di Castiglione, chiamato il Libro del Cortigiano, testimonianza dettagliata della vita quotidiana della corte.

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La splendida facciata arcata del Palazzo, la Facciata dei Torricini, è stata eretta in onore di Federico di Montefeltro, mentre all’interno si possono ammirare i lavori di Raffaello, di Piero della Francesca e Giovanni Bellini.

 

I Romani sottomisero i Galli Senoni e rapidamente conquistarono tutto il territorio marchigiano da allora iniziò alla storia di Urbino romana, la Urbinum Mataurense, il cui nome sembra derivare dal latino ‘Urvo’ (da urvum, il manico ricurvo dell’aratro) per indicare la conformazione naturale del terreno, mentre Mataurense pare derivasse dal fiume  Mataurus (Metauro) verso cui l’antico insediamento gravitava, per distinguerlo da una città dell’Umbria (Urvinum Hortense ).

 

Urbino divenne un centro di notevole importanza commerciale in quanto situata lungo un importante percorso di collegamento alternativo alla Via Flaminia, chiamata la Via Consolare, che collegava Roma con Rimini attraverso Fano. Durante alcuni lavori di scavo  sono stati riportati alla luce resti di una necropoli romana risalente al I secolo a.c., 92 tombe, ampolle di vetro di una certa qualità, reliquari e cocci.

 

L'area crebbe di importanza strategica durante le guerre del VI secolo dopo le invasioni barbariche dei Goti, Bizantini e Longobardi. Con Carlo Magno e i Franchi, Urbino fu donata al Papato che ne esercitò il potere. Successivamente diventò oggetto delle lotte feudali e la città subì un lento declino. La città divenne più tardi libero comune con a capo i rappresentanti delle più potenti famiglie dell'epoche vicine al Vescovato Papale. Ben presto con il declino dell'autorità ecclesiastica gli imperatori tedeschi di casata Sveva concessero la città in feudo ai Montefeltro nel 1155, nobili di origine lombarda, conti di Carpegna, il cui predecessore fu Antonio di Montefeltro, uomo di notevole potere politico e militare, alleato con Firenze e la Milano di Gian Galeazzo Visconti. Si narra infatti che quando Antonio di Montefeltro appianò una rivolta a Roma contro Federico Barbarossa fu insignito del titolo di conte e legato imperiale della città di Urbino. La dinastia prosegui sino a quando apparve all'orizzonte di Urbino il personaggio più famoso della  storia della città, Federico, con il quale si raggiunse l'apice in grandezza e splendore e divenne una delle corti più importanti del Rinascimento.

 

Lo Stato di Urbino comprendeva oltre a Gubbio, Cagli e il Montefeltro producendo un forte equilibrio al confine tra le Marche e la Romagna estendendosi per 2000 Kmq fino a  raggiungere il territorio Umbro attraverso la catena degli Appennini. Durante il regno di Federico (1444-1482) il Ducato di Urbino assunse una funzione significativa non solo all'interno del Montefeltro, ma andò  ad occupare una posizione centrale nell'assetto politico degli Stati Italiani contribuendo a preservare la pace stabilita a Lodi nel 1454. In pochi anni il livello economico dello Stato crebbe a tal punto che il Duca poté permettersi l'edificazione di un'opera grandiosa che costò 200.000 scudi, era il famoso Palazzo Ducale. Inoltre i suoi immensi guadagni gli permisero di far pagare ai suoi sudditi tributi piuttosto bassi. Alla morte di Federico nel 1482, il potere passò a Guidubaldo che insieme alla moglie Elisabetta Gonzaga portarono nuovi anni di splendore alla corte. Alla sua corte si radunavano i famosi cenacoli che il Baldassare Castiglione ha rievocato nel suo libro "Il Cortegiano". Tanti sono i personaggi famosi che soggiornarono in Urbino alla corte di Guidubaldo, fra i quali i Medici esuli da Firenze e il Cardinal Dovizi di Bibbiena, autore della "Calandia". In quel periodo (1502) venne istituito quel Collegio dei Dottori riconosciuto dal Papa Giulio II nel 1507 da cui avrà origine la Libera Università degli Studi. Un altro istituto creato dal Duca è la Cappella Musicale. Inoltre in questo periodo andò rivelandosi il genio di Raffaello, che nel 1504 da Urbino muoveva verso i traguardi maggiori di Firenze e Roma. Non avendo eredi diretti nel 1508 il Ducato passò ai Della Rovere

 

Duranti il turbolento governo dei Della Rovere in occasione del Carnevale si diede la prima rappresentazione di una commedia in prosa e in lingua volgare "La Calandia del Bibbiena" allestita nella Sala del Trono. Oltre all'attività teatrale, anche la musica mantenne il suo ruolo importante. Un fatto negativo per l'avvenire della città, si registrò nel 1525 quando, la sede della corte fu trasferita a Pesaro. Dopo il 1530 i Della Rovere iniziarono i rapporti con il pittore Tiziano e diventarono i suoi principali committenti. L'ultimo Duca di Urbino fu Francesco Maria II Della Rovere cresciuto e formatosi nella corte spagnola. A quei tempi Urbino era diventato un piccolo stato "satellite" sotto l'influenza spagnola da una parte e dal pontefice dall'altra. Alla morte del Duca, avvenuta nel 1631, Urbino passò sotto lo Stato Pontificio, guidato dal Cardinale Antonio Banberini, fratello del Papa.

 

Uno dei momenti storici più decadenti per la città di Urbino avenne nel periodo Napoleonico con la soppressione di chiese, Istituti religiosi, e il depauperamento del patrimonio artistico e la deportazione verso Milano della Madonna con Bambino di Piero della Francesca. Successivamente le sorti della città di Urbino vennero inglobate nella storia dell’Italia intera.

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