ARTE GOTICA

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Arte gotica  

Articolo di Laura Panarese per Informagiovani Italia

 

Eccoci dopo il romanico ad affrontare uno dei periodi più complessi e vari, ma anche più affascinanti della storia dell'arte europea: il gotico. Il gotico per convenzione si fa iniziare a metà XII secolo; in alcune zone lo si fa durare anche oltre il XVI secolo, quando fu soppiantato dal linguaggio artistico di ispirazione classica che ebbe inizio con la riscoperta operata dal Rinascimento italiano. Il termine "gotico" fu coniato dal Vasari nel XVI secolo come dispregiativo di barbarico, contrapposto alla ripresa trionfale del linguaggio classico greco-romano operata dal rinascimento. Per la sua origine francese in epoca medievale l'architettura gotica era invece definita opus francigenum, prodotto franco.

 


Arte goticaIl gotico si esprime soprattutto in ambito architettonico ed è caratterizzato da un notevole slancio verticale, da elementi specifici come l'uso della volta a crociera archiacuta, da un certo decorativismo formale unito ad una nuova drammaticità espressiva in pittura ed in scultura. L'architettura gotica è caratterizzata poi, oltre che dalla volta a crociera ad arco acuto su campate solitamente rettangolari, da costoloni o nervature che reggono la vela, da archi rampanti innestati su contrafforti, dall'uso di pilastri a fascio, dal trionfo del preziosismo in ambito extra-monastico, per lo più nella scultura architettonica e nell'utilizzo di vetrate, smalti, superfici variamente lavorate.


Fra tutte le declinazioni regionali del gotico la più importante è, come dicevo, quella francese: l'architettura gotica degli altri paesi europei può essere vista come la ripresa, anche se estremamente originale, degli stimoli derivati dal nuovo linguaggio nato a metà XII secolo nell'Ile de France.


Mentre per l'architettura romanica è difficile individuare una regione europea più  "rappresentativa", o un evento scatenante, per l'architettura gotica la ricostruzione del coro dell'abbazia di Saint Denis vicino Parigi nel 1140 è considerata la data di inizio, perché riutilizza consapevolmente tecniche costruttive già note, ma le organizza in un sistema logico ed unitario nuovo, con nuovi obiettivi sia estetici che simbolici, diffondendoli poi un po' in tutta Europa per incontrare significative resistenze solo in Italia.


Nel Tre-Quattrocento il gotico si sviluppa in nuove direzioni. L'edificio dei secoli XII e XIII aveva una navata centrale molto slanciata e le laterali molto più basse, ragion per cui la luce si concentrava in alto. Lo spazio interno, perciò, risultava diafano, ascetico, immateriale nella percezione del fedele.

 

Nel tardo gotico invece la disposizione interna più comune è quella della chiesa a sala, con le navate laterali di uguale altezza rispetto alla centrale. Ciò fa sì che la luce venga da un'altezza mediana, dalle pareti laterali, ed illumini in modo unitario tutto lo spazio. Si perde così la forte direzionalità verticale precedente a vantaggio di una spazialità policentrica.


La geografia di questa nuova sensibilità si distingue da quella del gotico classico, assolutamente franco-centrico. Le regioni più all'avanguardia saranno Germania, Boemia, Inghilterra, Polonia e la zona alpina. La penisola iberica si renderà in questa fase promotrice della costruzione di alcune grandi cattedrali sul modello francese e tedesco dei secoli precedenti.


Per quanto riguarda la scultura, le statue nel periodo gotico sono quasi sempre dentro nicchie. Il tuttotondo in generale è soppresso dai luoghi di culto perché i fedeli non vedano nell'opera una divinità da venerare (una specie sindrome del vitello d'oro?). La scultura gotica inizialmente è tutt'uno con l'architettura. Da un punto di vista stilistico, se da un lato la figura si slancia verso l'alto e il modellato si anima di virtuosistiche, talvolta improbabili linee e curve, dall'altro lato emerge sempre più l'intenzione da parte dello scultore di rendere l'emotività (spesso sofferta) del soggetto raffigurato. Tale aspetto in scultura precede di alcuni decenni gli stessi raggiungimenti in ambito pittorico.


In Italia è decisiva in tal senso l'opera di Nicola Pisano, del figlio Giovanni e di Arnolfo di Cambio, allievi d'eccellenza (II metà Duecento, attivi per lo più in Toscana): influenzati dalla coeva arte francese, ma non solo (tradizione classica, arte federiciana), essi toccano vertici elevatissimi dal punto di vista formale, narrativo-drammatico, stilistico (in particolare nei pulpiti di Pisa, Siena, Pistoia e nella Fontana Maggiore di Perugia: vedi approfondimento successivo). La sapiente scansione ritmica dello spazio ripresa dai sarcofagi di età romana si anima in nuove forme, unita alla mirabile capacità di bilanciare i vuoti e i pieni dei rilievi con straordinaria attenzione nella resa dei dettagli delle figure rappresentate, in primis la fisionomia.


Per ciò che concerne invece la pittura tra il XII e il XIV secolo, essa è condizionata dal rapido affermarsi dei sistemi costruttivi gotici; le nuove cattedrali sono ormai rivestite quasi solo di vetrate invece che di mura dipinte o decorate. Per questo le tecniche del mosaico e dell'affresco si vanno in questo periodo perdendo, mentre si raffinano la pittura su vetro e su tavola, già in uso in epoca romanica. La pittura su vetro realizza vetrate colorate da applicare alle finestre o ai rosoni delle cattedrali. Costituisce uno dei prodotti più innovativi e caratteristici di tutta l'arte gotica. Ogni finestra doveva essere formata da più pezzi saldati insieme mediante cornici di piombo. Questa tecnica consentiva di ottenere figurazioni di grande effetto.
La trattazione dei temi in pittura risente della mutata situazione storica, sociale ed economica in Europa. La borghesia cittadina è sempre più concreta e dinamica; si assiste a una progressiva attualizzazione delle narrazioni sacre, con i personaggi delle sacre scritture che vestono indumenti del tempo, mentre i luoghi corrispondono a luoghi reali. In Italia, diversamente dalle altre regioni, l'affresco e il mosaico continuano ad avere notevole diffusione. Nel Duecento alla produzione di mosaici e affreschi si unisce quella delle tavole dipinte.


Il gotico in Italia non raggiunge mai l'arditezza strutturale delle cattedrali francesi, preferendo conservare la tradizione costruttiva consolidata nei secoli precedenti, e dal punto di vista formale non vi trova grande sviluppo lo slancio verticale\estatico dell'architettura d'oltralpe.

 

L'architettura gotica in Italia è all'inizio un prodotto di importazione. Il tramite principale sono gli edifici dell'ordine benedettino cistercense, che dalla Francia si espande in tutta l'Europa occidentale. L'architettura dell'ordine cistercense è una declinazione a sè dell'edilizia gotica. Essa accoglie le principali innovazioni delle cattedrali dell'Ile de France, ma in forma moderata e "ascetica".

 

Il verticalismo è frenato, niente torri o campanili, viene bandita la decorazione figurativa, le vetrate sono prive di colore. Viene però utilizzata la volta a crociera archiacuta rettangolare, i pilastri a fascio che proseguono nelle costolonature delle volte, i capitelli con ornamentazioni minimali per lo più non figurative.

 

La lavorazione della pietra è molto accurata, lo spazio che si ottiene è di una pulizia quasi contemporanea. L'incontro di questo nuovo linguaggio con la tradizione locale costituì in Italia la base fondamentale per gli sviluppi architettonici successivi.


Questa architettura benedettina si prestava ad essere adottata, con modifiche, anche da parte degli ordini mendicanti (francescani e domenicani), che all'epoca in Italia erano in grande ascesa. Questi ordini volevano edifici sacri semplici, spogli, funzionali, con ampie navate perchè i fedeli potessero ascoltare le prediche e seguire i riti senza ingombri visivi, come avveniva invece nelle cattedrali.


Le abbazie cistercensi ebbero una diffusione incredibile su tutto il territorio della penisola, adeguando spesso le tecniche costruttive alle tradizioni locali. Abbiamo edifici in laterizio nella pianura padana, pietra nell'Italia centrale e in Toscana, in quest'ultima spesso decorazioni bicrome come nella locale tradizione romanica. Fra gli edifici non cistercensi di questo secolo vicini all'architettura gotica, pur mostrando persistenze romaniche, il Battistero di Parma di Benedetto Antelami e la Chiesa di Sant'Andrea a Vercelli.

 

Tra i capolavori del gotico in Italia, la Basilica di San Francesco ad Assisi (1228 - 1253), Basilica di Sant'Antonio a Padova, la Basilica di San Francesco a Bologna (1236 - 1263), la Basilica di Santa Maria Novella a Firenze. In questo secolo vengono costruite o terminate alcune cattedrali, fra cui Duomo di Siena, mentre verso la fine del secolo vengono cominciati cantieri di edifici realizzati nel Trecento; fra questi gli edifici fiorentini della Basilica di Santa Croce, Cattedrale di Santa Maria del Fiore, Palazzo Vecchio, ma anche la veneziana Santa Maria Gloriosa dei Frari e l'umbro Duomo di Orvieto. Da non dimenticare l'architettura civile e militare che nell'Italia meridionale nasce per impulso dell'Imperatore Federico II di Svevia.
Al termine del XIV secolo verranno iniziati i due maggiori cantieri tardo gotici italiani: il Duomo di Milano e la
Basilica di San Petronio a Bologna.


IL GOTICO IN ITALIA: UN ESEMPIO

Scegliere un esempio di arte gotica per capirne le caratteristiche generali è difficile, proprio per la varietà delle forme in cui si è espressa e per l'ampiezza del territorio che ha coperto. Continuando però il discorso italiano già fatto per il romanico (Duomo di Modena e Wiligelmo), sceglierei un'opera molto rappresentativa del gotico scultoreo nostrano, un lavoro del già citato Nicola Pisano 1, scultore formatosi in ambito meridionale, pugliese nello specifico (Nicola de Apulia), forse federiciano, sicuramente attivo dal 1220, come attestano i documenti, che si formò sull'arte classica, oltre che sulle nuove suggestioni d'oltralpe. Scelgo un'opera a metà tra architettura e scultura, che ben riassume la commistione tra le due discipline tipica del gotico: un pulpito eseguito per il Battistero di Pisa nel 1260 (come attesta un?iscrizione inserita nel monumento), prima opera certa di Nicola.
Pulpito goticoEsagonale, il pulpito poggia su sei colonne di granito rosso (un tipo di marmo molto pregiato) che a loro volta sono sorrette alternativamente su leoni stilofori o da doppie basi; la colonna centrale sta su un corpo con scolpiti uomini e animali; al di sopra delle colonne, su capitelli decorati, sono appoggiati archi a tutto sesto trilobati, ossia divisi in tre curve a simulare un trifoglio, a loro volta separati da statue di Profeti e Virtù. Nella parte alta, sul parapetto del celebrante, stanno cinque lastre marmoree separate da colonnine; rappresentano la Natività, l'Adorazione dei Magi, la Presentazione al tempio, la Crocifissione e il Giudizio universale.


In questa prima opera Nicola Pisano già mostra di possedere una tecnica matura, consapevole; lo stile da lui elaborato è già originale, e si imporrà come termine ante quem imprescindibile per i successivi sviluppi della scultura italiana. L'artista struttura il pulpito come un'architettura in piccolo e lo inserisce liberamente nello spazio. Abbandonato il tradizionale impianto a cassa quadrangolare, Nicola ha scelto una forma prismatica esagonale che riprende le esperienze architettoniche probabilmente maturate presso la corte di Federico II di Svevia, dove forse si era formato. Le membrature e le parti scultoree sono in perfetto equilibrio le une con le altre, così come perfettamente fuse vi appaiono le diverse componenti stilistiche della cultura di Nicola, l'antico dei bassorilievi e dei sarcofagi romani (quelli che per esempio erano visibili nel vicino Camposanto pisano) e il gotico transalpino, con le sue architetture slanciate, con gli archi trilobati, con i capitelli a crochets.

 

In generale è straordinaria l'animazione plastica dell'apparato scultoreo, che si fonda conGotico marmo l'architettura creando un unicum armonico e perfetto, secondo la più elegante tradizione gotica d'oltralpe. Ecco due dettagli di un rilievo del parapetto, la scena con l'Adorazione dei Magi, lastra di marmo, altezza 85 cm.
Plasticismo, forza, geometricità delle linee di contorno sembrerebbero rimandare alla maniera romanica, alla Wiligelmo, per esempio; tuttavia nuovi elementi si fanno strada nella figurazione: una sacralità nuova, elegante, raffinata, che sa di antico, ma sa anche di nuovo, di straniero, e conferisce ai sentimenti di chi guarda un nuovo respiro universale, panico. Il marmo vibra di accenti delicati, eppure forti. La natura, prima trattenuta, rivendica di nuovo un ruolo prepotente; la maestria dello scultore chiede di nuovo di esprimersi liberamente, al servizio del divino, ma umanamente, come solo un essere umano sa fare, come solo un grande artista può permettersi.

Articolo di Laura Panarese per Informagiovani Italia

1 Si veda anche:

www.storiadellarte.com/biografie/pisanon/pisanon.htm;

www.thais.it/scultura/pisanico.htm;

www.scultura-italiana.com/Biografie/PisanoN.htm.

 

 

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