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Chiesa di Santa Caterina a Lucca

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Chiesa di Santa Caterina a Lucca

 

La Chiesa di Santa Caterina a Lucca, una delle più alte e originali chiese della città, per la sua facciata angolare e il suo interno ovale, si trova lungo uno dei principali percorsi turistici della città di Puccini, vicino alla porta Sant'Anna e piazzale Verdi. Si affaccia sull’angolo formato tra la via del Crocifisso e via Vittorio Emanuele II, di fronte all’ex Manifattura Tabacchi, (l'edificio era anche chiamato la "chiesa delle sigaraie", per via delle operaie che andavano vi a pregare prima di iniziare il lavoro).

Chiesa di Santa Caterina a Lucca - Affresco della CupolaE' situata all’interno di edifici che corrispondono all’originario Convento delle Monache di Santa Caterina da Siena del terzo Ordine di San Domenico. All’inizio del XVII secolo il Monastero di Santa Caterina, risultava composto da più case disomogenee. Per questo motivo, a partire dal 1663 iniziano i lavori di demolizione ed innalzamento del nuovo monastero che prevedevano la costruzione di un unico edificio a forma di L di quattro piani, nell’angolo sud-ovest dell’isolato della fabbrica e di una nuova chiesa. Quest’ultima viene progettata dall’architetto lucchese Francesco Pini, già allievo e collaboratore del grande architetto di Messina,  Filippo Juvarra (che ha progettato tra le altre cose la Basilica di Superga a Torino e  il Palazzo dell'Escorial a Madrid), durante il soggiorno di quest'ultimo in Lucchesia, che introduce nella tradizione lucchese e toscana una nuova geometria flessibile, orientata verso il barocco romano, e con influssi, soprattutto per le soluzioni esterne di facciata, dell’opera dello Juvarra. I lavori di costruzione, iniziati nel 1738, terminano nel 1743 e la chiesa viene consacrata nel 1748.

Chiesa di Santa Caterina a LuccaLa facciata della chiesa è la sola parte visibile, in quanto costruita all’interno della struttura conventuale. Si innesta sull’angolo dell’isolato con un portale in pietra arenaria, impostato su colonne di ordine composito. Lo spazio interno, su pianta ellittica, è scandito da sottili membrature architettoniche ornate da stucchi che schermano le pareti dipinte con motivi di false architetture, innescando l'artificio tra realtà e illusione. I dipinti alle pareti e la decorazione illusionistica della cupola sono di Bartolomeo De Santi della "scuola quadraturista", e del figurista Lorenzo Castelletti, pittori con i quali l’architetto Pini instaura una collaborazione artistica in diversi suoi cantieri.

La cupola mette in scena, attraverso un’elaborata decorazione pittorica, una straordinaria scenografia teatrale: la zona inferiore è decorata con una quadratura di finte architetture con colonne, archi e balaustre alternativamente sporgenti e rientranti, mentre la zona superiore è dipinta a finti lacunari. Gli schemi prospettici, che rievocano il modello ideato da Andrea Pozzo per gli la Chiesa di Sant'Ignazio a Roma, non indugiano in sovrabbondanti dettagli decorativi e tendono ad una relativa essenzialità di linee e di forme.

Nell'altare maggiore della chiesa si trovava una grande tela ovale con la famosa Estasi di Santa Caterina di Pompeo Batoni, che oggi si conserva nel Museo di Palazzo Mansi, che vi consigliamo di visitare.

Chiesa di Santa Caterina a LuccaL’architettura illusoria, che dilata e apre lo spazio, culmina nella visione dell’oculo, aperto alla sommità della cupola, con affresco della Gloria di Santa Caterina, dipinto su supporto di incannicciato inchiodato ad una struttura di legno solidale alla struttura di copertura. Il bellissimo e complesso affresco sospeso è qualcosa di unico. Quasi un’apparizione, vivamente illuminata da fonti di luce nascoste, la Santa è rappresentata genuflessa sulle nubi, vestita con l’abito delle terziarie domenicane e il velo bianco. Circondata da angeli in volo, dalla Trinità, la Madonna e i Santi protettori della città di Lucca, realizzati in modo più tenue per accentuarne la maggiore distanza dall'occhio dell’osservatore e rendere ancora più spettacolare la percezione dal punto di vista centrale della chiesa. Si tratta di una geniale invenzione di barocca: l'illuminazione applica a una scena dipinta l’idea borrominiana della "camera di luce", l’artificio realizza la suggestione di un’apparizione, in un cielo vertiginoso e trascendente.

Con la soppressione dei monasteri nel 1806, durante il principato napoleoni dei Baiocchi (1805-1814), il Convento, acquistato dall'allora vicino Ospedale di San Luca, viene trasformato in Conservatorio: un Ospizio per gli invalidi diviso in due parti per gli uomini e per le donne. Alla metà del XX secolo la porzione dell’ex convento delle suore di Santa Caterina, con affaccio su via del Crocifisso, viene demolito e la restante parte dell'ex convento su via Vittorio Emanuele II viene trasformata in appartamenti. La chiesa era definita appunto delle "Sigararie", poiché negli anni 50-60 del '900, le operaie della Manifattura di Tabacchi, che producevano con le loro mani il famoso Sigaro Toscano, lavoravano proprio di fronte e gli bastava attraversare la strada per una preghiera, per lasciare la spesa per riprenderla a fine turno e a volte per lasciare in custodia il proprio bimbo alla fedele custode, la "Emilietta", fino a fine giornata. In questa chiesa passarono generazioni di sigaraie fino al trasferimento in periferia della stessa manifattura e fino alla avvenuto inagibilità della chiesa.

La chiesa, è rimasta chiusa per circa quarant’anni, fino al 2013 e versava Il grave stato di degrado. L’interessamento del FAI (Fondo Ambiente Italiano) con l’iniziativa "I Luoghi del Cuore", ha portato un rinnovato interesse per la chiesa ed il Ministero dei Beni Culturali ha attivato il processo di conservazione del monumento, stanziando un fondo per le opere, iniziate a metà del 2013 e ultimate dopo 17 mesi di lavori.

 

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