Musei Vaticani

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Musei Vaticani

 

I Musei Vaticani sono un monumento della cultura mondiale. Quella che era iniziata come solo una piccola collezione di sculture è stata trasformata, nel corso dei secoli,  in un complesso museale che annovera una delle più belle collezioni d'arte del pianeta. La decorazione degli interni dei palazzi che ospitano la collezione è altrettanto incredibile. I Musei Vaticani sono visitati ogni anno da circa sei milioni di persone e si trovano a Roma, all'interno dello Stato della Città del Vaticano. Sono uno di quei luoghi da visitare almeno una volta nella vita.

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Storia dei Musei Vaticani


Apollo in BelvedereI Musei Vaticani furono fondati con il patrocinio di due papi settecenteschi, Clemente XIV (1769-1774) e Pio VI (1775-1799), che furono tra i primi ad aprire le collezioni d'arte al grande pubblico per favorire la promozione della cultura tra le masse. Opportunamente, il primo edificio del complesso museale, il Museo Pio-Clementino, fu chiamato in onore proprio dei due pontefici fondatori. L'origine della raccolta delle collezioni dei musei risale a molto in lò nel tempo. Tutto ebbe inizio nel 1480 con la scoperta ad Anzio di una statua romana del II secolo a.C,  'L'Apollo del Belvedere' dello scultore greco Leocares, ancora oggi una delle meraviglie più note Musei Vaticani. Nel 1503 Giulio II collocò la statua nel Cortile Ottagono, un cortile ottagonale detto anche in passato detto Cortile delle Statue, per via del fatto che ospitò il primo nucleo delle collezioni pontificie di antichità classiche. Qui Papa Giulio II della Rovere (1503-1513) allestì una straordinaria raccolta di sculture antiche, che mirava a far rivivere la Roma dei Cesari nella Roma dei Papi. Nella seconda metà del Settecento, quando i pontefici Clemente XIV e Pio VI decisero di trasformare la raccolta in un museo dalla struttura organica, il Cortile venne inserito nel nuovo progetto museale e ne divenne il fulcro. Nonostante i cambiamenti intercorsi nei secoli, alcune delle sculture in esposizione, tra le quali il  proprio l'Apollo del Belvedere e il famosissimo Laocoonte si trovano qui fin dalla prima metà del Cinquecento. Nel corso dei successivi secoli altri papi aggiunsero alla raccolta già di per se straordinaria altre e importanti opere d'arte di proprietà. Oggi, i musei vaticani sono composti da tredici musei in un enorme complesso architettonico composto da due palazzi Vaticani.

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Cappella Sistina

Cappella SistinaSulla Cappella Sistina torneremo con una pagina a parte. Qui diciamo solo che uno dei più famosi tesori culturali e artistici della Città del Vaticano e del mondo è inserita all'interno del percorso dei Musei Vaticani, quindi la potrete visitare con lo stesso biglietto. Come si sa, fu costruita tra il 1475 e il 1481, all'epoca di papa Sisto IV della Rovere, da cui il nome. Si quasi l'obbligo di citare solo la frase che Johann Wolfgang von Goethe disse durante il suo Viaggio in Italia  "Senza aver visto la Cappella Sistina non è possibile formare un'idea apprezzabile di cosa un uomo solo sia in grado di ottenere. " La cappella fu costruita nel XV secolo come cappella privata di Sisto IV. Nel 1508 papa Giulio II chiese a Michelangelo di ridipingere il soffitto. Michelangelo, che non si vedeva come un pittore (ma come architetto e principalmente scultore), solo a malincuore accettò l'incarico, decidendo di decorare il soffitto con nove scene del Vecchio Testamento, il più famoso dei quali è la Creazione di Adamo, che mostra dio che scende dal cielo per portare Adamo alla vita. Le pareti della cappella sono completamente ricoperte di affreschi. Il più famoso di questi è il Giudizio Universale sulla parete dell'altare, sempre di Michelangelo. In generale tutto il complesso edilizio dei Musei Vaticani merita più una visita in sé. Tutte le camere e i corridoi sono riccamente decorate con marmi e affreschi e capolavori assoluti...Continua a leggere sulla Cappella Sistina.

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I Musei e le collezioni


Stanze di RaffaelloE' meglio non cercare di vedere tutto in una sola visita (tutto il percorso lungo tutti i musei è lungo quasi 4 km e mezzo!) ma concentrarsi su un numero limitato di cose che si desiderano vedere. Il rischio se no è di perdere le cose per voi più importanti. Assicuratevi anche di avere un po' di tempo e di energia per due luoghi assolutamente da non perdere come appunto la Cappella Sistina e per le Stanze di Raffaello, che si trovano verso la fine dell'itinerario museale. Per mantenere le enormi folle  sotto controllo, il museo ha quattro itinerari di colori e tempi diversi che vanno da un'ora e mezzo fino a più di cinque ore (ma parecchio stancante se non siete allenati e con il rischio della sindrome di Stendhal). Tutti gli itinerari terminano nella Cappella Sistina.

 

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Museo Pio-Clementino


ApoxyomenosUno dei principali punti di forza del Musei Vaticani è la collezione di arte antica romana e greca, che si sviluppa su quattro musei. Alcune delle statue più famose, tra cui il Laocoonte, l'Apollo del Belvedere e l'Afrodite Cnidia si trovano nel Museo Pio-Clementino. Quest'ultimo costituisce il nucleo dei Musei Vaticani. La maggior parte della collezione è costituito da statue scoperte a Roma e dintorni. Tra i tanti capolavori da sottolineare il cosiddetto Apoxyomenos (il raschietto), una copia in marmo I secolo di una famosa statua di bronzo di Lisippo. La statua fu scoperta nel 1849 a Trastevere ed ebbe subito una fama a livello mondiale. Raffigura un atleta che si deterge e si lava con forza via le impurità del corpo con un raschietto. La foglia di fico venne aggiunta successivamente (romani e greci non usavano censurare le loro opere d'arte). Il Cortile Ottagonale, la parte più antica dei Musei Vaticani, contiene diversi capolavori, tra cui l'Apollo del Belvedere e un'altra copia romana di un originale greco di Leochares. La statua del dio Apollo che estende il suo braccio è stata spesso descritta nella storia dell'arte come la perfezione estetica. Ancora più famoso è il Laocoonte, un gruppo scultoreo scoperto nel 1506 sul colle Oppio. All'enorme scavo, assistettero di persona, tra gli altri, Michelangelo e Giuliano da Sangallo. Ques'ultimo inviato dal papa per valutare il ritrovamento fu cului che identifico i frammenti ancora parzialmente sepolti con la scultura citata da Plinio che si trovava nella villa sul colle Oppio dell'imperatore Tito.

LaocoonteIl gruppo del Laocoonte fu creato intorno al 30 a.C da tre scultori di Rodi che probabilmente copiarono un originale dal II secolo a.C. Esso raffigura la vicenda leggendaria descritta anche nell'Eneide del sacerdote troiano Laocoonte e i suoi due figli Antifante e Timbreo mentre vengono stritolati da due serpenti marini. L'episodio si inquadra nella vicenda della vendetta di Atena al tentativo di Laocoonte sacerdote  di Apollo di opporsi all'ingresso del cavallo di Troia nella città (avvertendo i suoi cittadini). Nella storia dell'arte la scoperta del Laocoonte ebe una importanza fondamentale per l'influenza che ebbe su generazioni di artisti da Michelangelo, testimone oculare della scoperta a Tiziano, fino a El Greco ad Andrea del Sarto. Michelangelo ad esempio fu particolarmente impressionato dalla rilevante massa della statua e dal suo aspetto sensuale, in particolare nella rappresentazione delle figure maschili. Molti dei lavori di Michelangelo successivi alla scoperta, come il San Matteo, lo Schiavo ribelle e lo Schiavo morente, furono influenzati dal Laocoonte. Il re di Francia intorno al 1540, fece realizzare una copia in bronzo del Laocoonte dallo scultore Francesco Primaticcio destinata al palazzo realre Fontainebleau. Si può anche dire che con il Laocoonte ebbe inizio la critica dell'arte con il saggio di Gotthold Ephraim Lessing Laokoön del 1766 (Lessing sostiene che l'arte visiva e la poesia, nel senso della letteratura contemporanea, non sono comparabili). La statua venne "rapita" e portata a Parigi da Napoleone dopo la conquista dell'Italia del 1799 per essere sistemata in grande evidenza nel Museo del Louvre dove divenne importante d'ispirazione del neoclassicismo in Francia. Dopo la caduta di Napoleone, fu riportata in Vaticano nel 1815, sotto la cura di Antonio Canova (che più volte aveva rappresentato l'imperatore francese nelle sue sculture) e nuovamente restaurata. Solo nel 1906 fu rinvenuto il braccio destro originario del Laocoonte, piegato a gomito e mancante della mano, e alla fine degli anni 60 , ripristinato riunendolo al resto della statua.

Torso del BelvedereProseguendo la visita nel museo Pio-Clementino colpisce la bellezza della Sala delle Muse decorata con affreschi raffiguranti Apollo e le Muse, creati alla fine del XVIII secolo da Tommaso Conca. La Sala, aperta al pubblico nel 1784, fu ideata per esporre una serie di sculture ritrovate nella cosiddetta villa di Cassio (passato alla storia per essere stato  ra i promotori della congiura che causò l'uccisione di Gaio Giulio Cesare nel 44 a.C.) presso Tivoli, dove si rinvennero numerose statue di muse, un Apollo Musagete, una Atena, erme e ritratti di uomini greci illustri, riconducibili all'età dell'imperatore Adriano. Nel cosiddetti Cortile di Belvedere si trova un'altra famossima scultura, il Torso del Belvedere, una statua ritrovata in Campo dei Fiori e scolpita da Apollonio (figlio di  Nestore), uno scultore greco del primo secolo a.C. Purtroppo le gambe e le braccia mancano, ma il tronco è considerato un perfetto esempio di anatomia maschile. Perché anche quest'ora è così importante per la storia dell'arte? Ispirò tra gli altri Michelangelo per i suoi nudi sul soffitto della Cappella Sistina.

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Sala Rotonda


Giove di OtricoliL'adiacente Sala Rotonda prende a modello il Pantheon. Il pavimento è lastricato con un magnifico mosaico romano del secondo o dell'inizio del III secolo d.C che raffigura vari mostri marini e altre figure mitologiche. Il pavimento venne scoperto a Otricoli, un piccolo comune dell'Umbria. Dallo stesso luogo proviene il Giove di Otricoli, una copia di un busto, opera dello scultore greco Briasside dal IV secolo a.C. Nel centro della stanza si trova una grande vasca di porfido che fu trovata nella Domus Aurea di Nerone. Le nicchie che circondano le sale ospitano una varietà di statue. Il più impressionante è la colossale Statua di Ercole in bronzo dorato del II secolo d.C. Altre sale interessanti del Museo Pio-Clementino comprendono la Galleria delle Statue, con una scultura sensuale di un Arianna Addormentata che è stata una ispirazione importante per molti scultori neoclassici. Questa scultura fu acquistata da papa Giulio II nel 1512 per il Cortile delle Statue in Belvedere, dove fu adattata a ornamento di fontana. Inizilamente si pensava che a causa del bracciale a forma di serpente che le adorna il braccio, il personaggio della scultura fosse Cleopatra, suicidatasi con il morso di una vipera. Nel 700 vi si riconobbe finalmente Arianna, la principessa cretese figlia di Minosse che, dopo aver aiutato Teseo nel Labirinto del Minotauro, fu da ques'ulrimo abbandonata dormiente sull'isola di Nasso; qui fu svegliata dall'arrivo di Dioniso che la prese in sposa.

Molto interessante anche la cosiddetta Sala degli Animali con una eccellente collezione di statue di animali e mosaici, e il Gabinetto delle Maschere, chiamato così per i mosaici di maschere che sono stati integrati nel pavimento e provenienti da Villa Adriana a Tivoli. La Sala a Croce Greca contiene i sarcofagi di Elena (madre dell'imperatore Costantino) e di sua nipote Constantina.

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Museo Chiaramonti


Augusto di Prima PortaIl Museo Chiaramonti prende il nome dal suo fondatore Pio VII, nato a Cesena come Luigi Barnaba Chiaramonti. Il museo, allestito e ordinato da Antonio Canova occupa una parte della galleria lunga 300 metri progettata dal Bramante nel 1507 su ordine di Giulio II in modo da unire in un importante amalgama il Palazzo Pontificio con il Palazzetto del Belvedere.

Il museo Chiaramonti detiene una notevole quantità di statue, tra cui molti busti che venivano utilizzati dai romani come ritratti degli antenati. il resto della galleria ospita il lapidario (Galleria Lapidaria), con una grande collezione epigrafica che contiene più di quattromila iscrizioni. Purtroppo questa galleria è chiusa e si può accedere solo con un permesso speciale. Alla galleria Chiaramonti segue il Braccio Nuovo, che vanta un magnifico pavimento fatto di mosaici romani. Qui troverete altrre impressionanti statue romane, tra cui l'Augusto di Prima Porta che ritrae l'imperatore romano Augusto, altra 2,04 metri, realizzata in marmo e ritrovata nel 1863 nell'abitazione di Livia Drusilla, moglie di Augusto (Villa Livia), a Prima Porta, periferia nord di Roma, da cui il nome.

Nilo - Musei VaticaniUn altra statua simbolo dei Musei Vaticani  è la personificazione colossale e allegorica del Nilo. Essa mostra il dio del fiume disteso su un fianco che si appoggia su una sfinge e dall'aspetto di un saggio e barbuto vecchio. Ai suoi piedi un coccodrillo e il dio tiene un canestro di grano in mano, simbolo del terreno fertile della valle del Nilo, che era il risultato di periodiche inondazioni del fiume. Si pensa che i sedici bambini che strisciano su di lui sono un riferimento all'altezza ideale di sedici cubiti a cui il fiume Nilo doveva salire per garantire la fertilità del terreno. I puttini che gli si arrampicano addosso simboleggiano anche i figli che egli ha generato, ovvero gli egizi, la cui grande civiltà, qui rappresentata dalla sfinge posta sulla destra, è nata proprio grazie alla presenza del grande fiume Nilo. La personificazione dei fiumi, inaugurata dagli scultori alessandrini, sarà poi eredità ripresa dai romani, che nella loro arte non mancheranno di ispirarsi all’ellenismo alessandrino.

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Museo Gregoriano Profano


Museo Gregoriano ProfanoIl Museo Gregoriano Profan è un altro museo con una importante collezione di statue greche e romane. Fondato nel 1844 da Gregorio XVI sculture, sarcofagi, rilievi e monumenti funerari, la maggior parte dei quali risalenti all'età imperiale (I e IIsecolo d.C). L'opera forse più più famosa e rappresentiva del museo è la coppia sculturea dell'Atena e Marsia, una copia dell'originale in bronzo del V secolo a.C dallo scultore greco Mirone. Degni di nota tra gli altri manufatti i mosaici di atleti dalle Terme di Caracalla e i frammenti del Partenone.

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Museo Gregoriano Etrusco


Museo Gregoriano EtruscoIl Museo Gregoriano Etrusco anch'esso fondato da Papa Gregorio XVI nel 1837. Si tratta di uno dei più importanti musei del suo genere anche se la sua importanza è diminuta per la presenza sempre a Roma del Museo Nazionale Etrusco di Villa Borghese che fu fondato successivamente dopo l'unità d'Italia. Nel Museo Etrusco del Vaticano è particolarmente bella collezione di vasi, che mostrano l'influenza delle tecniche greche nelle decorazioni etrusche, e la presenza di una grande raccolta di vasi greci, ma rinvenuti nelle necropoli etrusche, e di vasi italioti (prodotti nelle città ellenizzate dell'Italia meridionale), che permette di ripercorrere la storia della pittura antica attraverso celebri realizzazioni di vasai e ceramografi.. Un esempio notevole è un'anfora decorata con le figure di Achille e Aiace che giocano a dadi . Un altro punto forte della collezione è una serie di oggetti trovati nella tomba Regolini-Galassi di Cerveteri, tra i quali un trono di legno e una carrozza del VII secolo a.C. La statua più significativa è il Marte di Todi, una statua in bronzo del V secolo a.C.  La collezione di questo museo raccoglie prevalentemente gli oggetti che a partire dal 1828 furono rinvenuti negli scavi delle antiche città dell'Etruria meridionale (oggi Lazio settentrionale), allora comprese nello Stato Pontificio. Con la fine dello Stato Pontificio, nel 1870 cessarono le competenze territoriali del museo, che non verrà più incrementato dai materiali di scavo ma solamente con sporadiche acquisizioni di collezioni archeologiche, tutte di vecchia formazione e di straordinaria importanza.  Annessa al museo etrusco è una sezione dedicata alle antichità romane (Antiquarium Romanum), provenienti da Roma stessa e dal Lazio, con bronzi, vetri, terrecotte architettoniche e ceramica di uso comune. Il museo è un'opera d'arte a se stante, ospitato all'interno del Palazzetto di Innocenzo VIII e nell'annesso edificio del tempo di Pio IV, dove è possibile ammirare parti significative dell'originaria decorazione, tra cui affreschi di Federico Barocci e Federico Zuccari (1563), Santi di Tito e del Pomarance (1564).

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Museo Gregoriano Egizio


Museo Gregoriano EgizioIl Museo Gregoriano Egizio è un altro museo fondato da papa Gregorio XVI, che aveva un forte interesse per l'Egitto e l'eggittologia. Dotato di nove stanze in cui si può ammirare da una impressionante collezione di stele e geroglifici del 2500 a.C fino alle repliche romane di statue egizie del II secolo d.C. Da non perdere la collezione di mummie e sarcofagi databili intorno al 1000 a.C che furono trovate presso la necropoli di Deir el-Bahri a Tebe. Una sala del museo egizio contiene una ricostruzione del Canopo di Villa Adriana a Tivoli tra cui il Santuario di Serapide e statue di divinità egizie. L'interesse di Gregorio XVI e di molti altri papi per l'Egitto era legato al ruolo del paese nelle Sacre Scritture. Il Museo si articola in nove sale inframmezzate da un ampio emiciclo che si apre verso la terrazza del "Nicchione della Pigna", nel quale trovano posto numerose sculture. Le ultime due sale ospitano reperti provenienti dalla Mesopotamia e dalla regione siro-palestinese.

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Pinacoteca Vaticana


Pinacoteca VaticanaLa Pinacoteca Vaticana è un museo relativamente nuovo rispetto agli altri Musei Vaticati inaugurato nel 1932 dai Pio XI. Le sedici sale del museo contengono dipinti che vanno dal XII al XIX secolo. La maggior parte delle opere provengono da maestri italiani, ma ci sono anche alcuni artisti stranieri rappresentati. C'è anche una intera stanza dedicata al pittore austriaco Peter Wenzel. Tra le opere più importanti c'è il Trittico Stefaneschi che Giotto dipinse intorno al1300 per l'antica basilica di San Pietro. Un'altra opera degna di nota è un affresco quattrocentesco che raffigura la fondazione della Biblioteca Vaticana. Il dipinto di Melozzo da Forlì mostra Sisto IV mentre nomina il Platina prefetto della biblioteca Vaticana. All'interno della Pinacoteca Vaticana c'è anche una sala dedicata a Raffaello che comprende gli arazzi realizzati dall'artista fiammingo Pieter van Aelst nella sua bottega di Bruxelles su cartoni creati da Raffaello e dai suoi allievi.  I cartoni si trovano ora al Victoria & Albert Museum di Londra. Ci sono anche diversi dipinti di Raffaello in questa sala, tra cui L'Incoronazione della Vergine, dipinto quando l'artista aveva solo diciannove anni. Importanti anche l'incompiuto San Girolamo di Leonardo da Vinci (1480), la Madonna dei Frari di Tiziano (1535), Riposo durante la fuga in Egitto di Federico Barocci (1573) e la Deposizione di Caravaggio (1603).

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Museo d'Arte Religiosa Moderna


Museo d'Arte Religiosa ModernaLa Collezione d'Arte Religiosa Moderna presenta cinquantacinque camere. E' stata fondata nel 1973 per volere di Papa Paolo VI ed è il più grande museo del suo genere. Contiene opere di molti dei più importanti artisti moderni del mondo Guttuso, Dalì, Kandinsky, Kokoschka, Le Corbusier, Matisse, Munch, Picasso, Rodin e van Gogh. L'intento di questo museo, unico nel suo genere, è quello di documentare la capacità dell'arte contemporanea di esprimere il sentimento religioso. La raccolta si è formata prevalentemente con donazioni. Il Museo si trova nell'Appartamento Borgia, al primo piano del Palazzo Pontificio, in alcuni locali del pianterreno e nelle sale sottostanti alla Cappella Sistina, dove originariamente avevano sede i Magistri Caeremoniarum, cioè i responsabili delle cerimonie e che avevano anche il compito di segreteria.

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Museo Pio Cristiano


Museo Pio CristianoIl Museo Pio Cristiano detiene una collezione di sculture, sarcofagi e mosaici di epoca paleocristiana. Il museo fu fondato nel 1854 da Pio IX,  due anni dopo l’istituzione della Commissione di archeologia sacra, che aveva il compito di dirigere gli scavi nelle catacombe e tutelarne la conservazione; il museo doveva ospitare quei reperti la cui conservazione in loco era impossibile. L'oggetto più famoso è la celeberrima Statua del Buon Pastore, creata nel III secolo d.C.  Questa splendida scultura al Museo Lateranense dalla Collezione Mariotti, già a partire dal XVIII secolo. Il giovane pastore è stato rappresentato mentre porta un agnello sulle spalle, porta una tunica priva di maniche e con una sporta indossata a tracolla. La statua rappresenta il Cristo Pastore, ma anche la Vittima, quella che con il proprio sacrificio ha dato agli uomini la salvezza; si tratta, tra l’altro, della prima raffigurazione di Cristo, forse ancora di età precedente a Costantino (III secolo d.C.). L'allusione è piuttosto chiara; si tratta di un richiamo alla Sacra Scrittura di Luca, quando si parla appunto del motivo del pastore. In effetti, è una delle consuete immagini votive di quei pastori che recano in offerta alla divinità la loro bestia migliore che appartiene.

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Museo Missionario Etnologico


Museo Missionario EtnologicoFondata da Pio XI nel 1926, il Museo Missionario Etnologico presenta oggetti di carattere religioso provenienti da quattro aree geografiche - Asia, Oceania, Africa e America. Molti dei 100.000 pezzi della collezione sono stati acquisiti dagli operatori missionari. Il museo fu originariamente ospitato nel Palazzo del Laterano, ma è stato trasferito qui nel 1973. Tra i punti salienti ci sono una statua del dio Quetzalcóatl dal Messico, una maschera da Sierra Leone e una scultura lignea della divinità Tūmatauenga, dalla Polinesia francese.

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Biblioteca Apostolica Vaticana


Biblioteca VaticanaLa Biblioteca Vaticana fu fondata da papa Nicolò V nel 1450, quando conteneva circa 340 libri. Oggi è una delle più importanti biblioteche del mondo, con più di mezzo milione di libri e oltre 60.000 manoscritti. Alcuni dei pezzi più pregiati vengono visualizzati nel Salone Sistino, una magnifica sala a volta costruita nel 1588 da Domenico Fontana. L'ampia sala largha quindici metri e lunga 80 metro è magnificamente decorata con pitture murali e soffitti colorati. La biblioteca ospita anche una serie di musei, tra cui il Museo Profano e il Museo Sacro. Quest'ultima detiene una serie di oggetti antichi cristiani trovati nelle catacombe romane così come bicchieri e oggetti realizzati con materiali preziosi come l'avorio e smalto medievale.  Recentemente è apparsa la notizia che la giapponese Ntt Data si occuperà della digitalizzazione di 82mila testi tra cui: la Bibbia Urbinate, capolavoro dell'arte libraria rinascimentale commissionata da Federico da Montefeltro e realizzata dalla bottega fiorentina di Vespasiano da Bisticci (1476-1478), la Divina Commedia illustrata da Botticelli per Lorenzo il magnifico, l'Iliade con testo greco e traduzione latina del XV secolo solo per citare alcuni incredibili capolavori.

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Museo Storico Vaticano


Museo storico vaticanoIl Museo Storico Vaticano offre uno sguardo affascinante attraverso la lunga e talvolta turbolenta storia del Vaticano. Il museo è stato fondato nel 1973 su richiesta di papa Paolo VI. ?stato originariamente situato vicino alla Pinacoteca Vaticana, ma nel 1991 è stato trasferita al Palazzo del Laterano vicino all'ingresso posteriore della basilica di San Giovanni in Laterano. Il museo contiene una collezione di armi, armature e uniformi delle forze armate papali, nonché ritratti di papi e le cosiddette papamobili, le carrozze e leauto usate dai papi. Ci sono piani per spostare la raccolta di nuovo in Vaticano. Nel frattempo, il museo è visitabile solo su prenotazione per una visita guidata di gruppo.

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Altre collezioni


Altre collezioni dei Musei Vaticani comprendono ceramiche dei secoli XVIII e XIX e mosaici in miniatura che erano molto popolari come ricordo, in particolare nel XIX secolo.

Il complesso Musei Vaticani

Musei Vaticani - RomaParte del fascino di una visita ai Musei Vaticani è l'occasione per ammirare il complesso di edifici sontuoso che ospita i musei. Il complesso fu costruito tra il XII e il XIX secolo e servì come residenza principale di molti papi. Diverse sale, tra cui la Cappella Sistina, sono a volte ancora utilizzati dal papato. Oggi il papa è soprattutto una figura spirituale, ma prima dell'unità d'Italia il papa era anche il capo di un grande regno temporale e il complesso del Vaticano riflette la loro importanza come teste di stato. I papi assunti architetti più famosi del mondo e gli artisti per decorare le loro residenze, e queste decorazioni, in particolare le pitture murali negli appartamenti privati ​​del papa, meritano una visita a parte.

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I cortili e le gallerie del complesso dei Musei Vaticani


Cortile della PignaGli edifici che ospitano la collezione Musei Vaticani  sono composti da due palazzi. A nord il Palazzo del Belvedere, costruito alla fine del XV secolo come Villa Belvedere. A sud, adiacente al Basilica di Pietro il Palazzo Apostolico, che ha servito come residenza principale dei papi dal loro ritorno da Avignone nel 1377. L'attuale palazzo fu costruito nella metà del XV secolo e sostituì un precedente edificio del V secolo. Nei primi anni del Cinquecento secolo Bramante collegò i due palazzi tra loro con la costruzione di due lunghe ali che racchiudevano un ampio cortile, il Cortile del Belvedere. Nel 1585-1590 una nuova ala della biblioteca divise il cortile in due. Il cortile inferiore è ancora conosciuto come il Cortile del Belvedere, mentre al cortile superiore è conosciuto come il Cortile della Pigna. L'aggiunta della nuova ala (Braccio Nuovo) nel 1820 creò un altro più piccolo cortile nel mezzo: il Cortile della Biblioteca. Il cortile della biblioteca e quello del belvedere cortile non sono accessibili ma quasi tutti i visitatori dei Musei Vaticani arrivano a visitare il bellissimo Cortile della Pigna. Il cortile prende il nome dal grande dalla grande bigna di bronzo posta sul ripiano della scalinata costruita da Pirro Ligorio. La pigna è un'antica fontana scoperta nei pressi del Pantheon, vicino alle terme di Agrippa, probabilmente apparteneva ad un tempio dedicato a Iside. L'acqua scorreva fuori delle scale. I due pavoni in bronzo che fiancheggiano la pigna sono repliche di sculture antiche che sono stati trovate nel Mausoleo di Adriano. Gli originali sono ora nella nuova ala. Nel mezzo del cortile si trova moderna scultura in bronzo, denominata 'ambito all'interno di una sfera'. Si tratta di una creazione di Arnaldo Pomodoro che posta qui nel 1990.

Gallerie dei Musei Vaticani


Gallerie dei Musei VaticaniI due lunghi bracci che collegano il Palazzo Apostolico con il Palazzo del Belvedere sono ciascuno di circa trecento metri di lunghezza. L'ala est ospita il già citato Museo Chiaramonti, piena di statue dall'antichità, e la galleria Lapidario, che purtroppo non è accessibile al pubblico. L'ala ovest ospita altre tre gallerie. La prima arrivando dal Palazzo del Belvedere è la Galleria dei Candelabri lunga 80 metro camera con sculture greche e romane. Da qui si accede alla Galleria degli Arazzi, con arazzi quinto al XVII secolo. L'ultima e più lunga galleria di 175 metri  è la Galleria delle Carte Geografiche. Le pareti di questa galleria sono decorate con grandi dipinti di mappe create da Antonio Danti tra il 1580 e il 1583 grazie all'opera di raccolta delle informazioni necessarie da parte di suo fratello Egnazio Danti, frate domenicano, poi vescovo, ma anche cosmografo, matematico e  architetto. Le mappe mostrano città italiane, isole del Mar Mediterraneo e dei territori pontifici. Gli affreschi del soffitto raffigurano eventi che hanno avuto luogo in questi luoghi.

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Sale del Palazzo Apostolico

I papi del Rinascimento commissionarono i più talentuosi artisti dell'epoca per decorare generosamente le loro splendide residenze. Molte delle camere, tra cui l'Appartmento Borgia e le stanze di Raffaello sono aperte al pubblico e sono incluse nel percorso dei Musei Vaticani.

Appartamento Borgia

L'Appartamento Borgia è costituito da una serie di camere che sono state trasformate in appartamenti privati ​​per papa Alessandro VI, Rodrigo de Borgia. Il papa era un mecenate delle arti e  fu lui a chiamare il Pinturicchio per decorare le stanze con magnifici affreschi. Tra il 1492 e il 1495 Pinturicchio e i suoi allievi dipinsero sei delle stanze Borgia. Gli affreschi raffigurano temi religiosi (come il martirio dei santi e dei misteri della fede) e temi medievali (Trivium e Quadrivio, cioè le arti liberali come Grammatica, Retorica, Dialettica, etc). La maggior parte delle camere sono attualmente utilizzate per l'esposizione di una selezione della collezione d'arte religiosa moderna.

Cappella di Niccolò V
Spesso ignorato dai visitatori nel loro cammino verso la Cappella Sistina, ma sicuramente merita una visita è l'intima Cappella di Niccolò V, decorata con splendidi affreschi di Fra'Angelico tra il 1447 e il 1449. Gli affreschi raffigurano scene in vite dei santi Stefano e Lorenzo.

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Stanze di Raffaello


Stanze di RaffaelloLe Stanze di Raffaello furono commissionate da papa Giulio II che preferì prendere le distanze da Alessandro VI e si rifiutò di risiedere in appartamenti creati per il suo predecessore. Il papa progettò di invitare una varietà di rinomati pittori per decorare i suoi appartamenti privati ​​(situati al di sopra degli appartamenti Borgia), ma dopo aver visto il lavoro del venticinquenne pittore e architetto Raffaello Sanzio da Urbino, decise di affidare il lavoro tutto a quest'ultimo. Dal 1508 Raffaello lavorò alle decorazioni degli appartamenti, spesso distratto dai suoi altri numerosi lavori, compresa la costruzione della Basilica di Pietro dopo la morte del Bramante. Lo stesso Raffaello morì nel 1520 a soli 37 anni, prima che gli affreschi degli appartamenti papali venissero completi, ma i suoi assistenti finito il lavoro seguendo i suoi disegni. Gli affreschi sono considerati capolavori assoluti dell'arte rinascimentale. La prima stanza di quelle decorate da Raffaello è la Sala di Costantino, che fu dipinto quando il pittore era già deceduto dai suoi assistenti Giulio Romano e Francesco Penni. Mostra scene della vita dell'imperatore romano Costantino (che fece del cristianesimo la religione ufficiale, con il suo famoso editto) e il trionfo del cristianesimo sul paganesimo. L'affresco sulla Battaglia di Ponte Milvio raffigura la battaglia tra Costantino e Massenzio (raffigurato mentre sta per annegare nel fiume Tevere), durante la quale l'esercito di Costantino in inferiorità numerica  schiacciò l'esercito dell'imperatore Massenzio spingendolo nel fiume. La scena è ambientata a nord di Roma con il Monte Mario (sulla sinistra) dove si riconosce Villa Madama, costruita da Raffaello per il Giulio II proprio in quegli anni. La stanza successiva è la Stanza di Eliodoro, affrescata solo in parte da Raffaello tra il 1512 e il 1514. Il tema della stanza è l'intervento divino che protegge la chiesa e i santi. La stanza prende il nome da uno degli affreschi, la Cacciata di Eliodoro, che raffigura una scena della Bibbia. Sulla sinistra sono figure raffigurati papa Giulio II, Raffaello stesso e il suo allievo Giulio Romano. Con il tempo Raffaello dipinse l'Incontro di Leone Magno con Attila Giulio II era morto, e di conseguenza il suo successore Leone X è raffigurato due volte in questo affresco: Raffaello inizialmente lo dipinse come un cardinale che accompagna Leone I, ma poi Leone X chiese a uno dei allievi di Raffaello a ritrarre se stesso come Leone I.

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Stanza della SegnaturaLa Stanza della Segnatura  prende il nome prende il nome dal più alto tribunale della Santa Sede, la "Segnatura Gratiae et Iustitiae", presieduto dal pontefice che qui si riuniva. Raffaello iniziò questa questi affreschi nel 1508 ed è l'unica stanza che era completamente dipinta dal maestro stesso. Il soggetto della stanza è l'armonia tra i valori dell'antichità e del cristianesimo ed è universalmente conosciuta per ospitarela Scuola di Atene, l'affresco più famoso nelle Stanze di Raffaello. Ques'ultimo, capolavoro assoluto è particolarmente apprezzato per l'uso sapiente della prospettiva. Dedicato alla filosofia l'affresco è ambientato in una profonda navata di un edificio scoperto, ispirato ai progetti di Bramante per la nuova Basilica vaticana, ed evoca l'ideale del  "tempio della sapienza". Vi si trovano filosofi e saggi dell'antichità raccolti su una gradinata attorno a Platone e Aristotele impegnati in una dibattito, sul culmine. Molti personaggi famosi dell'antichità sono mostrati, tra cui Euclide, Socrate, Pitagora e Archimede. Raffaello insirì nel dipinto ritratti di molte figure contemporanee. Tra queste, oltre al suo autoritratto, il suo amico Bramante, il papa Giulio II, Leonardo da Vinci e anche il sua rivale Michelangelo, che all'epoca stava dipingendo il soffitto della Cappella Sistina. I gruppi di personaggi si articolano dinamicamente, concatenando gesti ed espressioni, e rispettando una certa gerarchia simbolica che non irrigidisce però mai la rappresentazione, che appare sempre sciolta e naturale.

Stanza dell'Incendio di BorgoL'ultima delle quattro stanze è Stanza dell'Incendio di Borgo, dal nome di uno degli affreschi. La camera fu ultimata tra il  1514 e il 1517 (per lo più dagli assistenti di Raffaello), durante il pontificato di Leone X. Quest'ultimo scelse come tema le vite dei suoi  omonimi Leone III e Leone IV come tema per la stanza. L'affresco più importante è l'Incendio di Borgo, che è stato dipinto dopo uno schizzo creato da Raffaello. Mostra Leone IV spegnere un incendio facendo il segno della croce. L'"incendio" su riferisce a un episodio dell'847 quando un terribile incendio divampò nel quartiere antistante l'antica basilica di San Pietro chiamato ancora oggi il "Borgo". Leone IV, impartendo la benedizione solenne dalla Loggia delle Benedizioni, fece spegnere miracolosamente il fuoco, salvando la popolazione e la basilica. L'affresco traccia paralleli con scene dell'antichità mostrando Enea sulla sinistra che porta il padre Anchise sulle spalle fuori dalla città in fiamme di Troia.

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Loggia di Raffaello
La Sala di Costantino è collegata alla Loggia di Raffaello, un altro capolavoro dell'artista di Urbino. Purtroppo la loggia è accessibile solo su appuntamento. La loggia è decorata con dodici affreschi che illustrano gli eventi della Bibbia e corre lungo lungo tutto il lato est, per una lunghezza di circa 65 metri per una larghezza di circa quattro.

Scala a chiocciola
Prima di uscire il museo si ha la possibilità di ammirare una delle scale più famose del mondo (prima foto in alto). Creata nel 1932 da Giuseppe Momo, la scala è costituita da una doppia elica, una porta e un porta giù. La bella scala in bronzo è decorato con stemmi papali.

 

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