La Torre Eiffel come laboratorio scientifico

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La Torre Eiffel come laboratorio scientifico 

 

La Torre Eiffel è nata come simbolo effimero del progresso umano e destinata, nelle previsioni, a essere demolita dopo venti anni, ma nel 2019 avrà compiuto 130 anni,  conservando inalterato il suo fascino. Gli epiteti che i suoi detrattori hanno coniato per lei , "l'inutile bruttura, il disonore di Parigi, il grande Meccano", anno assunto il sapore di curiosità letterarie, mentre sempre più evidenti e apprezzabili appaiono i pregi del progetto e i meriti che si è guadagnata in campo scientifico. Il primo punto da considerare è quello relativo alla progettazione della struttura, che fu basata esclusivamente sul calcolo logaritmico a tre decimali anziché sul sistema inglese dei disegni in scala naturale usato sino allora.

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Torre Eiffel come laboratorio scentificoFu una vera innovazione nella scienza delle costruzioni, che aprì la strada ad altre realizzazioni di strutture reticolari impegnative, specialmente ponti e tettoie di grande luce. Questo nuovo modo di progettare determinò anche la forma della Torre che, quindi fu un "effetto" e non una "causa" del calcolo. Le linee caratteristiche, a candeliere, sono infatti le più idonee per un edificio di quell'altezza e di quel materiale, non strallato, capace di resistere senza pericoli a venti (improbabili) di 180 chilometri all'ora, con carichi al suolo non elevati (4 kg/cm2).

 

Certo, se la si dovesse rifare oggi rispettando la forma ma con procedimenti di calcolo migliori grazie al computer usando acciaio anziché ferro puddellato e saldando anziché chiodando, la Torre peserebbe circa il 10 per cento in meno, senza considerare i carichi passivi, ossia l'arredamento dei locali e dei servizi. Un altro punto assolutamente innovativo è quello che riguarda il processo di costruzione, basato su un approntamento accuratissimo e dettagliato dei disegni (5300 tavole) nonché sull'assemblaggio in officina di parti sino a 3 tonnellate di peso (portata massima dei mezzi di sollevamento in cantiere).

 

Progetti Torre EiffelLe zone di giunzione erano preforate con tolleranze molto ristrette, così che la chiodatura potesse avvenire speditamente, senza necessità di aggiustaggio sul posto. Tutto ciò richiese un'organizzazione industriale molto avanzata per quei tempi, non ancora presente, ad esempio, nella costruzione di un'altra grande opera contemporanea: il ponte del Firth of Forth, a Edimburgo in Scozia. Tale organizzazione permise di realizzare la Torre in 24 mesi con 50 ingegneri e soltanto 250 operai di cui la metà in officina e gli altri in cantiere. Da questi criteri organizzativi derivò una economia d'impresa che consenti il recupero di oltre il 75 per cento dell'investimento già alla fine del primo anno, con i proventi dei biglietti d'ingresso.

 

La vocazione scientifica della Torre si esplicò, fin dal nascere di questa, con l'installazione, nel piano più elevato, di laboratori per l'astronomia, la biologia e la meteorologia. Lo stesso Eiffel vi stabilì il suo studio dal quale dirigeva osservazioni ed esperimenti che riguardavano vari settori dello stabile. Di particolare importanza furono gli studi sulla forza e sulla direzione di venti a varie quote, le variazioni della temperatura con l'altezza, la curvatura terrestre, la caduta dei gravi. Ne derivarono conoscenze nuove che in alcuni casi (come quello della velocità di caduta dei corpi) portarono alla correzione delle relative formule di calcolo.

 

Nel 1895 ebbe luogo la prima trasmissione con il telegrafo senza fili, nel 1905 fu installata la prima antenna per le emissioni radiotelegrafiche, l'anno dopo, Eiffel costruì alla base della Torre un primo tunnel del vento (nel 1912, a ottantanni, aprì un centro specializzato di aerodinamica ad Auteuil, dove sperimentò modelli di eliche, velivoli e auto da corsa). Nel 1910 ebbe inizio il servizio di scansione dell'ora internazionale; nel 1935 fu effettuata la prima trasmissione televisiva attraverso un'antenna che aumentava di 20 metri l'altezza della Torre; nel 1949 il primo telegiornale; oggi i collegamenti via satellite. E, lungo lo scorrere degli anni, il continuo, silenzioso, fattivo studio dei fenomeni di invecchiamento e infragilimento dei materiali, della corrosione e dei modi di combatterla, dell'ossidazione e delle vernici protettive, delle correnti vaganti e di altre azioni elettrochimiche, del fulmini.

 

Dunque, la missione scientifica di questo unico e irripetibile simbolo della civiltà tecnica ha dato frutti saporosi e continua a darne. All'opera dei 72 scienziati, i cui nomi sono scolpiti nella piattaforma del primo piano, si è aggiunto l'apporto di quanti, noti, meno noti e sconosciuti, hanno identificato la Torre come simbolo di sfida per progredire sulla strada della conoscenza.

 

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