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Madonna del Cancelliere Rolin - Jan
van Eyck
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La Madonna del Cancelliere Rolin è una grande tavola votiva commissionata a
Jan
van Eyck da Nicolas Rolin (1376/1380 - 1462), potente cancelliere del duca di
Borgogna
Filippo il Buono, e ne è anche protagonista, da cui il nome. Nel quadro, un ex voto, il protagonista sta
accanto alle figure divine, dialogando con loro, sottolinea ancora di più il
rango elevatissimo raggiunto dal committente. Poche persone, tra cui regnanti e
ricchissimi mercanti, si potevano permettere di commissionare un quadro a
Jan van Eyck (per esempio i
Coniugi Arnolfini, ricchissimi mercanti di
Lucca).
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Il dipinto proviene dalla cappella di famiglia della Chiesa di San Sebastiano
(Saint-Sébastien de l'église Notre-Dame-du-Châtel) ad Autun, nella
Borgogna francese a cui la vedova di Rolin lo donò dopo la morte del marito.
Nicolas Rolin nacque in una famiglia modesta di
Autun. Dovette la sua ascesa sociale alla fiducia che gli venne concessa da due duchi della casa di Valois
Giovanni di Borgogna e Filippo il Buono. Avvocato, fu nominato
cancelliere nel 1422. Nella chiesa di Notre-Dame-du-Châtel ad Autun, Rolin fu
battezzato e qui erano sepolti i suoi antenati. Illuminato mecenate, il
cancelliere si circondò, dopo avere raggiunto la sua preminente posizione
sociale, dei più famosi artisti del suo
tempo. Il suo nome collegato anche con opere di Rogier van der Weyden come
il maestoso Polittico del
Giudizio che oggi si trova ancora nell'Hospices de Beaune (anche
chiamato Hôtel-Dieu), nell'omonima cittadina di Beaune rinomata per essere la
capitale dei pregiati vini di Borgogna, e fondato proprio da Rolin nel 1443.
La Madonna del Cancelliere Rolin venne spostata da Autun nel 1793, a
seguito della distruzione della chiesa di Notre-Dame-du-Châtel durante i
periodo della Rivoluzione Francese, da li a poco entro a far parte della
collezione del Louvre. Nello spostamento, il dipinto perse la sua struttura
originale che recava la firma del pittore e la data esatta di completamento.
Nel dipinto Rolin è ritratto in ginocchio con le mani giunte mentre, la
testa sollevata da un libro di preghiere, guarda di fronte a sé. La Vergine,
seduta su un basso panchetto, rivolge verso di lui il Bambino Gesù, mentre un
angelo in volo sopraggiunge con la grande corona che andrà a cingerle il capo.
La composizione avviene nello scenario di un sontuoso salone, aperto sul fondo
da tre arcate luminose che svelano un ampio panorama. Tutta l'opera è illuminata
da una luce chiara e l'occhio di chi guarda viene catturato dai moltissimi
particolari descritti minuziosamente, come era usuale nelle opere di van Eyck
che, nel loro dettagliato realismo, sono la rappresentazione vivida di una
realtà spirituale. Questo è il primo esempio di un simile tipo di composizione,
che riusciva ad avvicinare il fedele (un fedele molto benestante) all'immagine
divina creando un piano comune di dialogo a metà tra la realtà terrena e il
soprannaturale. La visione del mondo esterno data dal bellissimo paesaggio
acquista un profondo significato spirituale, rappresentando la totalità della
vita terrena e la sua partecipazione al miracolo della presenza divina nel
mondo, che coinvolge ogni essere vivente.
Iconografia
Van Eyck mostra il cancelliere e suo committente inginocchiato davanti la Vergine col Bambino. Il
carattere ostentato della figura del donatore, vestito di broccato d'oro e la
pelliccia come un principe, riflette la volontà di quest'ultimo di essere
percepito come un alto ufficiale della corte. La composizione è costruita su
entrambi i lati di un'apertura formata da tre archi. Da un lato, il carattere
terrestre in posizione di preghiera su un inginocchiatoio coperto con un panno
di velluto e altre figure sacre. La Vergine è seduta su un trono di marmo
e ha un grande ricamo e il mantello di pietre preziose. A sinistra i capitelli
raffigurano scene del Vecchio Testamento che si concentrano sulle colpe
dell'umanità: la cacciata dal paradiso, il sacrificio di Caino e Abele, Dio
riceve l'offerta di Caino di uccidere Abele, Noè nell'arca. Tutto è configurato alla maniera di una "Sacra
Conversazione" (tra i personaggi divini e terreni), che dopo Van Eyck sarà molto popolare in Italia.
Van Eyck e Ars Nova
Robert Campin e Jan Van Eyck sono stati i principali rappresentanti della nuova
pittura che nasce nelle
Fiandre durante gli anni tra il 1420 il 1430. La tecnica della
pittura ad olio si stava diffondendo, per rendere la luce più luminosa e i dettagli
naturalistici. Van Eyck fu uno è dei primi ad usare la pittura ad olio, anche se
gli viene erroneamente attribuita l'invenzione. La composizione e il modo in cui
caratteri sono parte dello spazio è anch'essa una importante novità pittorica. Le figure sono poste
plasticamente in una stanza costruita alle regole della prospettiva. La profondità
viene suggerita nell'utilizzo dell'architettura; infine il paesaggio
è uno degli elementi più importanti della composizione.
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