BAGNI DI LUCCA 

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Heinrich Heine "Una valle più incatevole io non l'ho mai trovata."

Arrivati a Bagni di Lucca (fino al 1862 chiamata Bagno a Corsena), costeggiando prima il fiume Serchio e poi il torrente Lima, si è carichi di quello che di questi luoghi si è sentito dire o si è letto. Per tanto tempo, dal XIII secolo in poi, qui si ebbe, per via dei bagni caldi e curativi già usati dai romani (la cui acqua sgorga dopo un percorso che dura quarant'anni), una clientela tanto blasonata che in Europa aveva pochi eguali; forse solo in posti come Bath in Inghilterra, Vichy o Evian in Francia, o Baden Baden in Germania soggiornavano così tante personalità dell'aristocrazia e della cultura.

 

Ponte a Serraglio a Bagni di Lucca in una stampa d'EpocaUna città che vantò per secoli diversi primati. Per la prima volta in assoluto, nel tardo medioevo, in quello che era lo Stabilimento termale delle Docce Basse, dove le sorgenti hanno una temperatura tra i 42° e i 46°, ora in disuso, si curavano con le docce diverse patologie. Chi aveva problemi di fertilità veniva a Bagni di Lucca da ogni dove. Qui Falloppio scoprì il funzionamento delle tube che da lui presero il nome, e la leggenda narra che…"Se vuoi che la tua donna resti pregna mandala al Bagno e tu non ci venga".

 

Qui sorse il primo casinò in Europa (il cui edificio, nella frazione di Ponte a Seraglio, ancora esiste) e nel "centro" scorrono, affaticate dal tempo, ma ancora in piedi, una serie di ville, villoni, palazzi, dove l'aristocrazia e l'élite d'Europa per un periodo molto lungo si incontrava, tra danze di minuetto, inconfessabili ricerche amorose e partite di "biribissi", un gioco di carte che rovinava o arricchiva i giocatori. La fama di quieta dissolutezza e moderato libertinaggio in questi luoghi circondati dalle montagne (e quindi lontani da occhi indiscreti) si diffuse talmente tanto nel continente da richiamare da allora in poi tante personalità di assoluto livello. Eccovi l'incredibile lista: Ludovico Ariosto, Castruccio Castracani degli Antelminelli, l'imperatore Federico Panorama Bagni di LuccaII, Matilde di Canossa, Giovanni de' Medici (il futuro papa Pio IV), Dante Alighieri, il grande umanista francese Michel de Montaigne, ai quali s'aggiunsero, dal 700, scrittori quali Vincenzo Monti, Vittorio Alfieri, principi quali Giacomo III Stuart (erede al trono d'Inghilterra), Ferdinando d'Austria, Giuseppina moglie di Napoleone, e nell'Ottocento Luigi Bonaparte futuro Napoleone III, le altre due sorelle di Napoleone, Elisa Baciocchi principessa di Lucca e Paolina Bonaparte, Massimo d'Azeglio, Lord Byron, il poeta Shelley e sua moglie Mary Shelley (l'autrice di Frankenstein), il maresciallo Radetsky, Johann Strauss, Giuseppe Verdi, Giacomo Puccini (che qui compose parte della Fanciulla del West e della Turandot e da ragazzo suonava il piano al casinò per arrotondare ed avere qualche avventura romantica).

 

E poi ancora: Gioacchino Rossini, Niccolò Paganini, il principe Klemens von Metternich (diplomatico e cancelliere austriaco, lo stratega del Congresso di Vienna), il poeta Giuseppe Giusti, uno dei maggiori poeti e letterati tedeschi, Henrich Heine, l'autore dei "I miserabili" Victor Hugo,  il filosofo, politico e storico Charles de Montesquieu (padre della teoria della separazione dei poteri), il  poeta, scrittore, storico e politico francese Alphonse de Lamartine, il poeta inglese Robert Browning e sua moglie Elisabeth Barret Browning, la famiglia russa, seconda solo agli zar, dei Demidoff (Nicola Demidoff era considerato tra gli uomini più ricchi del mondo), il duca di Lucca Carlo Ludovico di Borbone (tra le altre cose, colui che vendette per debiti di gioco la Collezione Palatina di Lucca, comprendente quadri di Michelangelo, Tiziano, Guercino, Piero della Francesca, Perugino, Van Eyck (la famosa Madonna di Lucca, chiamata così proprio perché si trovava nella città toscana), Van Dick, Dürer e tanti altri). Non è strano quindi che il duca avesse aperto proprio qui la prima sala da gioco europea. E tutto questo, solo per citare i nomi più conosciuti. Nel Novecento soggiornarono da queste parti anche Carducci, Pascoli, Benedetto Croce, Henry James, Montale, Mascagni, Arturo Toscanini

 

Casa a Bagni di Lucca dove soggiornò ByronSe chiudo gli occhi, sento il rumore del torrente Lima, tumultuoso e colorato di verde intenso nella stagione delle piogge, ma con un po' di immaginazione, posso sentire ancora gli echi di quel lungo momento d'oro, i balli, le molte lingue parlate all'epoca, specialmente l'inglese, gli occhi di stranieri che vedevano l'Italia dalla lente sfuocata della storia, degli studi classici e del mito, alla ricerca di una radice comune e di un senso al presente. Ed ancora oggi, i tanti inglesi e stranieri facoltosi che qui si incontrano, hanno nell'immaginario quel passato glorioso e quei miti e sono un po', come sempre, attraverso di essi, alla ricerca di se stessi.

Casa Bertini a Bagni di Lucca - Dove soggiornarono gli ShelleyIncastonato fra i monti dell’Appennino Tosco- Emiliano, il comune di Bagni di Lucca, è formato da una collezione di graziosi e piccoli nuclei urbani (23 per l'esattezza) sparsi per il suo territorio, che si trova a poco più di una ventina di chilometri da Lucca, la città sotto la cui influenza è stato da sempre. La benevolenza del clima, la cortesia dei suoi abitanti, le bellezze storiche e culturali lo rendono unico. Una perfetta meta alla scoperta di uno dei tanti gioielli che la nostra bella Italia offre con tanta generosità.

Bagni di LuccaCamminare nel nucleo abitato più grande del comune di Bagni di Lucca, la Villa, soffermandosi a vedere i particolari degli edifici è come fare un piccolo viaggio nel tempo dell'Europa che fu. E gli aneddoti, a momenti minuti, di storia che si interseca a fatti personali, si sprecano. Nel palazzo reale, che fu di Elisa Bonaparte, sposata al nobile corso Felice Baciocchi, regnanti di Lucca all'epoca, un giorno si attendeva Niccolò Paganini, per dar lezione di musica ai coniugi regali. Purtroppo il grande violinista arrivò in un giorno di pioggia intensa e cadde, giungendo fradicio e sporco al palazzo. Il principe Baciocchi (conoscendo la relazione tra Paganini con la moglie Elisa) lo costrinse in quelle condizioni, a fare ugualmente la sua lezione, umiliandolo. A Paolina Bonaparte (viene subito in mente la scultura del Canova che la raffigura) non andò meglio con il compositore Giovanni Pacini, autore di "Saffo". Pacini è il fondatore del prestigioso istituto musicale lucchese, che portava il suo nome (oggi Istituto Boccherini) e dal quale uscirono studenti del calibro di Giacomo Puccini, Alfredo Catalani e Gaetano Luporini. Paolina lo amava, anche lui l'amava, però la tradiva con le soprano che era in uso frequentare per motivi "lavorativi". Allora lei, che era pur sempre la sorella di Napoleone, che era a Bagni di Lucca per curarsi i bollori (e forse la malattia contratta a San Domingo che la portò in seguito alla morte), lo scacciò. E tornò a Firenze dal marito Camillo Borghese.

Farmacia BettiDurante il nostro breve soggiorno alla scoperta di Bagni di Lucca, siamo stati ospiti di un agriturismo particolare chiamato Pian di Fiume, nato dalla ristrutturazione di un vecchio borghetto medievale, dal nome omonimo, che si affaccia su una parete ripida sul torrente Lima a poco meno di tre chilometri dall'agglomerato di Villa. Siamo stati accolti molto bene da Daniela che ci ha un po' raccontato di questi luoghi. L'azienda agrituristica è di proprietà di Massimo Betti, che è anche il sindaco del paese e fa di professione il farmacista della storica farmacia di famiglia, con cui poi abbiamo approfondito di storia locale e anedotti vari la sera a cena all'agriturismo. I Betti abitano in questa zona dal '700. Giacomo Puccini nel salone della musica di Casa Betti, ancora ragazzo compose il suo adattamento, su commissione dell'Adolfo Betti, ch'era violinista, (il fratello Mario era docente e senatore), all'inno "Vexilla regis prodeunt", raramente seguito. Nell'edificio della Farmacia, nel 1857 soggiornarono i già menzionati Robert Browning e sua moglie Elisabeth Barrett che vivevano a Firenze e giravano in tutta l'Italia (vedere a tal proposito la nostra guida di Asolo) e la Toscana, fermandosi spesso anche a Bagni di Lucca.  La famacia aprì al pubblico nel lontano 1709 quando Paolino Ghiareschi, antenato di Massimo Betti, si spostò qui la sua spezieria da Borgo a Mozzano (che allora si chiamava Cerreto di Sotto). La farmacia fu quindi testimone di tutti i momenti più esaltanti di questa comunità. Nel 1870 la farmacia ottenne anche lo stemma reale inglese quale Pharmacy of the British Embassy.

Il Casinò di Bagni di Lucca oggiMi ha incuriosito molto la nascita in questi luoghi del primo casinò mai visto prima. Al duca Carlo Ludovico piaceva venire qui per l'amenità del luogo ma anche per il fatto che fosse frequentato da molti stranieri, con cui confrontarsi e sentirsi "di mondo". Alcuni imprenditori francesi (in particolare Adrien Mathis da Parigi) gli proposero di abbellire ancora di più la zona e aumentarne quindi la fama internazionale, costruendo proprio un casinò destinato a intrattenimenti serali. Avrebbero pensato loro alla costruzione dell'edificio in cambio delle licenze su alcuni giochi d'azzardo. Il casinò fu aperto nel giugno del 1838, con l'impegno da parte del Mathis di restituirlo interamente al ducato lucchese dopo nove anni.  Il duca non solo fu presente all'inaugurazione dell'edificio, progettato dall'architetto Pardini in stile neo classico, ma fu assiduo frequentatore successivamente, perdendo a quanto pare discrete somme di denaro. Fu qui che Il Casinò di Bagni di Lucca in una stampa d'Epocaconobbe Henry Contrell, un allievo di marina inglese, che divenne parte del suo seguito e che contrattò per lui la vendita della Galleria Palatina a cui ho accennato sopra (gli venne data come commissione la "Madonna della Neve" di Guido Reni!!). L’apertura del casinò portò fin da subito ad un aumento dei villeggianti: il gioco, infatti, richiamava una moltitudine di personaggi in cerca di fortuna al tappeto verde, personaggi di tutti i tipi e di tutti i ceti. La leggenda narra che la ruota della roulette sia stata inventata proprio a Bagni di Lucca. Le sale del casinò, oltre al giovane Puccini, videro esibirsi anche Johann Strauss e Franz Liszt. Nel 1846, poco prima della cessione del ducato di Lucca al Gran Ducato di Toscana, però, fu decretata la proibizione di tutti i giochi d’azzardo.

Un altro aspetto particolare di Bagni di Lucca che non può che colpire è la presenza di una Chiesa di un cimitero inglese. Mary Shelley nel 1818 scrisse "...ai Bagni di Lucca non si vedono altro che inglesi, non si ode che parlar inglese. Le passeggiate sono ingombre di balie e amazzoni inglesi, che stupiscono le dame italiane, sempre in portantina!". Gli Shelley, i loro due figli, e Claire Clairmont soggiornato presso Casa Bertini, appena al di fuori e al di sopra della città di Bagni di Lucca, da metà giugno a metà agosto 1818. Nell'interessante libro circa il peregrinare di inglesi e americani in Europa tra 800 e 900 "The Smell of the Continent" di Richard Mullen, James Munson, riassume così l'importanza di Bagni di Lucca per la comunità inglese: "Bagni di Lucca, la città termale toscana un tempo a un faticoso giorno di viaggio da Firenze, non solo divenne il luogo dove gli anglo-fiorentini scappavano dalla calura estiva sull'Arno, divenne il centro della "English life" in Italia. "The Inglesi", tendevano a vivere la cittadina termale in tre distinte fazioni: quelli più in cerca di "vita" vivevano vicino al casinò e alla sala da ballo; i rispettabili vivevano vicino alla chiesa (inglese n.d.r); gli invalidi, che erano un gruppo a se, sparsi. Alcune case erano occupate da tutti e tre i gruppi dando un tocco di eleganza alla cittadina."


Chiesa Inglese a Bagni di LuccaVisto il numero crescente di cittadini inglesi da queste parti si presentò l'esigenza di un edificio di culto a loro dedicato; così nel settembre 1839 i coniugi Henry ed Elizabeth Stisted (un reduce della Battaglia di Waterloo al comando del Generale Wellington), intimi di Carlo Ludovico di Borbone, costituirono un comitato al quale venne affidato l'incarico di chiedere al governo lucchese il permesso di costruire una chiesa. Il duca acconsentì, con la strana condizione che nessun segno esterno potesse fare evincere che l'edificio era una chiesa o una cappella. La decisione del duca, che si impiantasse un tempio protestante, suscitò vigorose reazioni nell'ambiente ecclesiastico e in particolar modo da parte dell'Arcivescovo di Lucca, Giovanni Domenico Stefanelli, dell'ordine dei domenicani, nativo di Vico Pancellorum, una delle frazioni dell'attuale comune di Bagni di Lucca. Tutte le lamentele dell'ambiente cattolico lucchese non fecero recedere Carlo Ludovico della sua posizione e nel giugno del 1841 la chiesa fu aperta al culto. Il progetto fu realizzato dall'architetto Giuseppe Pardini, lo stesso che pochi anni prima aveva progettato il Casinò a Ponte a Serraglio, e la costruzione fu denominata "Palace of English Nation". Il Pardini ideò un edificio in stile gotico normanno che ricordava le chiese solo per la presenza di un piccolo portico; per il resto la chiesa aveva in realtà l'aspetto di un grande palazzo curato nei più piccoli particolari, con ricche e fini decorazioni in cotto.

Cimitero inglese Bagni di LuccaNel contempo la colonia inglese di Bagni di Lucca avvertiva la necessità di poter avere, oltre alla Chiesa, anche un luogo dove seppellire i propri morti, senza dover affrontare lunghi viaggi per traslare le salme. Il 23 luglio 1842 venne ricevuta da Carlo Ludovico di Borbone una petizione nella quale si chiedeva la concessione di una licenza per costruire il cimitero in un piccolo spazio di terreno nei dintorni della chiesa. Le richieste dei protestanti inglesi andarono a buon fine anche perché, il duca, fin dal 1835, in segreto (soprattutto di nascosto dalla pia moglie) aveva abbracciato la fede anglicana. Scriveva infatti nel suo testamento "...E mi dichiaro vero cattolico che segue di preferenza i riti della Chiesa episcopale anglicana.". Il cimitero aprì nel 1842. Un'altra curiosità fu il fatto che, sia la chiesa che il cimitero, posti in un primo momento sotto la giurisdizione del vescovo di Londra, nel 1843 passarono sotto quella del vescovo di Gibilterra, poiché nell'anno precedente era stato creato un nuovo episcopato, con giurisdizione sugli anglicani di tutto il Mediterraneo, compresi quelli d'Italia.

Ora i tempi d'oro dei Baciocchi, di Carlo Ludovico, del neo classicismo, del Gran Tour, della Belle Epoque, sono andati, ma niente vieta di ripercorrere queste strade tra il presente fatto di scenari bellissimi, di cortesia della gente, di calde immersioni termali e di ottima cucina locale e un passato che ogni angolo sembra risvegliare in ricordi che non vogliono e non possono essere dimenticati.

di M.Serra per Informagiovani-Italia

Bagni di Lucca e le sue Terme

Oltre ad essere una piacevole località, Bagni di Lucca è anche una località termale immersa nella Valle del Serchio, famosa fin dall’epoca degli etruschi e dei romani. Durante il XIX secolo divenne la residenza estiva della corte di Napoleone e di sua sorella Elisa Baciocchi. I principali stabilimenti termali si trovano in località Bagni Caldi, dove la temperatura delle acque sulfuree varia dai 39 a 54 gradi. Le grotte con i loro vapori caldi sono una sauna naturale e, come un tempo si diceva, portano via tutti i dolori del viaggiatore stanco. La Spa è specializzata, fra le varie cose, nella cura di artriti reumatiche, problemi bronchiali e patologie ginecologiche.

Nelle vicinanze di Bagni di Lucca

Le località visitabili nel raggio di circa sessanta chilometri e quindi raggiungibili nel giro di circa sessanta minuti sono molte e interessante. Per esempio vi sono Lucca, Forte dei Marmi, Viareggio, Pisa, l’Abetone, Pistoia, Montecatini Terme e Pescia.

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Bibliografia

1. Lo sconcertante duca di Lucca Carlo Ludovico di Borbone - Giuliano Lucarelli, 1988 Maria Pacini Fazzi Editore

2. Paolina Bonaparte - Antonio Spinosa, 2000 Mondadori

3. Bagni di Lucca - Marcello Cherubini, Massimo Betti, 2001 MaxMaur Edizioni

4. Puccini and The Girl: History and Reception of The Girl of the Golden West, 2005 Annie J. Randall,Rosalind Gray Davis University of Chicago Press

5. I dialoghi di Torquato Tasso, 1858 Editore Le Monier. Tasso ambienta a Bagni di Lucca il dialogo "I Bagni"

6. Liszt a Firenze, Pisa e Lucca, Luciano Chiappari, 1989 Pacini Editore

7. The Smell of the Continent, Di Richard Mullen, James Munson

8. Shelley: A Voice Not Understood, 1977 Timothy Web, Manchester University Press

9. Puccini's Turandot: The End of the Great Tradition,  Di William Ashbrook, 1991 Princeton Studies

10. Works of Elizabeth Barrett Browning, Elizabeth Barrett Browning

11. Impressioni di viaggio. Italia i Heinrich Heine, 1951, Bur Rizzoli

12. Dei Bagni di Lucca, notizie topografiche storiche e mediche, 1866, Alessandro Carina

13. Giovanni Boccaccio "delle donne illustri" pag.621 Capitolo dedicato a Donna Caterina di Chiaramonte

14. Donati G.Battista De acquis lucensibus, Lucca 1580

 

 

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